25/04/2023
: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀
"Ci sono degli attimi, là in alto, in cui soffia una brezza sottile che profuma di libertà. Che sia forse questo il movente degli alpinisti? Il desiderio di respirare a pieni polmoni quella particolare atmosfera? La drammatica fuga da un abito sociale scomodo poiché troppo vincolante?
Durante il Ventennio fascista quell'abito per molti divenne insopportabile, così le montagne iniziarono ad accogliere non più soltanto gli spiriti più sensibili e irrequieti, ma chiunque si fosse stancato di credere, obbedire, ma non di combattere. Combattere «per essere liberi» sosterrà a pugni chiusi l'alpinista trentino Bruno Detassis.
Tra i molti che salirono lassù, in difesa degli ultimi stralci di libertà, ci furono diversi alpinisti: da Gino Soldá ai fratelli Chabod, passando per Giovanna Zangrandi, Dante Livio Bianco, Vittorio Ratti, fino a Massimo Mila, Riccardo Cassin, Ettore Castiglioni, Attilio Tissi e il sopracitato Detassis.
D’altronde l’alpinismo ha sempre assorbito i caratteri della società, confermandoli oppure rinnegandoli con fermezza.
La loro scelta fu sintetizzata in modo esemplare proprio da Castiglioni: «... il vero alpinista non può essere fascista, perché le due manifestazioni sono antitetiche nella loro più profonda essenza. L'alpinismo è libertà, è orgoglio ed esaltazione del proprio essere, del proprio io come individuo sovrano (...): il fascismo è ubbidienza, è disciplina, è annullamento della propria individualità nella pluralità e nella promiscuità amorfa della massa, è abdicazione della propria volontà e sottomissione alla volontà altrui».
Castiglioni morì nel 1944, nel disperato tentativo di fuggire alla polizia svizzera che l'aveva arrestato con l'accusa di traghettatore. Traghettatore di perseguitati dal regime fascista.
È malinconico, ma forse necessario, dover ricordare che se oggi riusciamo ancora a percepire quel profumo di libertà, quella brezza salvifica, è proprio grazie alle menti coraggiose e lungimiranti che, rifiutando gli slogan e i diktat del Ventennio, salirono sui monti per sognare una società più libera e democratica".
🖋️ Pietro Lacasella
📷 Foto da "Il giorno delle Mésules" (Hoepli)