14/11/2011
JUVE: "SUBITI DANNI PER 443 MILIONI DI EURO" - Nelle oltre cento pagine del ricorso al Tar del Lazio, il club bianconero evidenzia come "la quantificazione dei danni ingiusti patiti dalla Juventus Football Club s. p. a in conseguenza dell'illecita condotta tenuta dalla F. I. G. C. è pari ad euro 443.725.200". Ecco il dettaglio dei danni denunciati dalla Juventus: 79,1 milioni per la mancata partecipazione alle coppe europee, 60 milioni per le cessioni sottocosto di giocatori svalutati dalla retrocessione in Serie B (secondo il club bianconero, la svendita di Ibrahimovic avrebbe causato 44,7 milioni di mancata plusvalenza), 41,6 milioni di mancati diritti televisivi, 110 milioni di calo di valore del marchio Juve, 20 milioni di danni per il ritardo di due anni nell'edificazione del nuovo stadio di proprietà e 133 milioni circa di calo del titolo azionario bianconero.
"La mancata partecipazione nella stagione 2006-2007 e nelle successive alle competizioni europee - contesta la Juve al Tar del Lazio -, con conseguenti mancati introiti per premi e sponsorizzazioni, è quantificata in 79.100.000". La Juve sottolinea inoltre come "la perdita di valore dei giocatori inseriti nella prima squadra e la richiesta da parte di alcuni di loro di essere ceduti al fine di poter partecipare con altre società calcistiche alle competizioni sportive più prestigiose ha causato consistenti minusvalenze. Nel dettaglio, "8,6 milioni di euro per la cessione di Vieira, 3,5 milioni di euro per Thuram" e soprattutto 44,7 milioni di euro per la mancata plusvalenza realizzata dalla cessione di Ibrahimovic, "pari alla differenza tra il corrispettivo della cessione del calciatore Ibrahimovic alla Società Football Club Internazionale Milano s. p. a. (24,8 milioni; ndr) ed il corrispettivo della cessione del medesimo calciatore da quest'ultima al Barcellona F. C. (69,5 milioni; ndr)". Inoltre, dalle cessioni di altri importanti componenti della rosa, quali Cannavaro, Zambrotta ed Emerson, la Juve "ha subito un ulteriore danno da mancata prestazione sportiva, che si ritiene di quantificare in circa euro 3,2 milioni".
Una nuova contrazione del fatturato sarebbe stata procurata "dai mancati e/o ridotti introiti derivanti dalla cessione dei diritti televisivi per l'ormai persistente mancanza della Champions League e della costante riduzione dell'attrazione commerciale e delle sponsorizzazioni, che si ritiene di quantificare in euro 41,6 milioni". I danni derivanti dalla perdita di valore del marchio "Juventus" sono "quantificati in euro 110 milioni", quelli derivanti dal ritardo nella costruzione e nell'apertura del nuovo stadio di proprietà avrebbe cagionato "un danno da perdita del margine sugli incassi da vendita dei biglietti, che la Società ricorrente ritiene di quantificare in euro 20 milioni, 10 milioni per ciascuna stagione sportiva di ritardo".
Nel conteggio complessivo dei danni subiti, la Juventus evidenzia inoltre come "il calo del proprio titolo azionario, nei dodici mesi successivi a "Calciopoli 2006", è andato oltre il limite fisiologico del deprezzamento generale, riferito alle società calcistiche quotate in Borsa nel corso degli ultimi anni. In particolare, in seguito alla negligenza della F. I. G. C., la quale ha colpevolmente portato a conoscenza degli organi di stampa solamente le intercettazioni riguardanti la Società ricorrente, il valore del titolo azionario è sceso da euro 2,10 ad euro 1,00". Pertanto, l'ammontare complessivo di questa singola voce "deve essere quantificato in euro 133.025.200".