Torino Club Asti 1961.

Torino Club Asti 1961. 1961-2025 oltre cinquant'anni di amore per la maglia granata. Arriva sulla pagina Face Book la voce del popolo astigiano innamorato di Toro. FVCG

Club affiliato al Torino FC
Club associato UCG (Unione Club Granata)
Club socio sostenitore della Fondazione Stadio Filadelfia
Presidente Onorario:
---Giuseppe Gerbi
Presidente:
---Giuseppe Mercuri
Vice Presidente:
---Pier Paolo Conti
Segretario:
---Romina Nebiolo
Tesoriere:
---Cristina Benenti
Consiglieri:
---Jacopo G*i
---Gianni Nebiolo
---Simone Puccio
---Fabrizio Vacchina
---Vittorino Pia
---

Fausto Gonella
---Roberto Gonella
---Davide Langella
---Francesco Bocasso
Amministratore WEB
---Pier Paolo Conti

Il TORINO CLUB ASTI 1961 piange la scomparsa del Presidente Onorario GIUSEPPE GERBI, figura indimenticabile per tutti no...
27/12/2025

Il TORINO CLUB ASTI 1961 piange la scomparsa del Presidente Onorario GIUSEPPE GERBI, figura indimenticabile per tutti noi.

Alla famiglia vanno il nostro abbraccio e la nostra vicinanza.

Giuseppe ha avuto il privilegio di vedere con i suoi occhi gli Invincibili: ora tornerà a fare il tifo per loro, dall'altra parte del cielo.

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03/11/2025

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Cuore Granata e Potere Bianco e Nero.
Dialogo tra Pianelli e Agnelli - Un Incontro Senza Tempo

Una sera nebbiosa torinese, in un luogo fuori dal tempo. Due figure si incontrano su una panchina di Corso Fiume, dove i rumori della città si perdono nella memoria.

PIANELLI: accende una sigaretta, guardando verso il Po Sai, Gianni, certe sere come questa mi tornano in mente gli anni Settanta... Quando Torino era davvero Torino. Quando dalle finestre di via Po si sentiva l'odore delle castagne arrostite e il clacson delle 500 che tornavano dalla Fiat. Le osterie di Vanchiglia piene di operai che discutevano di calcio davanti a un bicchiere di Barbera. I bambini che giocavano per strada fino a sera, quando le madri li chiamavano dalle finestre. E la domenica... Cristo, la domenica era sacra: messa la mattina, pranzo in famiglia e poi tutti al Comunale o al Filadelfia.

AGNELLI: sistemandosi i gemelli della camicia Tempi diversi, Orfeo. Tempi in cui tutto sembrava più... artigianale. Ricordo quelle nebbie di novembre che inghiottivano la città per settimane intere. Anche la Mole spariva, come se Torino stessa si nascondesse dal mondo, avvolta in quella coltre grigia che la faceva sembrare più piccola, più... intima. I ricevimenti a Palazzo San Martino, le cene al Cambio dove si decidevano i destini industriali della città. Avevamo una visione, sai. Torino doveva diventare la Detroit d'Europa.

PIANELLI: con un sorriso amaro La Detroit d'Europa... Già, e invece cosa è diventata? I tuoi operai che facevano la fila alla mensa aziendale parlavano di trasferte, di turni massacranti, di cassa integrazione. Io li sentivo al bar di corso Giulio Cesare, dopo il lavoro. "Il President Pianelli ci ascolta", dicevano. "Quello là conosce i nostri nomi." Perché io giravo in fabbrica, Gianni. Non mandavo i miei sottoposti. Entravo negli spogliatoi, vedevo le foto delle mogli e dei figli attaccate agli armadietti.

AGNELLI: tamburellando le dita sul bracciolo Sì, ma vedi dove ti ha portato tutto questo... sentimentalismo. Io pensavo in grande: gli stabilimenti di Rivalta, Mirafiori che assumeva a migliaia, la 127 che doveva conquistare l'Europa. I sabati sera al Valentino, le sfilate di macchine, i giovani che finalmente avevano i soldi per divertirsi.

PIANELLI: E le manifestazioni, Gianni? Te le ricordi? Corso Francia bloccato, gli striscioni rossi, i megafoni che echeggiavano fino a Superga. I tuoi operai che scioperavano mentre tu eri chiuso nel tuo ufficio di corso Marconi a decidere il loro futuro. Io, quando c'erano le proteste, scendevo in cortile a parlare con i miei. Faccia a faccia, senza intermediari.

AGNELLI: con tono più freddo Le proteste... Un prezzo necessario del progresso. Non si può fare business pensando sempre al consenso di tutti.

PIANELLI: con voce sempre più ferma Ecco, senti come parli! "Prezzo necessario"... Ma quelli erano uomini, Gianni, non numeri sui tuoi bilanci! I miei operai uscivano dalla fabbrica e andavano direttamente al Filadelfia. Sudore onesto, quello. Non come certi palazzi dorati dove si decidevano i destini delle squadre a tavolino.

AGNELLI: con un sorriso distaccato Oh, Orfeo, sempre con questa retorica del popolo. Come se i risultati non parlassero chiaro. Quanti scudetti ha vinto il tuo Torino negli ultimi decenni? Ti ricordi il derby del '78? 3-0 per noi. I tuoi tifosi che se ne andavano già al settantesimo... (si aggiusta il foulard) Scirea che faceva quello che voleva, Bettega che segnava a piacimento. Ecco cosa succede quando il talento incontra l'organizzazione seria.

PIANELLI: si alza in piedi, puntando il dito Ma tu ti ricordi quello dell'anno prima? Il 28 aprile del '76? Derby, Stadio Comunale. La tua fortissima Juve contro la nostra banda di scalmanati. Scirea, Causio, Bettega... tutti i tuoi ‘galacticos’. E sai come finì?

AGNELLI: leggermente a disagio Una partita...

PIANELLI: 2-0 per noi! Doppietta di Graziani con Pulici e Claudio Sala che vi hanno fatto vedere i sorci verdi! Ricordo Pulici che dopo il gol si girò verso la tribuna e gridò: "Questa è per il Grande Torino!" E tu, Gianni, tu che eri lì, hai visto la paura negli occhi dei tuoi campioni. Le espressioni fiere di noi, dei granata, dei figli di Superga.

AGNELLI: tamburellando nervosamente sul bracciolo della panchina Era calcio d'altri tempi...

PIANELLI: Già, calcio vero. Non quello comprato. Ti ricordi cosa disse Claudio Sala dopo quel derby? "Con la Juve non si vince solo sul campo, si vince con il cuore, perché loro hanno tutto tranne quello che abbiamo noi: l'anima del Toro." E aveva ragione, Cristo santo se aveva ragione.

AGNELLI: L'anima... (pausa) Senti, Orfeo, il calcio è anche business. Investimenti, strategie, visione industriale. Non si può vivere solo di ricordi e romanticismo.

PIANELLI: sedendosi di nuovo, più vicino Ecco, adesso arriviamo al punto. Visione industriale, dici? Come quella che ti ha fatto prendere miliardi di aiuti di stato per poi delocalizzare? Come quella che ha svuotato Mirafiori mentre tu costruivi fabbriche in Brasile?

AGNELLI: irrigidendosi Gli affari sono affari. Un imprenditore deve pensare ai profitti, agli azionisti...

PIANELLI: con voce sempre più ferma Agli azionisti! E ai lavoratori, Gianni? A quelli che ti hanno fatto ricco? Io, quando ho chiuso la mia azienda, ho pianto insieme ai miei operai. Tu, quando hai licenziato migliaia di persone, dove eri? A Villar Perosa a giocare a golf?

AGNELLI: alzandosi, nervoso Non è così semplice, Orfeo. Le dinamiche economiche globali...

PIANELLI: interrompendolo Le dinamiche! Sempre le dinamiche! Ma dimmi una cosa: quando avevi bisogno, lo Stato c'era sempre, vero? Cassa integrazione, fondi speciali, salvataggi... E tu ricambiavi come? Spostando tutto dove costava meno. È questo che chiami imprenditoria?

AGNELLI: con tono difensivo Ho salvato posti di lavoro, ho innovato...

PIANELLI: Hai salvato i tuoi profitti, Gianni. E sai qual è la differenza tra me e te? Io dormivo la notte. La sera tornavo a casa e la mia operaia, quella che lavorava alla catena di montaggio, mi salutava per strada. Mi chiamava "President" con affetto, non con paura.

AGNELLI: più sommesso I tempi erano diversi allora...

PIANELLI: No, Gianni. Le persone erano diverse. Tu hai sempre pensato che il potere ti desse il diritto di decidere per gli altri. Io ho sempre pensato che il potere fosse una responsabilità verso gli altri. Come nel calcio: tu compravi i campioni, io crescevo i ragazzi del quartiere.

AGNELLI: guardando verso la città illuminata Eppure abbiamo vinto noi...

PIANELLI: con un sorriso malinconico Avete vinto i trofei, questo è vero. Ma noi abbiamo vinto altro: l'amore della gente, la dignità, la memoria del Grande Torino che non morirà mai. I tuoi tifosi vanno in Corso Marconi perché vincete. I nostri vengono al Filadelfia anche quando perdiamo, perché siamo la loro famiglia.

AGNELLI: dopo una lunga pausa Forse hai ragione su alcune cose, Orfeo.

PIANELLI: resta seduto, fissandolo negli occhi Non alcune, Gianni. Su tutto. Ma c'è un'altra cosa che non ho mai avuto il coraggio di dirti in faccia. Sai cosa mi fa più rabbia? Non solo quello che hai fatto, ma come l'hai fatto. Con quella rete di favori, di telefonate, di "sistemazioni" che nessuno doveva vedere.

AGNELLI: irrigidendosi Di cosa stai parlando, Orfeo?

PIANELLI: alzandosi lentamente Parlo di quando serviva un permesso e bastava una parola. Parlo di quando un appalto doveva andare in un certo modo e improvvisamente le carte si sistemavano da sole. Parlo di quella ragnatela di potere che avete tessuto voi del salotto buono, dove il calcio era solo la vetrina per pulirvi la coscienza.

AGNELLI: con voce più dura Stai attento alle accuse che fai, Pianelli. Io ho sempre operato nella legalità.

PIANELLI: con un sorriso amaro Nella legalità... Già, quella che vi siete costruiti su misura. Ma dimmi, Gianni: quante volte ti hanno chiamato da Roma per dirti "Avvocato, abbiamo bisogno di un favore"? E tu cosa rispondevi? "Certamente, dottore"? E poi magari, per caso, arrivava un bel contratto di fornitura, o un terreno da edificare veniva declassificato...

AGNELLI: alzandosi bruscamente Basta! Queste sono insinuazioni gravi e prive di fondamento!

PIANELLI: incalzando Insinuazioni? E allora spiegami come mai quando c'era da nascondere gli scandali, la tua Juventus era sempre linda e pinta? Mentre il calcio marciva intorno, voi restavate sempre puliti. Troppo puliti, Gianni. Troppo fortunati.

AGNELLI: con tono gelido Il calcio è sempre stato uno specchio della società. Noi abbiamo solo saputo navigare meglio degli altri.

PIANELLI: Navigare... Bella parola. Come quando "navigavi" tra le inchieste che si fermavano sempre un passo prima di arrivare da voi. Come quando i giornali scrivevano quello che dovevano scrivere, e tacevano quello che dovevano tacere. Tu non hai mai navigato, Gianni. Tu hai sempre avuto la mappa del tesoro.

AGNELLI: sedendosi di nuovo, più controllato Senti, Orfeo, il potere ha le sue regole. Chi non le capisce, resta indietro. È sempre stato così, in ogni epoca.

PIANELLI: avvicinandosi Ecco, finalmente la verità! "Le regole del potere"... Ma quelle regole chi le ha scritte? Voi! Nella vostra villa di Villar Perosa, nei vostri circoli esclusivi, nelle vostre cene dove si decideva chi doveva vincere e chi doveva perdere. E il calcio? Il calcio era solo il teatro dove mettere in scena la commedia per il popolino.

AGNELLI: con un mezzo sorriso E tu cosa avresti fatto al mio posto? Il puro, l'onesto Pianelli? Saresti rimasto a guardare mentre altri prendevano le decisioni?

PIANELLI: con voce ferma Io ho fatto quello che ho fatto, Gianni. Ho perso, forse. Ma ho perso pulito. I miei operai mi guardavano negli occhi e sapevano che ero dalla loro parte. I miei giocatori sapevano che quando vestivano la maglia granata, rappresentavano qualcosa di vero, non un marchingegno di potere.

AGNELLI: con tono sarcastico Che bello, Orfeo. Che poetico. Peccato che alla fine hai chiuso tutto e i tuoi "puri" operai sono andati a lavorare da altri. Forse meno puri, ma ancora aperti.

PIANELLI: duramente Sì, ho chiuso. Ma sai perché? Perché non ho mai voluto giocare secondo le vostre regole. Non ho mai voluto telefonare al "compagno" giusto, non ho mai voluto comprare il dirigente di turno, non ho mai voluto che mio figlio trovasse il posto per raccomandazione. Ho preferito affondare da solo piuttosto che galleggiare nel vostro marciume.

AGNELLI: dopo una lunga pausa E credi che questo ti renda migliore?

PIANELLI: Non migliore, Gianni. Diverso. Quando la sera chiudevo gli occhi, sapevo che tutto quello che avevo lo dovevo al mio lavoro, non ai favori ricevuti. Sapevo che se mio figlio avesse ottenuto qualcosa, se l'era guadagnato. Sapevo che la mia Torino, quella vera, mi rispettava per quello che ero, non per quello che rappresentavo. Sai, Leonardo da Vinci scrisse una volta: "Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire." pausa, guardando verso la Mole Sai cosa intendo?

AGNELLI: guardando verso il fiume Forse hai ragione su alcune cose. Ma il mondo è cambiato, Orfeo. È diventato più complicato, più globale. Non si può più fare tutto con il cuore in mano.

PIANELLI: fa per alzarsi, poi si ferma, guardando la nebbia che sale dal Po Sai cosa mi spaventa di più, Gianni? Non è quello che abbiamo fatto noi. È quello che sta succedendo adesso. Guardo questo mondo e mi ritrovo a pensare che forse tu e io siamo stati solo le prove generali di quello che doveva ve**re.

AGNELLI: rimanendo seduto, incuriosito nonostante tutto In che senso?

PIANELLI: sedendosi di nuovo, con un sospiro Intendo che ora là fuori ci sono personaggi che hanno preso la tua filosofia e l'hanno trasformata in spettacolo. Gente che parla di "America First", di muri, di nazioni elette, e lo fa con la stessa sicurezza con cui tu parlavi dei tuoi bilanci. Solo che adesso non si tratta più di una fabbrica o di una squadra di calcio. Si tratta di mezzo mondo.

AGNELLI: con un mezzo sorriso Ah, ecco. Il buonismo della sinistra. "Accogliamoli tutti, salviamoli tutti". E poi quando arrivano davvero, chi li mantiene? Con quali risorse? Tu hai sempre avuto il lusso di fare il santo perché non hai mai dovuto governare davvero.

PIANELLI: scuotendo la testa Non è buonismo, Gianni. È che vedo quello che abbiamo costruito e mi vergogno. Questo nostro Occidente, questi nostri privilegi... li abbiamo costruiti sulla pelle degli altri. E ora che gli "altri" bussano alla porta, cosa facciamo? Alziamo i muri. Come quei tuoi amici americani, quei populisti che promettono di "rendere grande di nuovo" il proprio paese chiudendo le frontiere a chi scappa dalle guerre che noi stessi abbiamo contribuito a creare.

AGNELLI: alzandosi, con voce più dura E cosa dovremmo fare? Aprire tutto? Lasciare che l'Europa diventi il rifugio di mezzo mondo? Sai cosa succederebbe? Il nostro sistema salterebbe in aria. Le nostre città diventerebbero come quelle da cui scappano. È questo che desideri?

PIANELLI: guardandolo negli occhi Ecco, senti come parli? "Il nostro sistema"... Ma il nostro sistema ha funzionato perché abbiamo sfruttato il loro. Le nostre fabbriche hanno inquinato i loro fiumi, le nostre armi hanno alimentato le loro guerre, i nostri consumi hanno devastato il loro clima. E ora che vengono a bussare, tu dici: "Non c'è posto"?

AGNELLI: con tono pragmatico È sempre stato così, Orfeo. I forti sopravvivono, i deboli soccombono. È la legge della natura, della storia, dell'economia. Tu puoi indignarti quanto vuoi, ma questa è la realtà. Se non la capisci, finisci come il tuo Torino: pieno di nobili ideali ma sempre ultimo in classifica.

PIANELLI: alzandosi di scatto Ma senti questo! "La legge della natura"... Come se fossimo ancora nelle caverne! E quelli che votano i tuoi politici preferiti, quelli che applaudono quando si costruiscono i muri, cosa sono? Dei visionari? No, Gianni. Sono solo persone impaurite che hanno scelto di credere alla bugia più comoda: che si possa tenere tutto per sé senza pagarne il prezzo.

AGNELLI: con un sorriso sardonico E qual è la tua soluzione, allora? Spalancare le porte, dividere tutto quello che abbiamo costruito in secoli di storia? Far diventare Milano come Lagos? Trasformare Torino in un campo profughi?

PIANELLI: fermandosi, con voce tremula Non lo so, Gianni. E questo è il punto. Non lo so. Vorrei poter dire: "Accogliamoli tutti, dividiamo tutto". Ma so che se lo facessi davvero, se davvero aprissimo tutto, probabilmente il nostro mondo crollerebbe. E allora cosa diventerebbe la mia nipotina? Che futuro avrebbero i nostri figli?

AGNELLI: più dolcemente Vedi? Alla fine anche tu arrivi alla stessa conclusione. Non è cattiveria, Orfeo. È istinto di sopravvivenza.

PIANELLI: si copre il volto con le mani Ma allora siamo condannati? Condannati a guardare il mondo che brucia e dire: "Pazienza, almeno noi stiamo al sicuro"? Condannati a costruire muri sempre più alti mentre dall'altra parte muoiono persone che hanno la nostra stessa dignità, gli stessi sogni per i loro figli?

AGNELLI: guardando verso le luci della città Forse sì, Orfeo. Forse questa è la tragedia della condizione umana. Siamo abbastanza intelligenti da capire il dolore degli altri, ma non abbastanza coraggiosi da rinunciare al nostro privilegio per alleviarli.

PIANELLI: con voce rotta Sai qual è la cosa più assurda? Che dentro di me, nel profondo, so che hai ragione tu. So che se dovessi scegliere davvero tra la sicurezza di mia nipote e la vita di un bambino palestinese che non conosco... Cristo, Gianni, cosa sceglierei? E sapendo questo, come posso ancora guardarmi allo specchio?

AGNELLI: dopo una lunga pausa Forse il coraggio non sta nello scegliere, ma nel riconoscere che la scelta è impossibile. Tu almeno hai il tormento della coscienza. I tuoi politici del cuore predicano l'accoglienza dai loro salotti, sapendo che non dovranno mai pagarne il prezzo. I miei sono più onesti: dicono chiaramente che vogliono salvare prima i "loro".

PIANELLI: sedendosi di nuovo, sconfitto E intanto il mondo brucia. I ghiacci si sciolgono, le guerre non finiscono mai, i bambini continuano ad affogare. E noi due, qui, su questa panchina, a discutere di filosofia mentre là fuori qualcuno sta morendo proprio in questo momento perché non ha avuto la fortuna di nascere dalla parte giusta del mondo.

AGNELLI: con voce più umana Sai cosa penso? Che forse non siamo noi a dover trovare la soluzione. Forse la soluzione arriverà da sola, quando la realtà ci costringerà a cambiare. Quando il clima sarà talmente impazzito che anche le nostre città diventeranno invivibili. Quando le migrazioni saranno talmente massicce che nessun muro potrà fermarle. Allora, forse, saremo costretti a inventare un mondo nuovo.

PIANELLI: con un sorriso amaro O ci distruggeremo tutti insieme. Più democratico, no?

AGNELLI: alzandosi, guardando l'ora È tardi, Orfeo. E io ho sempre odiato le conversazioni che finiscono senza risposte.

PIANELLI: rimanendo seduto Già, ma forse è questo il punto. Forse la saggezza non sta nell'avere le risposte giuste, ma nel continuare a farsi le domande giuste. Anche quando fanno male.

AGNELLI: fermandosi Tu continuerai a torturarti con queste domande, vero?

PIANELLI: guardandolo per l'ultima volta E tu continuerai a fingere che non esistano?

AGNELLI: dopo una lunga pausa No, Orfeo. Anche io, nel mio piccolo, me le farò. Ma a modo mio. Cercando di cambiare quello che posso cambiare, accettando quello che non posso cambiare. E chissà, magari nel frattempo qualcuno più bravo di noi due troverà una strada che non abbiamo saputo vedere. Questa è la mia speranza cristiana.

PIANELLI: alzandosi finalmente Sai cosa spero, Gianni? Spero che i nostri nipoti ci perdoneranno. Spero che capiranno che abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, con i limiti e le paure che avevamo. E spero soprattutto che sapranno fare meglio di noi.
I due uomini si stringono la mano, per la prima volta in quella lunga notte. Un gesto semplice, umano, carico di tutto il peso di una vita e di un mondo che non riescono a capire fino in fondo ma è l'unico che possono abitare, insieme.

AGNELLI: Addio, President.

PIANELLI: Addio, Avvocato.

Si allontanano in direzioni opposte nella nebbia torinese, portando con sé le loro certezze e i loro dubbi, le loro vittorie e le loro sconfitte. Dietro di loro, il Po continua a scorrere silenzioso verso il mare, indifferente alle domande degli uomini ma complice eterno dei loro tormenti.

La nebbia si dirada lentamente. Su Torino si alza un'alba incerta, come il futuro di un mondo che cerca ancora la sua strada tra il cuore e la ragione, tra la paura e la speranza, tra quello che siamo stati e quello che potremmo diventare.

EMOZIONI GRANATA AL FILADELFIAUna giornata indimenticabile per il nostro club! Abbiamo avuto l'onore di visitare il legg...
23/03/2025

EMOZIONI GRANATA AL FILADELFIA

Una giornata indimenticabile per il nostro club! Abbiamo avuto l'onore di visitare il leggendario Stadio Filadelfia, culla di storia e tradizione granata, dove i fondatori del nostro sodalizio hanno vissuto l'epopea del Grande Torino.

Un ringraziamento speciale al Presidente del Torino FC per il prezioso invito e a Mister Paolo Vanoli insieme a Cristiano Biraghi per la loro straordinaria disponibilità e cordialità.

Un grazie di cuore va a Piero Venera, addetto stampa, che ci ha guidato in questo viaggio emozionante attraverso i luoghi che hanno fatto la storia del calcio italiano, permettendoci di respirare quei valori che da sempre ispirano il nostro club.

Camminare su quel terreno ha significato connettere passato e presente, rinnovando il nostro impegno verso i colori e i principi che ci uniscono.

È stata una giornata di orgoglio, passione e appartenenza - proprio ciò che il calcio rappresenta per tutti noi!

Con profondo dolore salutiamo la nostra cara amica Bridget, che ci ha lasciato troppo presto. Il suo amore per la squadr...
10/03/2025

Con profondo dolore salutiamo la nostra cara amica Bridget, che ci ha lasciato troppo presto.

Il suo amore per la squadra la portava a essere presente in ogni partita, in casa come in trasferta.
Sempre pronta a sostenere i suoi colori con passione e calore, era l'emblema della vera fede granata. Il suo entusiasmo contagioso e il suo sorriso illuminavano le tribune e i nostri cuori.

Il Toro perde oggi una delle sue tifose più fedeli e noi una ragazza straordinaria.

Il suo spirito continuerà a tifare con noi, in ogni campo, in ogni partita.

04/11/2024
In memoria di Massimo Cotto, la nostra impareggiabile voce rock.Appassionato tifoso del Torino, fedele abbonato da sempr...
30/09/2024

In memoria di Massimo Cotto, la nostra impareggiabile voce rock.
Appassionato tifoso del Torino, fedele abbonato da sempre e per sempre anche nei nostri cuori.

Tutto il Torino Club Asti partecipa con immenso dolore e profonda commozione alla scomparsa del caro Massimo Cotto. In q...
02/08/2024

Tutto il Torino Club Asti partecipa con immenso dolore e profonda commozione alla scomparsa del caro Massimo Cotto.

In questo momento di grande tristezza, ci stringiamo con affetto alla mamma Marisa, alla moglie Chiara e al figlio Francesco, offrendo loro tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza.

Il ricordo di Massimo rimarrà sempre vivo nei nostri cuori.

Con te Massimo un altro "Cuore Granata" si è fermato: voglio ricordarti con Pupigoal il nostro idolo di gioventù. Ti riv...
02/08/2024

Con te Massimo un altro "Cuore Granata" si è fermato: voglio ricordarti con Pupigoal il nostro idolo di gioventù. Ti rivedo a tifare insieme allo stadio da compagni, durente gli anni del Liceo, e al "Centenario" passando per gli anniversari a Superga. Eternamente onorato di aver ricevuto la tua ultima parola scritta: mi devi però ancora una risposta. Un giorno l'avrò perchè non sei tipo da lasciare le cose a metà.
Buon viaggio e arrivederci.

Un ricordo del nostro socio e amico di vecchia data Dr.Musso.

Buon Natale e sempre forza Toro!
24/12/2023

Buon Natale e sempre forza Toro!

Addio Marco Chiusaroli, sempre presente in tutte le occasioni con il nostro club. Che la terra ti sia lieve amico appass...
19/12/2023

Addio Marco Chiusaroli, sempre presente in tutte le occasioni con il nostro club. Che la terra ti sia lieve amico appassionato di Toro.

Vecchio cuore granata, quando arriverai di la, sventola la bandiera del cuore per gli Invinincibili.Addio Fabrizio.
01/12/2023

Vecchio cuore granata, quando arriverai di la, sventola la bandiera del cuore per gli Invinincibili.
Addio Fabrizio.

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