14/06/2017
I gelsi
Siamo quasi alla fine del miglior periodo per i gelsi, almeno qui in Sicilia. Occorre affrettarsi a farne incetta. Quintali di succulenti frutti per terra sono letteralmente un peccato. Nei miei tragitti d’allenamento trovo una decina d’alberi maestosi, alti fino a dieci metri, dai rami pendenti perché carichi di coloratissime drupe. Gelsi neri, rossi, bianchi e rosei, fan bella mostra di sé stimolando l’acquolina in bocca.
I frutti del gelso nero sono ricchi di antociani, preziosi antiossidanti che ritroviamo in tutti i vegetali di colore nero, viola e rosso. Svolgono un’azione vaso protettrice, contengono acidi organici e glucidi. Le foglie hanno proprietà ipoglicemizzanti.
I frutti del gelso bianco invece, sono ricchi di proteine, tannini, rutina, vitamina A, B, C e secondo evidenze scientifiche, avrebbero una spiccata azione antibatterica, soprattutto nei confronti di quei batteri responsabili delle carie dentali. I gelsi contengono anche un alto contenuto di ferro, circa 185 mg per 100 grammi di frutti, cosa assai rara tra i frutti di bosco, e pochissime calorie, circa 43 per 100 gr.
In fitoterapia, la maggior parte delle componenti dell’albero del gelso risultano utilizzabili, dunque non solo i frutti ma anche le la corteccia, le radici e le foglie. In particolare, il gelso bianco ha effetti diuretici e lassativi e dunque, è ottimo per coloro che soffrono di stitichezza. Il gelso nero invece, oltre alle proprietà lassative è un ottimo decongestionante, rinfrescante, tonico e lenitivo. Ha proprietà depurative e antibiotiche (che ritroviamo nelle foglie) tanto che anche in passato veniva impiegato in forma di colluttorio per lenire le infiammazioni della bocca e della gola, ma anche contro la tosse e come espettorante.