23/06/2024
Ci sono montagne che rimangono nel cuore... fin da piccolo, fin dalla prima volta che le vedi, anche solo da molto lontano.
Poi è arrivato il giorno che le ho anche salite.
Qualche anno dopo ho avuto anche l'occasione di conoscere altre diverse possibili di salita. Da allora, ne ho fatte parecchie, su tanti versanti, con attrezzature diverse, e per diverse tipologie d’ambiente.
E poi ho provato anche a correre su quella montagna, sui suoi “terreni facili”, fino in cima. Altre volte ho deciso di correre anche su "salite alpinistiche classiche”, conosciute, frequentate, per stabilire "il mio record".
Un giorno, al termine della mia corsa in scarpe da trekking e pantaloncini, quando ho fermato il cronometro, mi sono accorto che avevo fatto un ottimo tempo... sicuramente difficile da ba***re. Soprattutto perché si deve saper "correre" su neve molto dura o su roccia “difficile”.
Magari attraversando pendii ripidi e ghiacciati o creste di misto, dove, per guadagnare tempo, devi saperlo fare senza ramponi.
E saper mettere i piedi e le mani, nei punti giusti, diventa il "tuo sopravvivere".
Poi è arrivato anche il giorno dove, su quella montagna ho anche gareggiato. Quando corri come atleta, ti accorgi che stai partecipando a gare uniche, rare, strepitose... eeeeee mooooolto lunghe. Conosciute un tutto il mondo.
Ne ho vita anche una... la più vecchia. Nata agli inizi del secolo scorso, che vinsi quasi alla fine del secolo stesso. Nei famosi "anni 90". Quando, in montagna, regnava la fantasia, il coraggio e la voglia di misurarsi, spesso contro gli altri, ma soprattutto contro se stessi.
E poi ricordo che, sempre in quei famosi anni 90, ma questa volta all’inizio, ho partecipato anche ad una "nuova iniziativa", un nuovo modo di correre in alta montagna.
Una Skyrace… si proprio con la “S” maiuscola. Una tra le prime !
Si trattava di “una gara fuori di testa”, e io nemmeno lo sapevo. Ma correndo la sua prima edizione si diventa parte della storia.
Alla fine mi sono anche ritrovato a ripeterla, dopo venticinque anni.
A rifare quella stessa bellissima esperienza. Unica, lunga, faticosa, intensa, “altissima”: come 25 anni prima.
Però quella volta ho avuto l'occasione di ripercorrere esattamente il tracciato di allora, partendo dal fondo valle e arrivando fino in vetta.
QUella volta avevo il "compito” di doverla raccontare, anche solo per chi sogna, un giorno, di misurarsi in una gara "dall'aria sottile"... magari anche solo per salire quella “bella e rossa montagna” che si vede anche dalla pianura... da molto lontano.
Monte Rosa SkyMarathon - Trofeo Mezzalama