Oltre la Danza

Oltre la Danza Prendi l'arte e fanne parte.!!!!!..

16/11/2025

Questa è la descrizione più chiara, reale e sconvolgente di un infarto femminile che abbia mai letto.
E ve la riporto perché, sì… potrebbe salvare una vita. Forse la vostra. Forse quella di qualcuno che amate.

Erano le 22:30. Nessuno sforzo. Nessuna forte emozione.
“Ero seduta, tranquilla. Il mio gatto sulle ginocchia, stavo leggendo una storia.
All’improvviso… una sensazione strana, come un blocco alla gola, simile a un’indigestione.
Ma non mangiavo da ore.

Poi la pressione è salita lungo la schiena, fino allo sterno.
E poi… fino alla mascella.
E lì ho capito.
Stavo avendo un infarto.”

Ha cercato di alzarsi. È caduta.
Con le forze che le restavano, ha chiamato il numero d’emergenza.
“Credo di avere un infarto. Ho una forte pressione sotto lo sterno, e dolore alla mascella.”

L’operatore le ha detto solo una cosa:
“Apri la porta. Sdraiati dove possiamo trovarti.”
Lei ha obbedito. E poi ha perso i sensi.

Si è risvegliata in ospedale. Con due stent nel cuore.
Il cuore si era fermato.
Ma la vita no.

Perché questa storia va letta, ricordata e condivisa?

Perché gli infarti nelle donne non sono come nei film.
Non sempre c’è il dolore al petto che devasta.
A volte sono solo segnali discreti: pressione, fastidio, un dolore alla schiena o alla mascella.
Molte donne non si accorgono di cosa sta succedendo, finché è troppo tardi.

💬 Non aspettare. Non guidare. Chiama subito il 118 o il 112.
Ogni minuto conta. Ogni secondo può fare la differenza.

E ricordiamoci una cosa fondamentale:
Avere il colesterolo nei limiti non significa essere al sicuro.
Lo stress, l’infiammazione cronica, la stanchezza emotiva… possono logorare il cuore in silenzio.

Un cardiologo ha detto una volta:
“Se ognuno che legge questo messaggio lo condivide, almeno una vita sarà salvata.”

Fatelo.
Non solo per voi.
Ma per ogni donna che amate.

Perché la vita non dà sempre un secondo avviso.

05/11/2025

Forza e rigidità: il prezzo nascosto dell’allenamento senza mobilità

Allenarsi con i pesi è una delle abitudini più sane e funzionali che si possano adottare.
Aumenta la densità ossea, migliora la composizione corporea e potenzia il metabolismo.
Tuttavia, quando la forza diventa l’unico obiettivo e non viene bilanciata da un adeguato lavoro di mobilità articolare e decompressione vertebrale, il corpo inizia lentamente a irrigidirsi.
Quella sensazione di schiena “dura”, di fatica a ruotare il busto o di blocco dopo l’allenamento non è casuale: è il segnale di un sistema che ha perso la sua naturale elasticità.

Ogni esercizio con sovraccarico genera inevitabilmente una forza di compressione sulla colonna vertebrale.
Durante squat, stacchi o press, i dischi intervertebrali agiscono come ammortizzatori che assorbono la pressione e mantengono la distanza tra le vertebre.
Se però il corpo viene esposto a queste forze senza un adeguato “reset” meccanico, i dischi perdono parte della loro capacità di reidratazione.
Questo riduce la loro elasticità, lo spazio intervertebrale e la capacità della colonna di estendersi e ruotare liberamente.
Il risultato è una compressione cronica che induce la muscolatura paravertebrale a contrarsi in modo difensivo, generando rigidità e talvolta dolore.
La colonna, in sostanza, si abitua a vivere “sotto pressione”.

Il corpo non si sente stabile e reagisce con ipertono muscolare, riducendo il movimento per proteggersi.

Il tessuto fasciale è una rete connettiva che avvolge ogni muscolo e collega tutto il corpo.
Quando viene sottoposto a stress meccanico costante, tende a ispessirsi e disidratarsi, perdendo la sua capacità di scorrimento.
Questo fenomeno, chiamato rigidità miofasciale, provoca una perdita di fluidità nei movimenti e una sensazione di tensione diffusa.
Non è solo un problema di “muscoli accorciati”, ma di fascia che non scivola più.
Il corpo, di conseguenza, lavora in blocchi: i muscoli profondi perdono coordinazione, quelli superficiali compensano, e la sensazione di rigidità si estende a tutto il dorso.

Ecco perché la mobilità e la decompressione sono indispensabili.

Allenare la mobilità attiva significa restituire al corpo la capacità di controllare il movimento in tutto il suo range fisiologico.
Non è stretching passivo, ma una forma di forza “intelligente”, capace di stabilizzare e allo stesso tempo liberare.
Un atleta che dedica pochi minuti al giorno a esercizi come aperture a libro, rotazioni toraciche, mobilità d’anca e cat-cow mantiene le articolazioni idratate e i tessuti elastici.
A questo va aggiunto il lavoro di decompressione:

sospensioni alla sbarra,

posizione del Child’s Pose,

respirazione diaframmatica in posizione 90/90.

Queste tecniche favoriscono il ritorno dei dischi al loro stato neutro, migliorano la circolazione e riducono il tono paravertebrale.
In termini fisiologici, è come “riaprire lo spazio” nella colonna, permettendo al corpo di respirare meglio e muoversi in modo più efficiente.

La forza senza mobilità è forza sotto pressione.
La decompressione e la mobilità non sono un contorno, ma la parte rigenerativa del processo di allenamento.
Permettono al corpo di adattarsi, recuperare e mantenere nel tempo una forza funzionale, non rigida.
Allenarsi bene significa caricare, muovere e decomprimere:
tre fasi che, se rispettate, rendono la schiena non solo più forte, ma anche più libera, elastica e longeva.

23/10/2025

LA PSICOSOMATICA DEL DOLORE

Secondo la psicosomatica, esiste una forte correlazione tra il dolore percepito nel fisico e la psiche umana.

Vediamo il significato di alcuni dolori:

TESTA:
Troppa tensione dovuta a pensieri e preoccupazione, anche per piccole cose.
👉Cosa fare: ogni giorno trovate un po' di tempo per voi, per le cose che vi piace fare, per rilassarvi e riposare senza sentirvi in colpa. La vostra produttività crescerà.

COLLO:
Un carico di rancori verso il prossimo. Un dispiacere a causa della propria imperfezione. Incapacità di perdonare.
👉Cosa fare: cambiate il vostro rapporto con gli altri. Nella maggior parte dei casi le persone non vogliono farvi del male, imparate a perdonare e a dedicarvi alle cose che amate.

SPALLE:
Un carico emozionale legato ad una persona in particolare, l'incapacità di prendere una decisione importante che continuate a portare sulle spalle.
👉Cosa fare: racconta ad una persona fidata dei tuoi problemi, oppure scrivili su un diario. Questo ti aiuterà a vederli da una nuova prospettiva.

PARTE SUPERIORE DELLA SCHIENA:
Mancano le persone vicine. Non ci sentiamo amati o stimati.
👉Cosa fare: comunica di più e con persone diverse, non sopprimere in te il sentimento di attaccamento.

PARTE INFERIORE DELLA SCHIENA
Molte preoccupazioni riguardo i soldi e il benessere materiale.
👉Cosa fare: fai ciò che ti piace ed ami, l'abbondanza materiale è una naturale conseguenza. Le cose migliori della vita donano gratuitamente.

GOMITI
Mancanza di flessibilità nella vita, incapacità di scendere a compromessi. Paura del cambiamento.
👉Cosa fare: non sprecare energia resistendo al cambiamento e combattendo per cose che non potete cambiare.

MANI
Forte bisogno di amicizia e relazioni. Troppa attenzione ai dettagli, la quale causa preoccupazione.
👉Cosa fare: esci dal guscio della tua perfezione. Intraprendi nuove relazioni. Concediti di sbagliare, accettando la tua e l'imperfezione degli altri.

FIANCHI
Attaccamento al comfort, comodità. Paura del cambiamento.
👉Cosa fare: non rimandare le decisioni importanti, assolvi al normale scorrimento della vita, percependola come un'avventura.

GAMBE
Simbolo di un forte sovraccarico emotivo, soprattutto se alle ginocchia. Tormenti sentimentali, gelosia...
👉Cosa fare: impara ad avere fiducia nel partner, smetti di voler controllare la sua vita. È arrivato il momento di rinunciare ad un rapporto logoro.

GINOCCHIA
Un forte ego. Pensiamo troppo a noi e poco agli altri.
👉Cosa fare: guardati intorno e sii più attento agli altri. Ascolta un amico, aiutate un parente, sostituisci un collega.

CAVIGLIE
Questo dolore indica che ci dedichiamo poco tempo, che ci neghiamo dei piaceri.
👉Cosa fare: compra ciò che ti piace, dormi, riposa, lascia stare il lavoro per qualche periodo e concediti una vacanza.

PIEDI
Profonda apatia. Il corpo si rifiuta di andare avanti, come se avessimo paura della vita e non ne vediamo il senso.
👉cosa fare: impara a vedere le piccole gioie, riempi la tua vita di sorrisi ed evita i tristi ricordi.

Riconoscere la correlazione tra la tua psiche (schemi di pensiero ricorrenti, reazioni emotive, atteggiamenti e comportamenti automatici), e il tuo corpo, potrebbe tornarti utile per curare e prevenire i tuoi disturbi.

Prendi l'abitudine di domandarti:
👉 Cosa vuole comunicarmi questo dolore?

👉 In che modo non sto amando me stesso/a e la vita?..Perché tu non sei solo il tuo sintomo o ciò che si manifesta ma immensamente di più...e l'equilibrio della tua psiche è davvero prezioso 💎

Dott.Gabriele Pitruzzello - Naturopata

21/10/2025
05/10/2025

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01/10/2025

Indirizzo

Viale Risorgimento 3
Augusta
96011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393490072820

Sito Web

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