Correva l'anno, boh, uno dei primi del nuovo secolo, quando un gruppo di amanti della pallacanestro, orfani del vecchio campetto all'aperto (il campo della Franke!) cercavano spazi per poter giocare insieme. Alcuni di loro militavano in qualche squadra, ma per vari motivi, a volte tecnici, a volte relativi ad impegni di studio/lavoro/famiglia, ecc., non riuscivano a trovare spazio per giocare. Era
no circa venti persone, se non di più. Col passare del tempo trovarono spazio alla scuola Pascoli. Iniziarono a darsi appuntamento due volte alla settimana, la sera. Ma giocare senza un fine, dopo un altro po' di tempo, non dava loro soddisfazione. Così Elio, Valerio, Marco, Andrea, Andrea, Maurizio, Stefano, Alessio, Federico, Paolo, Giacomo, Stefano, Dino, Emiliano, Stefano, Stefano, Andrea, Maurizio, Mario, Fiorenzo, Corrado, Fabio, Pino e probabilmente altri ancora, fondarono la Samurai Basket Aprilia. Samurai deve forse far evocare lo spirito dei guerrieri? Alla loro combattività? Alla nobile arte del servire un fine? Niente di tutto ciò, ma ad una barzelletta che narrava le gesta di un samurai con quattro p***e. Piano piano, anno dopo anno, alcuni hanno abbandonato, altri ne sono sopraggiunti. Così sono arrivati Salvatore, Dario, Cristian, Francesco, Riccardo, Fabrizio, Walter, Franco, Edoardo, Francesco, Antonino, Stefan, Giuseppe, Sergio, Daniele, Lorenzo, Marco, Marco, Mauro, Alessandro, Massimiliano, Davide, Vitaliano, Luca, Luciano, Francesco, Andrea, Francesco, Valerio, Cedric, Paolo e così via. Tutti sono accomunati da diversi fattori: la passione per la pallacanestro, per lo spogliatoio, per le uscite di squadra, per le birre dopo l'allenamento, per le pizze dopo la partita, per il divertimento e per la mancanza di spazi. De Andrè, quando presentò il suo disco Anime Salve, un disco che trattava il tema della diversità e degli ultimi, disse qualcosa come: “Sembrerebbe che il disco si rivolga solo alle minoranze emarginate, ma credo che questo sia riduttivo. Io penso proprio che queste persone, o questi gruppi di persone, difendendo il loro diritto ad assomigliare a se stessi, difendono soprattutto la loro libertà. Quindi penso che Anime Salve sia soprattutto un disco sulla libertà”. I Samurai colmano gli spazi. I Samurai sono liberi!