20/09/2026
Quest’anno, con lo spinning offshore agli alletterati, il tempo a disposizione è stato davvero poco.
Tra lavoro, impegni e il solito tram tram, sono riuscito a dedicare a questa tecnica molto meno di quanto avrei voluto. Ma quando finalmente si riesce a stare in mare, bisogna approfittarne.
E anche stavolta il mare, dopo avermi fatto sudare un po’, mi ha regalato la sua soddisfazione.
Il solito spettacolo degli alletterati: mangianze che compaiono e spariscono, corse a destra e a sinistra, pesci sospettosi e maledettamente diffidenti.
Lanci, recuperi, cambi artificiali… e niente.
Alla fine ho praticamente passato mezza cassetta di artificiali sotto esame, finché non è arrivato quello giusto.
Da lì qualcosa è cambiato.
Qualche bella allamata è arrivata e, soprattutto, è arrivata quella sensazione che conosce bene chi pesca: quando finalmente riesci a leggere il mare e a trovare la chiave giusta per convincere quei pesci che fino a un attimo prima sembravano inavvicinabili.
Non sono riuscito a dedicare a questa pesca tutto il tempo che avrei voluto, ma alla fine poco importa.
Perché a volte non serve stare sempre in pesca per lasciare il segno.
Quest’anno ho avuto poche occasioni, ma quando è arrivato il momento… ho timbrato il cartellino. 🎣
E il mare, come sempre, mi ha ricordato che non conta quante volte passi davanti alla porta.
Conta esserci quando finalmente si apre.