21/02/2023
Mi fa tenerezza il Presidente Casini quando lo sento pigiare solo e soltanto sul tasto della pirateria.
Come se il principale spauracchio del calcio nostrano fossero davvero i Jack Sparrow del pezzotto.
Va bene, che lo streaming illegale porti un danno economico ai club, è fuori discussione.
Ma pensa che gli appassionati italiani siano davvero così sprovveduti da bersi questa stupidaggine?
Casini che, ricordiamolo, come presidente della Lega Serie A, rappresenta i presidenti dei club di Serie A.
Quindi, cari presidenti, ci prendete per scemi?
L'altra settimana guardavo Arsenal-City: appena Ederson s'è attardato sul rinvio dal fondo, è arrivato subito il cartellino giallo; a metà primo tempo.
Poi, ieri l'altro, mi devo vedere Atalanta-Lecce con quattro, cinque intereventi del medico salentino. Altro che calcio spezzatino...
Mi sta bene che in tre occasioni il calciatore leccese sia stato effettivamente sostituito, ma che uno si butti a terra a un metro dal fallo laterale chiamando in campo i soccorsi è indecoroso. Oltre che sleale.
Badate bene: queste sceneggiate non sono l'eccezione, ma la regola in Serie A.
In Italia si gioca male, poco e a singhiozzo.
Come si può pensare di vendere questo prodotto all'estero?
Torniamo in Inghilterra.
La Premier i soldi veri li fa con i diritti venduti proprio all'estero.
Tanto che la finestra principale della giornata calcistica, quella del sabato pomeriggio alle 15:00, non prevede alcuna diretta televisiva, nemmeno a pagamento.
Nello specificico, lo scorso week end, su dieci partite, soltanto quattro sono andate in TV (e su due piattaforme diverse).
Non solo: nella suddetta fascia oraria (14:45-17:15) non viene trasmessa nessuna partita, nemmeno dei campionati esteri. Ed è così dagli anni 60...
Nel sabato pomeriggio inglese, il calcio è solo negli stadi.
Non necessariamente quelli di Premier: perché nella fascia oraria senza football in tv giocano (anche) le serie minori. Così fanno il pienone. E la ruota gira.
Una situazione che stride con l'Italia, dove alla Lega non dispiacerebbe spalmare dieci partite su dieci finestre differenti per trasmettere tutto il trasmettibile.
La verità è che quello che era il campionato più bello del mondo è ormai sull'orlo del baratro.
Scandali, impicci, imbrogli. Ce n'è per tutti.
Il problema del che il calcio italiano, caro Casini, è che la serie A fa abbastanza schifo.
Di conseguenza, all'estero nessuno se la fila.
E i soldi veri non arriveranno mai se non si inverte la rotta (ammesso e concesso che non sia già troppo tardi).