06/05/2026
Piriumbers: NCAA e NIL: Verità, Fantasie e Suggestioni
PREMESSA
Parliamo di Arch Manning, quarterback dell'università del Texax, lo sportivo universitario più famoso e primissima scelta certa NFL nel draft 2027.
Il suo NIL (il più alto della Ncaa) è sostenuto da:
- sponsor quali Uber, Red Bull e altre grandi aziende
- un cognome di una famiglia di sportivi famosissimi
- 650.000 followers Istangram
Il valore del NIL di Manning varia (si, varia) dai 5 ai 7 milioni, potrebbe crescere ma anche stabilizzarsi o diminuire nel prossimo anno influenzato dai risultati suoi, della sua squadra e dagli infortuni. E quindi dalla esposizione mediatica.
E' americano, quindi senza alcun vincoli legati al visto, e può firmare accordi diretti con aziende del Paese in cui gioca; il football Ncaa è inoltre molto più seguito del basket e quindi un giocatore ha più visibilità.
EUROPEI
Questa premessa serve per contestualizzare le cifre milionarie che si leggono relative ad esempio a giocatori che non si sa che impatto potranno avere, che possono firmare accordi solo con aziende del paese di origine e neppure scelti o con scelte alte al draft NBA. E anche con solo poche migliaia di followers.
E sempre con lo stesso approccio pensiamo alle cifre oltre i 100.000 se non 500.000 a giocatori che hanno pochi minuti in A1 o A2 e che non potranno avere un impatto immediato. Probabilmente giocheranno poco o niente e la realtà sarà probabilmente con uno zero in meno.
BORDER LINE
E questo NIL, nato espressamente per gli atleti americani, ha pure implicazioni giuridiche "border line" al punto che la Fiba stessa ha generato un documento (disponibile nel sito Fiba) con le raccomandazioni agli atleti che vogliono andare oltre Oceano.
I veri beneficiari di questo NIL saranno le Agenzie dei giocatori con commissioni elevatissime e i relativi studi legali che dovranno assicurare agli atleti Europei di "aggirare" in qualche modo le regole sui Visti e quelle Universitarie per l'accesso, gli studi, la lingua.
Con la "spada di Damocle" di una NCAA dove le piccole università (4.000 sono i college in totale in USA) iniziano a ribellarsi ai trasferimenti da un college all'altro, l'Nba non proprio contenta di vedere giocatori attesi, restare uno o due anni in più al college e con un maggior potere contrattuale. E i ragazzi USA, in particolare junior e senior, vicini alla fine del ciclo di studi, che non trovano spazio a causa di 23enni provenienti dall'Europa senza nessuna empatia e partecipazione emotiva con il college in cui giocano.
Sediamoci sulla riva del fiume e ... intanto si facciano giocare altri giovani perchè pare proprio essere un ottimo mmento.
SUGGESTIONI
Questi trasferimenti dei giovani in America provocano sicuramente problemi alle Società ma non certo ai maggiori tornei Europei.
Sono 40 le squadre tra Eurolega ed Eurocup, e dei quasi 600 giocatori che vi hanno partecipato:
- solo 45 under 23 (compiuti) hanno giocato almeno 10 partite e 10 minuti di media.
Se ci focalizziamo sull'EUROLEGA e alziamo l'asticella a 20 minuti, restano: Montero, Faye, Strazzel, Niang e Ellis.
NCAA vs EUROLEGA (e viceversa)
C'è un dato molto molto significativo nella relazione tra NCAA ed Eurolega:
- Sono poco più di 100 gli USA impiegati in Eurolega per almeno 20 minuti, dei quali:
- NESSUNO under 23
- Solo 6 (SEI) tra 23 e 25 anni.
La conferma, ancora una volta, che il percorso completo al college NON PREPARA assolutamente giocatori per il livello massimo Europeo.
Tutti questi giovanotti che rientreranno in Europa con molta autostima, un perfetto inglese, ma con una inutile laurea e molti meno soldi di quanto sperassero, sappiano che minuti in Eurolega non ne vedranno.
E gli stessi giovanotti sappiano che i giocatori Europei in Nba, anche giovanissimi, ci vanno direttamente dall'Europa. Sempre più rari o inesistenti coloro che vi arrivano direttaente dal college.
CASE HISTORY (per i giovanotti in partenza)
Il caso di due giovanissimi, già in prima squadra di club a 17 anni ed entrambi nelle varie Nazionali under.
- il primo una "stella", il migliore con distacco in tutte le competizioni, sempre in doppia cifra con un percorso da 12 punti e 3 assist di media
- il secondo, uno specialista difensivo, con un percorso da 4,4 punti e 3 assist di media
Il primo, un predestinato, va al college dove gioca per 3 anni molto e bene. Torna in Italia, conteso da tante squadre, con un ottimo contratto e tante aspettative. Ma la tecnica, il fisico e la comprensione del gioco sono rimasti quelli di prima, però con 3 anni di più.
In quella stagione giocherà 165 minuti e poi cambierà 5 squadre in 6 anni con salari sempre più bassi.
L'altro, rimasto in Italia a giocare ed allenarsi con gente seria, gioca in quello stesso anno 600 minuti e con un salario molto più basso. E' rimasto sempre nella stessa squadra, crescendo di livello e salario e ora è uno dei giocatori migliori in Europa nel suo ruolo; a fine carriera avrà guadagnato almeno 10 volte di più del primo.
Cari giovanotti e procuratori, queste sono le carriere di Davide e Alessandro.