07/07/2026
IL CALCIO CHE CI PIACE
Ci sono storie che non hanno bisogno di alzare una coppa per diventare indimenticabili.
Capo Verde, all’esordio assoluto in un Mondiale, è stata una delle favole più belle di questo torneo: un arcipelago di poco più di mezzo milione di abitanti, partito da 67ª nazionale del ranking, capace di pareggiare contro Spagna e Uruguay, arrivare alla fase a eliminazione diretta e portare l’Argentina campione del mondo fino ai supplementari.
È finita 3-2, con un’autorete a spezzare il sogno. Ma certe sconfitte, quando sono vissute con coraggio, identità e orgoglio, restano molto più grandi del risultato.
Dentro questa storia ci sono tanti volti. C’è Vozinha, il portiere capoverdiano, protagonista con esperienza, personalità e parate che hanno tenuto vivo il sogno degli Squali Blu. E c’è Roberto “Pico” Lopes, nato a Dublino, che ha giocato ogni minuto del Mondiale con Capo Verde e, dopo l’eliminazione, è stato accolto con affetto sia a Praia sia in Irlanda.
Una storia bellissima di appartenenza plurale: si può avere più di una radice, più di una casa, più di un popolo che ti sente suo. E si può riuscire a far tifare anche chi, a quel Mondiale, non era nemmeno rappresentato.
Alla Fulgor Appiano crediamo che il calcio sia anche questo: identità, rispetto, coraggio, comunità. Non conta solo da dove parti, ma con che spirito scendi in campo e quanto riesci a far sentire gli altri parte della tua storia.
Capo Verde è uscita dal Mondiale, ma lo ha fatto lasciando qualcosa a tutti.
Questo è il calcio che ci piace. 🤍💙