13/02/2015
Sicuramente tutti sono ben consapevoli delle moltissime polemiche legate ad arbitraggi, emittenti televisive, commentatori di parte, manomissione di immagini. Questo continuo tentativo di trovare dell'occultismo in qualunque cosa ha raggiunto anche il mondo del calcio, con risultati anche piuttosto tragicomici alle volte... Oggi vogliamo raccontarvi una storia che riguarda un vero "furto" avvenuto in una stagione della massima serie italiana, per tornare a distinguere per lo meno la realtà da stravaganti teorie complottiste....
IL FURTO DELLA STELLA DEL GENOA.
Stiamo parlando della stagione 1924-1925, e il campionato italiano è ancora diviso in Lega Nord e Lega Sud e nelle fasi regionali.
Il Genoa arriva da 2 successi consecutivi maturati nelle 2 precedenti stagioni, che l'hanno portata a raggiungere 9 titoli e ad essere i primi a portare lo scudetto sul petto in onore dei vincitori del campionato, tradizione che si mantiene dalla stagione 1923-1924.
L'anno precedente la finale della Lega Nord vide coinvolte Genoa e Bologna, e, per accuse di favoritismo da parte dell'arbitro verso i genovesi, nel ritorno di tale finale scoppiò una rissa che portò il Bologna alla sconfitta a tavolino.
Nella nuova stagione le 2 squadre sembrano nuovamente le 2 più blasonate, e infatti raggiungono la finale vincendo i rispettivi gironi.
Prima di rivelare l'esito di questa finale, è giusto raccontare cosa stava succedendo alle spalle di questi eventi sportivi... Il fascismo stava diventando una realtà consolidata in Italia, e in particolare Leandro Arpinati, un importante gerarca fascista molto amico del Duce e tifosissimo del Bologna, cominciò ad avere ruoli importanti all'interno dello sport... Proprio questo personaggio risultò determinante...
Le sfide di andata e ritorno si conclusero con un doppio 2-1 per le rispettive squadre, e dunque fu necessario disputare uno spareggio... Il campo scelto fu quello di Milano, stadio del Milan, ma il pur capiente impianto non si rivelò in grado di contenere l'enorme afflusso di tifosi accorsi allo stadio, e molti si ritrovarono accalcati a bordo campo. Il Genoa passò sul 2-0, e il pubblicò cominciò a invadere il campo ripetutamente per il grande delirio generale. La situazione precipitò quando un tiro di un giocatore del Bologna sfiorò il palo su deviazione del portiere e finì in corner, come indicato dall'arbitro, però i tifosi bolognesi assalirono il campo reclamando il gol, avendo visto la palla passare attraverso la porta e uscire per uno squarcio nella rete. Alla fine l'arbitro, dopo aver anche tentato la fuga, convalidò il gol, ma promettendo ai genoani che gli avrebbe fatto vincere la partita a tavolino.
Nei minuti finali il Bologna trovò anche il gol del pareggio, ma molte cronache dell'epoca narrano che il gol sia avvenuto dopo un netto fallo sul portiere... I genoani si rifiutarono di disputare i tempi supplementari e la partita terminò con questo risultato.
L'arbitro non mantenne la parola data, e dunque fu necessario disputare un secondo spareggio, questa volta a Torino, in uno stadio pieno di milizie per sedare gli scontri tra tifoserie, ma non riuscirono a evitare gli scontri avvenuti nella stazione di Porta Nuova, nella quale dei tifosi rimasero feriti a seguito di colpi di arma da fuoco....
Questo clima degno di un film del Far West, causò le dimissioni in tronco di tutti i membri della federazione, e la partita disputata a Torino, essendo nuovamente terminata in parità, rese necessario un terzo spareggio.
Questa volta venne scelto di farlo disputare a porte chiuse, in un campo della periferia di Milano, tenuto segreto, alle 7 del mattino del 9 agosto. L'incontro terminò 2-0 per i bolognesi, riuscendo dunque a vincere la finale Nord e infine anche il loro primo scudetto nella finalissima con l'Alba Roma dalla Lega Sud.
Queste vicende rimangono tra le peggiori mai avvenute nella storia del nostro calcio, e devono farci riflettere sul fatto che lo sport debba essere vissuto in modo molto più sereno e amichevole, altrimenti la gloria rischia di essere macchiata e di trasformarsi in vergogna.... il filo che lega questi 2 sentimenti è molto sottile.
Si deve evitare di trovare malafede e complotti in qualunque tipo di sconfitta, altrimenti si rischia di diventare noi stessi dei malfattori.