Pilates CLUB Change your life di Cristina Butti

Pilates CLUB Change your life di Cristina Butti Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Pilates CLUB Change your life di Cristina Butti, Stabilimento sportivo e per il tempo libero, Via G. Galilei 35 E, Alessandria.

Personal Trainer
Allenamenti funzionali personalizzati
Corsi collettivi (max 6 persone)
Attività svolte: Pilates con grandi e piccoli attrezzi, Power Yoga, TRX, Tonificazione, Attività post e pre-parto, Rieducazione motoria......

01/03/2023
27/12/2021

IL PILATES CLUB CHIUDERÀ DAL 31/12 AL 6/1 PER RICARICARE LE FORZE
Questo anno pieno di difficoltà , di grandi dolori e di forti paure sta volgendo al termine.
Mesi di chiusure e restrizioni ci hanno indebolito su molti fronti.
Il mio augurio è che si possa guardare ad un futuro migliore, sereno e senza cattiverie o astio.
L'amore per la vita, per ciò che si fa, per un amico, per la famiglia è ciò che auguro a tutti voi perché solo con la positività può esserci benessere nella vostra vita.
BUON 2022

17/07/2021

Magnesio, questo "conosciuto"... o forse no?

Tanta gente soffre di carenze di magnesio senza saperlo, anche se ci sono dei sintomi che in realtà sono piuttosto evidenti.
Questo Minerale partecipa infatti, ad almeno 300 reazioni biochimiche del corpo ed è essenziale per la nostra salute muscolare, nervosa e cardiovascolare.
Il magnesio annovera molte proprietà benefiche e terapeutiche per il nostro organismo. Viene impiegato per trattare diversi disturbi e in particolar modo per alleviare i dolori muscolari, per agevolare l’assorbimento di vitamine e altri micronutrienti, per preservare la salute cardiovascolare, per combattere l’invecchiamento precoce della pelle… Insomma, le virtù di questo prezioso minerale sono davvero innumerevoli.
Esiste una modalità non troppo conosciuta per assumere questo minerale che consiste nell'utilizzare l'Olio di Magnesio, detto anche Nigari, spalmato direttamente sulla pelle.

16/07/2021

Da Guido BRUSCIA

NATURALMENTE : PSOAS IL MUSCOLO dell’anima

➡️Lo è un muscolo che collega le gambe alla colonna vertebrale, quindi dal suo buon funzionamento dipende la nostra andatura, una corretta postura della colonna vertebrale e non solo;

inoltre lo psoas è strettamente collegato alle nostre emozioni, poiché messaggero primario del sistema nervoso centrale.

Attraverso il tessuto connettivo, il muscolo è in comunicazione col diaframma, quindi anch’esso è coinvolto in fasi che interessano questa zona del nostro corpo, come la respirazione.

✔️CHE RELAZIONE C’È TRA LO STRESS E IL MUSCOLO PSOAS?

Uno stile di vita frenetico e stressante libera elevate quantità di adrenalina nel nostro corpo mantenendo in tensione costante lo psoas (il corpo si prepara a correre).
Questo meccanismo di “auto-difesa” è dentro l’istinto naturale di ognuno di noi (la famosa parte rettile).
Per capirci meglio: quando un animale si sente in pericolo di vita, scatta l’identico meccanismo, di solito si prepara a correre o s’immobilizza dalla paura.

⚠️La nostra parte istintiva lavora allo stesso identico modo: Stress –> Adrenalina –> Cervello manda gli input al corpo –> Lo psoas si accorcia e s’irrigidisce

Mantenere lo psoas in tensione costante a causa dello stress può portare a gravi conseguenze come:

* Sciatica,
* Problemi alle vertebre.
* Problemi alle spalle.
* Malfunzionamento degli organi localizzati nell’addome.
* Problemi digestivi.
* Degenerazione dell’anca.
* Mestruazioni dolorose.
* Altre patologie

Come se non bastasse, essendo collegato al nostro sistema nervoso, lo psoas manderà dei segnali di tensione in tutto il corpo interferendo con la corretta circolazione dei fluidi e della respirazione.

In poche parole, per colpa della tensione cronica di questo muscolo, il nostro corpo riceverà continui segnali di pericolo.
Tutto ciò provocherà un affaticamento delle ghiandole surrenali e del sistema immunitario. A complicare le cose ci pensano le nostre cattive abitudini nella postura e nell’attività fisica.

Un’altra causa alimentare più “banale” ma al tempo stesso più comune che causa dolore è la DISIDRATAZIONE:
i muscoli sono fatti al 70% di acqua, e se non bevi abbastanza cosa succede?
Semplice, il corpo potrebbe prelevare l’acqua che gli serve dai tessuti che ne sono più ricchi: cervello, muscolo, sangue.

Indovina quale di questi sceglierà?

Per qualcuno si potrebbe ipotizzare il cervello, ed in effetti è stato fatto uno studio sulla disidratazione cerebrale, ma va beh, è evidente che il muscolo è il tessuto più sacrificabile.
Ed un muscolo disidratato, vogliamo che non sia anche più dolente?

✔️PERCHÉ LO PSOAS È CHIAMATO “IL MUSCOLO DELL’ANIMA”?♥️

In alcune filosofie orientali lo è conosciuto come “il muscolo dell’anima”, un centro di energia principale del corpo.
Quanto più lo psoas è flessibile e forte, tanto più la nostra energia vitale potrà fluire attraverso le ossa, la muscolatura e le articolazioni.
Lo psoas sarebbe dunque come un organo di canalizzazione di energia, un nucleo che ci connette alla terra, permettendoci di creare un supporto solido ed equilibrato dal centro del nostro bacino. In questo modo la colonna vertebrale si amplia e, attraverso essa, tutta la nostra vitalità può fluire.

Elisabetta Sartini
Staff Ptlab

14/06/2021

IL DIAFRAMMA: VITTIMA O CARNEFICE?

Grande e straordinario ”muscolo della vita”; sottile, forte, impari, centrale, asimmetrico nella sua forma ed anche nella sua funzione.
Formato da una cupola che nella realtà non ha mai una forma simmetrica come viene rappresentata nelle varie immagini.
È il muscolo principe della respirazione; divide ed al tempo stesso unisce due grandi cavità: la parte superiore, respiratoria e la parte inferiore, viscerale. Viene perforato ed attraversato da grandi tronchi vascolari e dall'esofago per portare il cibo fino al sottostante stomaco ed intestino.
Nel tempo, il suo movimento spesso ridotto... e la sua forma modificata..., risultano essere il prodotto finale di tutto ciò che ha dovuto subire nel corso della vita: dal tipo di emozioni e di stress, alla condizione dei visceri, alla forma del torace; al tipo di lavoro e sforzi che ha sostenuto la persona, alla forma ed ancoraggio del cuore a lui adeso attraverso il pericardio.
Se vogliamo ben comprendere la sua vita e le sue peripezie, basti pensare a quelle persone con una enorme pancia, in cui il volume dello stomaco, il volume del fegato, il volume dei visceri e del grasso viscerale fungono da seri ostacoli ad ogni atto inspiratorio. È così tanto lo sforzo a scendere per inspirare (introiettare aria), che alla fine dei suoi costanti sforzi, nel tempo, lui tenderà a rimanere contratto, "bloccato" verso l'inspirazione; ovvero verso il basso, riducendo così la sua corsa naturale verso la risalita, ovvero il "lasciare uscire l'aria" viziata. Tale alterazione e "riduzione di movimento" (quando i movimenti sono fisiologici fungono anche da "p***a per i fluidi" interni), ovviamente si rifletterà su una serie di organi e funzioni; per esempio il ritorno venoso e linfatico dagli arti inferiori non solo non sarà favorito, ma sarà addirittura ostacolato dalla iper-pressione endo-addominale per colpa del suo ridotto movimento de-compressore e della sua alterata posizione..., più bassa del dovuto.
Per questa stessa ragione, lui è anche il principale diretto responsabile del "reflusso gastro-esofadeo", del "cardias beante", dell'"ernia iatale".
La sua posizione bassa, a ridosso dei visceri, si scopre essere responsabile della pancia gonfia e debordante e molto spesso anche delle incontinenze, delle difficoltà di evacuazione, etc.
Data la sua posizione più bassa del dovuto per le ragioni espresse sopra, lui diviene anche uno dei principali elementi di disturbo della parte alta, agendo da trazionatore verso il basso a carico del cuore, della parte del mediastino..., ed attraverso questo stesso arriva ad agire sullo ioide e dunque su tutti i muscoli che dall'osso ioide arrivano alla bocca, alla lingua, al collo, alle cervicali.
Insomma, non si scherza con il diaframma.
Ma, se proprio dobbiamo essere giusti, dobbiamo riconoscergli anche la componente di vittima di un sistema molto complesso, in cui lui si trova a dover rispondere pedissequamente ad ogni stato emotivo di allerta, ad ogni disagio fisico. Nulla lo lascia indifferente!!!
Ma allora, in un trattamento posturale, come ci si deve comportare? Dove agire in primo luogo? Ignorarlo..., trattarlo da vittima... o da carnefice? È veramente sufficiente fare la classica "respirazione addominale diaframmatica" tanto decantata? Assolutamente no!!!
In un sistema tanto complesso si deve conoscere la sua dinamica alla perfezione. E proprio perché lui è il regista delle catene e particolarmente sensibile ad ogni stato emozionale o fattori traumatici, deve essere sempre considerato, valutato e coinvolto nel piano terapeutico in base alla storia clinico/temporale degli eventi della vita di quel singolo paziente.
Dobbiamo anche ricordarci che le sue tre porzioni (anteriore, media e posteriore), hanno movimenti diversi, fattezze e composizione proteica diverse e dunque velocità e resistenze diverse. Come tali subiranno impatti adattativi diversi.
Il suo trattamento a prescindere deve essere fatto tenendo conto di come si è posizionato e di come si è adattato. Se la sua corsa è ampia o breve, se la sua posizione prevalente è alta media o bassa. Se è lui che comprime i visceri o sono loro a perturbare il diaframma.
Inoltre, ogni trattamento che gli si riserva, avrà effetti completamente diversi in base alla posizione del corpo che adotteremo nel trattamento ed alla messa in tensione delle catene o non, di cui lui ne è corresponsabile.
Dopo quasi 40 anni di osservazione clinica in ambito posturale, non ho più dubbi sul fatto che la "postura decompensata" ed una azione di "allungamento globale" delle catene, sia il modo migliore per ottenere nuovamente "funzionalità del sistema" ed "azzeramento dei dolori".
Ed ecco che le "posture decompensate"..., la ricerca e la messa in relazione dell'effetto con la causa, si rivelano strategie speciali e producono risultati davvero straordinari.
Ecco una foto di come il diaframma possa deformarsi durante la vita. Ora non ditemi che la vita non ha il potere di "formarci e poi anche...deformarci".
(D. Raggi)

11/06/2021

94 anni e non sentirli....Pilates Club per tutte le età......

Da GUIDO BRUSCIAhttps://www.facebook.com/1617607418561754/posts/3052906561698492/
25/05/2021

Da GUIDO BRUSCIA

https://www.facebook.com/1617607418561754/posts/3052906561698492/

LA FLESSIBILITÀ IN ETÀ EVOLUTIVA

La o articolare è la capacità di riuscire a eseguire volontariamente, e in modo mirato, movimenti con la necessaria ampiezza ottimale di escursione dell’articolazione interessata. Tale Mobilità può essere ATTIVA o PASSIVA in base all’utilizzo o meno di attrezzature esterne; FISICA e MENTALE.

➡️La mobilità è tra le capacità più precoci da allenare; il suo periodo di formazione inizia già nei primi anni di vita, interessa tutta l’età prepubere e continua fino alla prima fase dell’età pubere. La buona allenabilità della mobilità passiva in età infantile è dovuta a fattori anatomo-funzionali. Infatti per tutto il periodo dell’infanzia la massa muscolare non è ancora sviluppata, tendini e legamenti nei bambini sono abbastanza elastici ed estensibili mentre il sistema scheletrico presenta ancora un’elevata componente cartilaginea.

➡️Riguardo alla mobilità , il periodo formativo più favorevole è tra gli 8 e 12-13 anni per i maschi e tra 8 e 11-12 anni per le femmine. La formazione di questa capacità presuppone in una certa misura lo sviluppo della forza muscolare e un’adeguata coordinazione muscolare. Questo spiega perché l’età più favorevole allo sviluppo della mobilità attiva sia con l’inizio della fase puberale, cioè quando le capacità di forza muscolare raggiungono un livello sufficiente.

[Ci possono essere notevoli differenze fra diversi soggetti per quanto riguarda la mobilità articolare e in uno stesso soggetto c’è differenza di mobilità tra le diverse articolazioni. Tali differenze aumentano con la pubertà e nel periodo post pubere.
Per la presenza di maggior massa muscolare e rigidità dell’apparato legamentoso, nei soggetti di sesso maschile è necessario usare un numero maggiore di esercizi per ottenere gli stessi effetti nello sviluppo della mobilità articolare.](A.Maone).

➡️La flessibilità è la capacità di passare da un compito all'altro, di adattarsi ad uno stimolo e di trovare soluzioni alternative nel minor tempo possibile.
É parte integrante delle funzioni esecutive e quindi ci consente di ideare, pianificare e raggiungere degli obiettivi.

La capacità di cambiare strategie di pensiero e azione per far fronte a nuove situazioni non viene appresa tout court, una volta per tutte, ma inizia il pieno del suo sviluppo fra i 7 e i 9 anni e può essere stimolata e potenziata durante tutto l’arco di vita.

Come stimolare la flessibilità cognitiva nei bambini?
Innanzitutto è utile ricordare che i bambini imparano anche e soprattutto per imitazione: l’adulto diviene dunque un modello di apprendimento per un atteggiamento flessibile o, al contrario, caratterizzato da rigidità.
Il GIOCO rappresenta sicuramente un momento fondamentale nella crescita emotiva e cognitiva dei bambini; è quindi possibile selezionare e proporre attività ludiche che favoriscano la stimolazione e lo sviluppo delle funzioni esecutive in generale, e quindi della flessibilità.

➡️Infine, ma non meno importante, anche la sembrerebbe giocare un ruolo importante nello stimolare lo sviluppo delle funzioni esecutive. Mindfulness significa essere consapevoli e dunque dirigere l’attenzione al momento presente, al qui ed ora, senza farsi trascinare dalle pressioni della vita quotidiana. Questa capacità, per essere allenata, richiede intenzionalità ed esercizio, ma i benefici che se ne possono trarre sono molteplici, soprattutto in termini di flessibilità. Sono state create ed elaborate molteplici attività di Mindfulness adattate ai più piccoli che permettono di migliorare l’autoregolazione degli stati interni, che è correlata alle funzioni esecutive.
Elisabetta.❣️

Siamo tornati operativi al Personal Training Lab🙌🏻
Vi aspettiamo per una Valutazione Funzionale Gratuita.

19/05/2021

ALIMENTAZIONE OLISTICA (FUNZIONALE)✨

Let food be the medicine and medicine be the food." - Hippocrates

Semplificando molto i discorsi, oggi, parliamo di Alimentazione , un modo di mangiare con consapevolezza che abbraccia corpo, anima e mente.

BENESSERE ED EQUILIBRIO

Lo scopo dell’Alimentazione Olistica è di arrivare ad ottenere benessere ed equilibrio psico-fisico, scegliendo con coscienza gli alimenti da consumare quotidianamente.

La consapevolezza di alimentarsi in modo sano deve iniziare nel momento in cui si decide cosa mangiare, grazie alla conoscenza dei principali valori nutrizionali dell’alimento.

Siamo diventati una cultura focalizzata sulla comodità e sulla velocità, e ciò riguarda anche il modo in cui mangiamo. Quando la fame ci colpisce, in effetti, è molto più facile scartare un pacchetto di patatine o aprire una confezione surgelata piuttosto che prepararci un pasto fresco.
Eppure, ciò che conviene a prima vista al portafogli, non conviene affatto alla nostra salute.

La consiste nel mangiare cibi sani il più vicino possibile al suo stato naturale per avvicinarci ad uno stato di salute e un benessere a 360º.
I segni distintivi dell’alimentazione olistica comprendono alcune scelte alimentari specifiche, il selezionare dei cibi integrali non raffinati, non trasformati, biologici e coltivati localmente.
Un approccio al consumo che consciamente considera tutto ciò che viene mangiato e si concentra soprattutto sul mangiare per stare bene.
Va da sé, dunque, che l’alimentazione olistica consideri la persona nella sua totalità – corpo, mente e anima – (Olismo significa proprio “tutto”, “intero”) e non solo nel suo apparato digerente, per permetterle attraverso il cibo di raggiungere la felicità e l’equilibrio.

Rispetta l’Unicità della Persona

Secondo l’approccio Olistico ogni persona è diversa per vissuto in termini di salute ed emozioni e come tale deve essere rispettata per ciò che è senza applicare regole standard.. un esempio semplicissimo per permettervi di capire la differenza tra l’approccio standard e quello olistico.
“Non riesco a perdere peso”
Con un approccio classico si crea un deficit calorico calcolato sulla base di parametri matematici il che comporta il dover pesare ogni singolo alimento.
Nell’alimentazione olistica le cause possono essere molteplici:
* Un intestino che non funziona a dovere (es. stitichezza) e che affatica quindi il fegato (uno degli organi preposti a regolare il metabolismo)
* Eccessivo stress che affatica i surreni e rallenta la funzionalità tiroidea E stimola una sovra-produzione di cortisolo
* Eccessiva acidità del corpo causata da un’alimentazione ricca di prodotti raffinati come biscotti, crackers, cereali da colazione, merendine, pane, ecc (contenenti zucchero, farina e oli vegetali), latticini (in primis latte), insaccati e proteine di origine animale di scarsa qualità.
* Una bassa considerazione di se stessi.
Da questo si seguono i PRINCIPI

-Ciascun alimento è molto più di un insieme di macronutrienti
-Preferire cibi crudi e di stagione
-Preferire il biologico
-Preferire prodotti Km 0
-Fare attenzione ai dolcificanti
-Bere minimo 2 lt di acqua al giorno
-Prediligere cotture a basse temperatura
-Prediligere cibi non confezionati
-Fare attenzione alle porzioni!!!

gli effetti funzionali degli alimenti sui nostri organi, le sostanze contenute in quello che mangiamo e i giusti abbinamenti, equilibrano e attivano o inibiscono il metabolismo e dialogano con il nostro genoma.
Elisabetta

PILATES CLUB aspetta con gioia il ritorno alla normalità.Mi siete mancati moltissimo per cui spero di rivedervi tutti  ....
17/05/2021

PILATES CLUB aspetta con gioia il ritorno alla normalità.
Mi siete mancati moltissimo per cui spero di rivedervi tutti .
Volevo tranquillizzarvi sulla igienizzazione dello studio e vi assicuro che verranno seguite tutte le linee guida indicate.
Sono a vostra disposizione se avete dubbi, ma soprattutto spero di poter ritornare e riprendere le nostre attività da dove le avevamo lasciate.

Finalmente..... speriamo sia vero.....VI ASPETTO ALLO STUDIO
17/05/2021

Finalmente..... speriamo sia vero.....
VI ASPETTO ALLO STUDIO

17/05/2021

STRESS E SISTEMA LINFATICO

Il sistema linfatico, diffuso in tutto l’organismo, è costituito da ghiandole, linfonodi e un’ampia e complessa rete di vasi che a partire dalle estremità risalgono verso il cuore in un decorso parallelo a quello del sistema venoso. Le sue funzioni fondamentali sono:
-il drenaggio dei liquidi,
-l’assorbimento dei grassi e
-la protezione dell’organismo dalle infezioni attraverso la risposta immunitaria.

🔺A differenza del sangue, la linfa si muove dal basso verso l’alto sfidando la forza di gravità e scorre nei vasi mossa e sostenuta dall’azione dei muscoli. Contraendosi e rilassandosi, questi tessuti funzionano come una vera e propria p***a per la linfa. Di conseguenza quando tale azione viene meno (per esempio a causa dell’eccessiva immobilità), la linfa tende a ristagnare, accumulandosi nei tessuti.

🔺Il ritorno della linfa viene agevolato e sostenuto anche dalla respirazione che aspira la linfa verso il torace in cui il grosso vaso linfatico terminale (dotto toracico) entra nel circolo venoso sanguigno.

🔴Una peculiarità comune a tutti i tipi di stress di natura è il coinvolgimento del sistema muscolare.
I muscoli si contraggono e modificano il tono rimanendo tesi in diversi compartimenti, quali il sistema muscolare e il sistema digerente dando origine a innumerevoli sintomi e patologie correlate, (problemi muscolo tensivi, gastrite, stipsi, digestione lenta, cervicalgie, emicranie, torcicollo etc..).
Quando avviene una somatizzazione specifica concentrata sulla muscolatura periferica il primo a pagarne le conseguenze è il sistema linfatico

🔴L’accumulo delle tossine che ne consegue può portare a una grande varietà di sintomi quali:
infiammazioni,
stanchezza,
costipazione,
difficoltà di digestione,
aumento di peso,
gonfiore,
mal di testa,
malattie stagionali,
asma
ma anche irritabilità, nervosismo, ansia, malumore ecc.

🟢trattenere le e avere una difettosa comunicazione con se stessi genera una rabbia repressa o una tristezza di fondo.
✅Importante è la qualità del RESPIRO e la valenza emotiva ad esso correlata.
Durante l’ispirazione i dotti toracici vengono compressi e spremuti, durante l’espirazione la pressione endotoracica si riduce favorendo la progressione della linfa sotto il diaframma

In un discorso di affaticamento emotivo stress correlato l’individuo tende a rallentare la loro vitalità e a sentirsi prevaricate dai problemi, invalidando attività fisiche e diminuendo il ritmo respiratorio.

COSA FARE?
AMR
alimentazione, movimento e respirazione.

Staytuned❣️Ptlab

Indirizzo

Via G. Galilei 35 E
Alessandria
15121

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 21:30
Martedì 08:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 21:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+393387357225

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