16/06/2026
Spesso non incontriamo veramente l’altro.
Incontriamo le nostre aspettative, le nostre paure, le immagini che abbiamo costruito e le proiezioni che la nostra storia deposita continuamente sulla realtà.
La Somatica nasce da una visione semplice e radicale: il corpo non è un oggetto da correggere, ma una memoria vivente.
La nostra percezione stessa è influenzata da questa memoria, dagli imprinting precoci, dal sistema nervoso e da tutte quelle strategie di adattamento che hanno reso possibile la nostra sopravvivenza.
In essa abitano le contrazioni che ci hanno protetto, le forme di amore che abbiamo conosciuto e i modi attraverso cui abbiamo imparato ad avvicinarci, a difenderci, ad aprirci o a chiuderci alla vita.
Prima ancora delle parole, siamo stati relazione, ed è nella relazione che continuiamo a trasformarci.
Una delle sfide più profonde del nostro tempo riguarda la nostra capacità di contemplare e incontrare l’alterità.
Viviamo in una cultura che appare sempre più individualista, ma che spesso produce soprattutto isolamento, protezione e perdita del senso di appartenenza.
Eppure l’individuazione non conduce alla separazione.
Conduce alla possibilità di partecipare più pienamente alla vita, di occupare il proprio posto all’interno della rete vivente di cui facciamo parte.
È proprio per questo che facciamo ancora fatica a immaginare soggetti sufficientemente presenti da poter restare in relazione senza annullarsi e senza allontanarsi.
Tra le molte forme dell’alterità, il maschile e il femminile rappresentano una delle polarità più antiche e profonde dell’esperienza umana.
Non soltanto come costruzione culturale, ma come esperienza incarnata.
Differenze che non esistono per creare gerarchie o opposizioni, ma per partecipare al mistero e alla potenza dell’incontro.
I nostri sensi sono stati educati più a reagire che a contemplare.
Eppure i sensi possono maturare, possono essere educati alla presenza.
È attorno a questa ricerca che nascerà il prossimo seminario: “Fondamenti di Somatica e Incontro delle Due Nature”
Per la prima volta aperto anche agli uomini.