11/12/2024
Prima ha chiesto a tutti i costi di essere invitato a “Belve”.
Poi, una volta lì, Teo Mammuccari ha offerto la rappresentazione plastica di cosa sia un maschio incapace di reggere una donna che gli tiene testa con intelligenza e professionalità, senza smorfie, compiacenza o sudditanza psicologica.
Non ha retto una donna che, invece di fare la valletta, fa domande, anche scomode, intervista davvero, ti dà del lei (prima regola di qualunque intervista seria), tratta gli ospiti come - giustamente - pretende che gli ospiti trattino lei, da pari a pari, senza sconti né “volemose bene” e neppure quel clima in bilico tra caserma e villaggio turistico, l’unica cifra che uno come Mammuccari può sostenere in televisione.
Quei pochi minuti di infantili recriminazioni sono stati più istruttivi di mezz’ora di intervista vera, perché hanno mostrato l’ospite esattamente per quello che è: un campione di mascolinità tossica, misogino e drammaticamente insicuro.
Con tanto di doppio vaffa finale, giusto per dare un’idea del livello.
E Francesca Fagnani può piacere o meno, ma qui è stata perfetta nel tenere il punto, senza lasciarsi trascinare dove lui avrebbe voluto portarla.
Evidentemente Mammuccari le donne le preferisce zitte sotto una teca di vetro mentre lui prende per il c*** il mondo.
Eh no. Troppo comodo così.