06/09/2026
La mia paura più grande, quest’anno, era che non fosse come l’anno scorso.
Perché la stagione che abbiamo vissuto lo scorso anno è stata una di quelle che, probabilmente, capitano una volta nella vita. E parliamoci chiaro: difficilmente quest’anno vivremo lo stesso numero di gioie.
Ma c’era una cosa che speravo di ritrovare.
Quella squadra.
E dopo queste prime partite, nonostante la categoria diversa e alcuni interpreti cambiati, io sto vedendo ancora la stessa fame, la stessa grinta, lo stesso spirito di sacrificio.
Lo vedo in un centrocampista che, per necessità, si mette a fare il terzino destro e corre per novanta minuti come se quel ruolo fosse il suo.
Lo vedo in un difensore che non accetta comportamenti scorretti da parte degli avversari.
Lo vedo in chi fa valere la fascia al braccio,
ed è sempre pronto a difendere i suoi compagni.
Lo vedo anche in chi la fascia non ce l’ha,
ma ama questa città e questi tifosi,
e ogni volta esce stremato dal campo.
E poi c’è il Del Duca.
Un Del Duca che grazie ad un settore in più, riesce a contenere l’amore di 13.000 persone, tra cui tantissimi bambini, tantissime ragazzine che aspettano solo il weekend per poter tornare allo stadio e respirare quell’atmosfera.
Una parte enorme del merito di tutto questo,
ce l’ha quel signore in panchina.
Un allenatore con un’idea di calcio da categoria superiore.
Un gestore incredibile, non solo verso i suoi ragazzi,
ma anche verso se stesso.
Fa sorridere vederlo impassibile in mezzo ad uno stadio che ribolle, ma se lo conosciamo bene, possiamo dire che dentro di sé ribolle tanto quanto noi. Francesco Tomei non ci ha regalato “solo” una promozione, i derby, partite al cardiopalma, e un campionato cadetto approcciato alla grande…
ci ha regalato un modo diverso di vivere l’Ascoli.
E quindi sì, magari quest’anno non sarà come l’anno scorso, ma la sensazione è quella di star scrivendo ancora tutti insieme quell’ “avventura” che non vuol finire mai…
Fino alla fine Ascoli Calcio 🤍🖤