30/05/2022
QUANDO LE DISSERO CHE UNA DONNA NON SAREBBE MAI RIUSCITA A FARE IL GIRO DEL MONDO IN BICICLETTA ANNIE ACCETTÒ LA SFIDA E A 23 ANNI, NEL 1894, RIUSCÌ NELLA MEMORABILE IMPRESA
Sembrava che tutto fosse iniziato per una scommessa. Due ricchi uomini di Boston scommisero diecimila e ventimila dollari sul fatto che nessuna donna sarebbe riuscita a eguagliare l’impresa di Thomas Stevens che, tra il 1884 e il 1886, aveva girato il mondo sulle due ruote guadagnando cinquemila dollari. In realtà non vi fu alcuna scommessa: si trattava soltanto di un escamotage giornalistico per riaccendere il dibattito sul rapporto tra donne e imprese sportive, in un’epoca nella quale praticamente tutti credevano che le performance atletiche femminili non avrebbero mai potuto eguagliare quelle maschili. Probabilmente la pensava così anche il marito di Annie Cohen Kopchovsky, e non reagì di certo bene quando lei decise di raccogliere la falsa scommessa, tant’è che alla sua partenza, il 25 giugno 1894, non era tra le decine di persone accorse per salutarla. Annie Cohen, ventitreenne di origini lettoni, era arrivata ancora bambina negli Stati Uniti, dove aveva dovuto affrontare un’enorme serie di problemi. La difficoltà a integrarsi, le ristrettezze economiche, la morte prematura dei genitori quando era ancora adolescente. Eppure era comunque riuscita a farsi una vita, a sposarsi con Simon Kopchovsky, collaborando alla sua attività di fruttivendolo, e ad avere un figlio. Tuttavia il ruolo sociale in cui era relegata non le bastava e sentiva di avere la forza per realizzare un’impresa memorabile. Bassa, esile, con nessuna preparazione alle spalle, Annie non sembrava certo la donna più adatta ad abbattere certi stereotipi. Ma lei non si lasciò scoraggiare. Trovato un finanziatore disposto a donarle cento dollari per dare via al giro - in cambio di una scritta pubblicitaria da esporre sulla sua bicicletta - si mosse alla volta di terre sconosciute. Annie “Londonderry”, dal nome della fabbrica di acqua minerale che la sponsorizzava, partì da Boston in direzione Chicago, dove dopo un iniziale momento di scoramento trovò un nuovo finanziatore: la Sterling Bicycle, che le fornì abiti e mezzo adeguati all’impresa. Da lì pedalò fino a New York, dove salì su una nave per Marsiglia. Nonostante alcuni infortuni ed evidenti difficoltà, in soli otto mesi attraversò l’Europa e l’Asia fino a giungere in Giappone. Da qui si imbarcò nuovamente per gli USA. Giunta a San Francisco, pedalò attraverso la California, l’Arizona, il Colorado, il Nebraska e l’Iowa, fino a tornare a Chicago e poi a Boston nel settembre del 1895. Ce l’aveva fatta in quindici mesi. Questa straordinaria azione la fece balzare agli onori delle cronache, specie dopo che il New York World pubblicò, il 20 ottobre 1895, un resoconto dei suoi viaggi. Per un po’ Annie lavorò come giornalista per poi tornare nell’anonimato, non prima di aver dato un colpo mortale a quei pregiudizi sulle capacità femminili nel ciclismo.
Cannibali e Re
Questa è una delle storie con illustrazione che aprono i mesi del nostro ultimo almanacco, Cronache Ribelli volume 3. Info nel primo commento