13/09/2022
Quando si parla di rispetto tra capitani a tanti viene subito in mente quello tra Carles Puyol e Paolo Maldini.
Qui, di seguito, un estratto della lettera che lo spagnolo scrisse all’ex capitano del Milan il giorno del suo addio al Calcio, nel maggio 2009:
“Caro Paolo,
So che tutti noi giocatori finiamo, prima o poi, con l’appendere le scarpe al chiodo però, in realtà, io credevo che tu non lo avresti mai fatto.
Sei il grande Maldini, quello che non si spegne.
Nemmeno a quarant’anni avevi perso il tuo istinto competitivo.
Hai iniziato a giocare tra i professionisti quando io ero ancora un bambino e non ho mai smesso di ammirarti.
Dicono che via via che si cresce i miti cadono.
Con te mi è successo tutto il contrario.
La mia ammirazione verso di te non ha fatto altro che aumentare col passare del tempo.
Ho ammirato di te i tuoi concetti difensivi, la tua posizione, la tua (sempre sportiva) aggressività, la tua maniera di fermare i rivali, cercando di adattarti alle loro caratteristiche per neutralizzarli, la tua versatilità…
Però soprattutto ho ammirato la tua maniera di vivere il calcio, sempre intensamente e con una sportività esemplare, che io umilmente ho cercato di far mia nel Barça.
Hai nobilitato il lavoro di noi calciatori che non facciamo gol.
Come vedi (e come già sai) sei stato un punto di riferimento per me.
Uno specchio.
Mi hai dimostrato che qualsiasi sia la partita il giocatore ha l’esigenza di buttarcisi completamente con i suoi cinque sensi.
Non potrò realizzare uno dei miei sogni: giocare accanto a te.
Senza Paolo Maldini il calcio non sarà più lo stesso.
Ci perde il Milan e tutti quelli che ti hanno ammirato e che ti ammirereranno sempre.
Grazie per quello che hai dato al calcio e per essere come sei.”
Bellissimo. ❤️