Presso il dojo Yamabushi Shudan si svolgono corsi di Iaido, Katori Shinto Ryu, Kendo, e Kyudo adatti sia a uomini che a donne e senza limiti di età. Il dojo è aperto tutti i giorni dalle 20:00 alle 22:00 per chiunque fosse interessato a provare una delle discipline praticate. Potete inoltre contattarci telefonicamente al 338/8402346 oppure all'indirizzo mail [email protected]. Iaido
Antica d
isciplina basata sull'uso della spada giapponese. Forma non competitiva che pone il praticante di fronte all'avversario più temibile: sè stesso. L'ideogramma giapponese Iai ha anche significato di "conoscenza dell'essere". Katori Shinto Ryu
Il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu è la più antica scuola, tuttora esistente, di Bujiutsu (arti marziali tradizionali) ed è considerata in Giappone Tesoro Nazionale della cultura e dell'arte Giapponese. L'addestramento comprende anche insegnamenti riguardanti lo studio della tattica e della strategia militari, della medicina orientale ed insegnamenti esoterici (kujikiri) e di geomanzia (studio della conformazione del territorio). Il programma di studi si accentra sull'insegnamento dell'uso della spada giapponese, che considera l'arma principale. Kendo
Il Kendo è la naturale evoluzione dello Iaido dopo la fine del periodo degli “Stati in guerra” (XIII-XVI secolo) in Giappone. Poichè nel kendo si colpisce realmente l'avversario, lo scopo era di elevare la sicurezza senza perdere lo spirito del combattimento. Progressivamente si introdussero anche elementi di protezione come i kote per le mani e i polsi, il do per il torace, il tare per l'addome e il men per la testa. Può essere praticato sia in forma competitiva che non, ma l'importante è non perdere di vista l'ideale del kendo: “una Via per la formazione dell'uomo attraverso l'addestramento nelle leggi del katana”. Kyudo
Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco, all'aperto o al chiuso, si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari. L'arco e la spada lunga erano le armi dei nobili; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta. Il programma d'addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi “il popolo del lungo arco”. Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu, usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta.