17/10/2024
Leggere, rileggere...e ancora leggere 😉
LA VISIONE DELLA MENTE INTUITIVA
Zhu Huai Yuan (nella foto) è stato un maestro molto stimato.
Nel corso degli anni è riuscito a formare molti allievi di alto livello, alcuni dei quali sono diventati famosi nel mondo delle arti marziali.
Quando insegnava, Zhu ripeteva spesso che nel Taiji non si deve mai usare la forza e che è sbagliato sollecitare sconsideratamente il corpo di un contendente, quando si lotta con lui; raccomandava quindi di non usare mai le braccia e le mani per spingere o squilibrare gli avversari. Ma, nonostante le parole del maestro fossero chiare, spesso sembrava che gli allievi non capissero cosa dovevano o non dovevano fare. Pertanto, commettevano continuamente gli stessi errori.
A un certo punto, Zhu Huai Yuan provò allora a stimolare la comprensione degli allievi attraverso una breve poesia da lui composta; diceva così:
«Le mani sono come il vento di primavera che soffia sul salice.
Entrambi i piedi calpestano apparentemente una barca che galleggia.
La campana di Nan Ping che risuona di notte è appesa a Bai Hui [la sommità del capo].
Ascoltando tranquillamente un suono grandioso che si diffonde attraverso il mondo».
Chiese quindi a un allievo, che sapeva essere molto intelligente, di spiegargli il senso della poesia.
L’allievo immaginò la scena descritta nel breve componimento e poi disse:
"Penso che voglia suggerirci che nel Taiji le braccia e le mani devono essere come i rami di un salice, che oscillano dolcemente, ma non perché lo vogliono, in realtà essi sono passivi, a sospingerli è il vento di Primavera; analogamente le braccia e le mani non si devono muovere di loro iniziativa, esse devono essere sospinte dalla mente.”
Continua, gli disse il maestro.
“Beh, le gambe e i piedi devono muoversi in modo elastico come quando si sta in piedi su una barca che ondeggia, le gambe devono essere leggere sopra e pesanti in basso, e i piedi è come se “pestassero” per impedire al corpo di barcollare.”
E poi? Chiese Zhu Huai Yuan.
“Poi, la postura del corpo deve essere dritta e salda come una campana appesa a un tempio; il cuore deve rimanere calmo, mentre la mente non deve essere agitata dal pensiero di perseguire ostinatamente qualcosa, libera da qualunque impedimento, come il suono maestoso della campana, che si diffonda ovunque senza che alcuno lo possa trattenere”.
Terminata la sua spiegazione, l’allievo guardò il maestro in attesa del suo giudizio.
Ma il maestro non disse nulla... però dal suo sorriso si vedeva che era molto compiaciuto di quanto l’allievo aveva compreso.
In Occidente siamo abituati a un uso delle parole molto ampio, spesso eccessivo. Lo facciamo nel tentativo di spiegare qualcosa in maniera accurata.
In Oriente, invece, piuttosto che far ricorso a descrizioni minute e dettagliate, spesso si cerca di evocarle nella mente dell’interlocutore attraverso… una visione. Ci si rivolge pertanto alla sua mente intuitiva piuttosto che a quella analitica.
Ed è per questo che nell’insegnamento tradizionale delle arti marziali, molte volte il linguaggio immaginifico della poesia è stato preferito a quello della descrizione minuziosa.