18/05/2026
15-16 maggio 2026
"Famiglia Multispecie. Stare e sentirsi in contatto con il proprio cane"
C’è un momento, nella formazione di un professionista cinofilo, in cui le competenze tecniche non bastano più. Non perché siano insufficienti, ma perché si scopre che il vero campo di lavoro non è solo il cane. È lo spazio relazionale che si crea tra il cane e il familiare umano che gli sta accanto. E quello spazio ha una qualità che non si misura con un protocollo.
Nelle scorso weekend abbiamo avuto il privilegio di ospitare Attilio Miconi e Miconi in due giornate di seminario dedicate alla Famiglia Multispecie: Sentirsi in CON-TATTO.
Due giorni in cui teoria, pratica e lavoro su se stessi hanno occupato lo stesso campo, senza gerarchie.
Attilio ha portato un lavoro che sfida con precisione alcune delle domande più comuni che familiari e professionisti si trovano ad affrontare. Non “cosa devo fare per farmi ascoltare?”, ma “dove sta la mia attenzione, mentre chiedo?”.
Non il risultato come traguardo astratto da inseguire, ma la qualità della presenza come condizione da cui tutto il resto può nascere.
Le sue 4 C: Conoscersi, Comprendersi, Contaminarsi, Completarsi, non sono uno schema operativo. Sono una postura. Il modo in cui si abita la relazione con il cane ogni giorno, sapendo che lui non risponde solo a ciò che chiedi, ma a ciò che sei mentre chiedi.
Sarah ha fatto qualcosa che la cinofilia spesso schiva: ha portato la dimensione psicologica dell’umano al centro del campo di lavoro. Non come ornamento teorico aggiunto alla cinofilia, ma come cuore pulsante dell’intera relazione. Sentirla lavorare accanto ad Attilio chiariva una cosa sola: tenere separate le due dimensioni non è rigore metodologico, è una perdita enorme, per i professionisti e per i cani che incontrano nel loro percorso.
Quello che queste due giornate hanno reso evidente, e che come FICSS sentiamo con forza, è questo: un educatore cinofilo che non ha mai interrogato il proprio modo di stare nella relazione non può accompagnare gli altri a farlo. La tecnica senza questa consapevolezza è una mappa senza territorio. L’intervento comportamentale senza questa profondità rischia di fermarsi alla superficie di ciò che si vede, senza toccare ciò che lo genera.
Per questo FICSS auspica che questa visione, già presente in alcuni dei migliori percorsi formativi sul territorio nazionale, diventi sempre più parte strutturale della formazione professionale. Non come modulo aggiuntivo. Come dimensione fondante. Perché il professionista che vuole formare non è solo competente nel leggere il comportamento del cane, sa interpretare correttamente il campo relazionale in cui quel comportamento prende forma. E sa riconoscere il proprio ruolo all’interno di quel campo.
Grazie Attilio. Grazie Sarah.
Grazie FICSS per l'opportunità.
Alcune cose, una volta viste, non si riesce più a fare finta di non averle viste.
Un grazie di cuore a tutti i partecipanti e un grazie speciale per le cinque famiglie multispecie che hanno condiviso il prato con noi.