Yulia's Yoga Studio

Yulia's Yoga Studio La pratica Yulia's Yoga si basa sulle tradizioni di Krishnomacharya la cui base è Vinyasa, come connessione tra movimento e respirazione.

Viene prestata molta attenzione al ripristino dell'equilibrio muscolare attraverso vyayama dinamici volti a lavorare con i muscoli antagonisti che così recuperano la loro lunghezza funzionale persa a causa delle nostre abitudini quotidiane. Quest'approccio consente di lavorare in modo più efficiente e rapido in isometria senza dolori e lesioni.

È sorprendente quanto il nostro cervello influenzi le decisioni che prendiamo.Ed è ancora più sorprendente quanto, in fo...
01/08/2026

È sorprendente quanto il nostro cervello influenzi le decisioni che prendiamo.

Ed è ancora più sorprendente quanto, in fondo, siamo tutti simili. Quasi tutti sentiamo il bisogno di ricominciare da una data "perfetta": da lunedì, dal primo del mese, dal 1° gennaio... come se quel momento avesse un potere speciale.

Qualche tempo fa ho notato una cosa su di me. Anzi, più che notarla, l'ho finalmente riconosciuta. Da anni porto avanti un piccolo rituale, ma solo di recente mi sono resa conto di quanto sia importante per me.

Lo chiamo "i piedi nell'acqua".

Non so perché, ma per me l'acqua ha qualcosa di magico. Il rumore delle onde, i piccoli movimenti dell'acqua, la sensazione di essere immersa... tutto sembra lavare via i pensieri e calmare il corpo.

Il rituale è semplice.

Entrare nell'acqua. Che sia il mare o una vasca da bagno, non importa.

E fermarsi.

Pensare alla vita. Osservare quello che è successo. Riconoscere la strada percorsa. Chiedersi cosa desidero davvero per il futuro.

Senza fretta.

Viviamo in un mondo che ci spinge a correre e ad aspettare continuamente i risultati. Ma i frutti delle nostre scelte, del nostro impegno e della nostra costanza arrivano spesso molto tempo dopo il momento in cui li vorremmo vedere.

Questa piccola pratica mi ricorda una cosa importante: la crescita c'è, anche quando non è ancora visibile.

Mi aiuta ad apprezzare il percorso, non solo il traguardo.

Perché forse non dobbiamo aspettare di raccogliere i frutti per sentirci soddisfatti.

Forse abbiamo solo bisogno di rallentare, respirare e imparare a vivere la vita nel ritmo con cui decide di scorrere.

Siamo andati a Cava Grande con Enrico e Alex. Che posto meraviglioso! 💚Acqua fresca e cristallina, pesci che ti nuotano ...
31/07/2026

Siamo andati a Cava Grande con Enrico e Alex. Che posto meraviglioso! 💚

Acqua fresca e cristallina, pesci che ti nuotano intorno... abbiamo persino visto una murena! 🙀 Una giornata davvero spettacolare.

La discesa e la risalita, però... 😅 Lungo il sentiero abbiamo incontrato di tutto: persone che ridevano e si godevano la passeggiata e altre che, diciamolo, erano a un passo dal chiamare l'elicottero. 😂

Ed è lì che mi è venuto un pensiero.

Lo yoga ci insegna a fermarci e ad accorgerci della bellezza del momento. Ma fa anche un altro lavoro, più silenzioso: prepara il corpo. Ti rende più forte, più stabile, più resistente... senza che quasi te ne accorga.

Così puoi goderti la discesa, la risalita e tutto quello che c'è in mezzo, senza che la fatica ti rubi il piacere dell'esperienza.

E alla fine ho pensato: forse tutte quelle posizioni che facciamo sul tappetino servono anche a questo... a farti godere di più la vita. ❤️

È curioso osservarsi quasi da fuori, come se non facessi davvero parte della mia storia, ma fossi solo una spettatrice. ...
27/07/2026

È curioso osservarsi quasi da fuori, come se non facessi davvero parte della mia storia, ma fossi solo una spettatrice. Guardare come si forma il carattere, come nascono le scelte di vita, i gusti, le inclinazioni.

Io e mio fratello siamo l'opposto. Bianco e nero. Io sono rumorosa, lui silenzioso. Io amo guardare il mondo, lui preferisce ascoltarlo. Eppure, più cresciamo, più emerge ciò che abbiamo in comune: l'educazione di nostra madre.

Mamma non ci ha mai limitati nella libertà. Ha semplicemente tolto dall'ambiente gli strumenti con cui avremmo potuto farci male. Non controllava i compiti, gli orari o persino se avessimo mangiato. Si fidava di noi. Ma fino ai quindici anni in casa non c'erano televisione né cibo spazzatura. C'erano scaffali pieni di libri. E così eri davvero libero. Potevi uscire con gli amici oppure prendere un libro. Ma la scelta era tra Dostoevskij e Tolstoj 😅.

E soprattutto ci ha insegnato una cosa preziosa: fare domande. Soprattutto a noi stessi. Chi sono? Cosa sento? Cosa desidero davvero?

Nessuno sa davvero cosa sia "normale". Esistono idee condivise su come dovremmo vivere, ma spesso, scegliendo ciò che è giusto per tutti, perdiamo un pezzetto di ciò che è giusto per noi.

A mio fratello piace il mare di Riposto. Alle sei del mattino prende la bicicletta e ci va per ascoltare i gabbiani. A me, invece, piacciono gli scogli di Pozzillo, dove resto a guardare quel mare verde-azzurro.

Molti trovano strano che, dopo mesi senza vederci, scegliamo due posti diversi. Ma nessuno dei due ha voglia di soffrire per un compromesso che non appartiene davvero a nessuno.

Ed è buffo accorgersi che anche questo viene da nostra madre.

«Sii dove sei felice.»

La famiglia è la cosa più importante, ma stare insieme non significa rinunciare a sé stessi. Possiamo ritrovarci dopo, nella cucina di casa, davanti a una tazza di tè e a un pane caldo appena sfornato. Mi piace pensare che la libertà sia crescere in un ambiente che ti insegna ad ascoltarti. Perché, quando impari a farlo, anche chi ti ama capisce che il modo migliore di volerti bene è lasciarti essere esattamente dove sei felice.

Con mio fratello ci sono cinque anni di differenza: lui è il maggiore.Oggi l'ho portato a vedere il posto che amo di più...
21/07/2026

Con mio fratello ci sono cinque anni di differenza: lui è il maggiore.

Oggi l'ho portato a vedere il posto che amo di più, quello dove vado a nuotare ogni mattina. Mentre gli mostravo quel piccolo angolo di felicità, non riuscivo a liberarmi da una strana sensazione.

È come se, in qualche modo, fosse lui il più piccolo. O addirittura mio figlio. Come se stessi condividendo con lui qualcosa di prezioso, di intimo, una parte del mio mondo che custodisco con cura.

È una sensazione difficile da spiegare, ma incredibilmente reale.

Una volta mi chiedevo: "ma a cosa serve studiare chimica, fisica, matematica, filosofia...? Non bastava sceglierne una e...
08/07/2026

Una volta mi chiedevo: "ma a cosa serve studiare chimica, fisica, matematica, filosofia...? Non bastava sceglierne una e vivere sereni?" 😅

Poi ho sentito uno scienziato dire una frase che mi è rimasta in testa:

"Ogni disciplina è un modo diverso di guardare il mondo... e te stesso."

Perché noi, di solito, alle due di notte siamo lì con le grandi domande:
"Chi sono?"

E iniziamo con:
"Non sono come il vicino."
"Non sono come i miei genitori."
"Non sono come..."

Invece la scienza, con una tranquillità disarmante, ti dice:

Sei un mucchio di cellule, un po' di energia e una geometria incredibilmente ben fatta.

Praticamente... siamo tutti fatti dello stesso impasto cosmico, ma veniamo fuori unici. Come i fiocchi di neve.

E devo dire che questa risposta mi piace molto di più di tante altre. ✨

P.S. Ho perso delle opportunità per una stupidità, una ribellione della pubertà, cercando di capire a che cosa servisse studiare chimica, senza trovare una risposta. Mi ci sto avvicinando solo ora. È bellissimo.

Poco più di sei mesi fa ho conosciuto Daniele Scirè e Francesco Centarrì ( Orizzonti oltre lo zaino )Conosco persone che...
22/06/2026

Poco più di sei mesi fa ho conosciuto Daniele Scirè e Francesco Centarrì ( Orizzonti oltre lo zaino )
Conosco persone che visitano i luoghi. Daniele e Francesco fanno qualcosa di diverso: li abitano. Entrano nei ritmi, nelle abitudini e nelle storie delle persone.
Ogni anno partono per mesi verso angoli diversi del mondo, non per vedere monumenti o collezionare fotografie, ma per vivere un’altra vita. Entrano in una cultura, ne comprendono tradizioni, abitudini e ritmo, e ogni volta tornano trasformati.
Se dovessi pensare a persone “del mondo”, mi verrebbero subito in mente loro.
Naturalmente, persone così faticano a stare dentro il classico schema casa-lavoro-ufficio: troppa curiosità, energia e vita addosso.
La musica è centrale per loro: Daniele dirige il coro, Francesco è la voce solista; insieme insegnano, si esibiscono e creano una comunità speciale.
Sabato scorso mi hanno invitata a un evento per la chiusura della stagione e mi hanno chiesto di guidare una breve pratica di yoga.
Ho scoperto un metodo quasi infallibile per sorprendere un’insegnante di yoga: metterle davanti un coro di cinquanta persone.
Ho mostrato il respiro Ujjayi e l’ho spiegato in meno di un minuto.
E lì è successo qualcosa per cui tutta la mia esperienza d’insegnamento non mi aveva preparata: dopo pochi secondi stavano già respirando tutti insieme, in perfetta sincronia.
Non i tre più veloci. Non metà gruppo. Non il classico “più o meno ci siamo”.
Tutti e cinquanta. All’unisono.
Sono rimasta spiazzata. Di solito, quando insegno una nuova tecnica di respirazione, passo minuti a correggere e spiegare. Qui il mio lavoro era finito prima ancora che riuscissi a sentirmi utile.
Per un attimo ho pensato avessero provato l’Ujjayi prima del mio arrivo. (Non lo escludo ancora del tutto 🧐🙄).
Poi ho capito che non era un gruppo qualsiasi, ma un coro. Chi sa ascoltarsi nella musica, sa farlo anche nel respiro e nell’ascolto di sé.
Ma non è stata solo questa la cosa che mi ha colpita.
L’energia, la gioia e l’amore per ciò che fanno si percepivano in ogni persona.
Perciò, se la vostra fiamma si affievolisce, andate a sentire uno dei loro concerti.
A volte basta una scintilla per riaccendere il fuoco.

Mentre sulla Terra si discute di confini, bandiere, politica e nazionalità, sopra le nostre teste orbita una stazione sp...
19/06/2026

Mentre sulla Terra si discute di confini, bandiere, politica e nazionalità, sopra le nostre teste orbita una stazione spaziale dove tutto questo diventa sorprendentemente secondario.

Anni fa, vivendo a Mosca, ho avuto l'opportunità di lavorare nel settore di Roscosmos. Niente di straordinario: un lavoro d'ufficio fatto di documenti e procedure. Ma mi ha permesso di incontrare persone straordinarie.

Tra gli ingegneri c’erano veri geni, capaci di disegnare su un tovagliolo, durante il pranzo, la prossima generazione di un motore spaziale. A guidarli c’erano uomini temprati da decenni di esperienza: persone che erano state nello spazio, avevano partecipato alla costruzione dei razzi e controllato ogni dettaglio con le proprie mani.

Ho visto un’intervista a un cosmonauta russo. Gli hanno chiesto cosa gli mancasse di più durante una missione di sei mesi nello spazio.

La sua risposta è stata sorprendente:
«Mi manca una vera doccia. Mi manca una buona bistecca. Mi mancano gli abbracci.»

Ed ecco un uomo di circa cinquantacinque anni, scienziato e ricercatore, che ha trascorso lunghi periodi in orbita, parlarne con una tenerezza disarmante. Racconta che sulla stazione spaziale le persone si abbracciano quando si incontrano, indipendentemente da nazionalità, colore della pelle, lingua o tensioni politiche sulla Terra.

Lassù, a centinaia di chilometri sopra di noi, gli esseri umani vivono oltre le divisioni che sulla Terra sembrano così importanti. Dipendono gli uni dagli altri per il lavoro, la sicurezza e spesso per la vita stessa.

Così scopriamo che una delle cose più necessarie per una persona capace di governare tecnologie incredibilmente complesse e osservare il nostro pianeta dallo spazio rimane qualcosa di semplicissimo: un abbraccio.

Forse questo dice molto su ciò che siamo come esseri umani.

Più ci allontaniamo dalla Terra, più diventa chiaro che ciò che conta davvero non sono i confini, ma la vicinanza tra le persone.
https://youtube.com/shorts/ThqtHbQzswY?is=L8NNtg0KmuQTj_Ln

Mi sono svegliata una mattina e ho capito che la voce era sparita.E così è iniziata la mia mauna forzata — molti pensier...
21/05/2026

Mi sono svegliata una mattina e ho capito che la voce era sparita.
E così è iniziata la mia mauna forzata — molti pensieri e molto silenzio.

E, per sdrammatizzare un po’, qualcuno potrebbe dire: “Ecco realizzata la fantasia segreta di ogni uomo — una moglie finalmente silenziosa”. (Però insomma, ho vissuto in Italia 8 anni: so spiegare anche con le mani.)

Ma a volte il silenzio aiuta a sentirsi meglio di qualsiasi parola. Quando non puoi dire subito ciò che ti passa per la testa, inizi a scegliere le parole con più attenzione e delicatezza. E forse anche i pensieri.
E forse anche i pensieri, quest’anno, sono diventati più lenti, più essenziali.
Quest’anno sta succedendo qualcosa di strano.
Uno dopo l’altro, i miei allievi attraversano operazioni. C’è chi cade a terra e si rompe un gomito, un ginocchio, un femore. C’è chi va a un semplice controllo medico e scopre improvvisamente un tumore. C’è chi, dopo molti anni, scopre ernie doppie e la necessità di un intervento complesso. Operazioni nella linea femminile. Diagnosi improvvise....

Non ho prove che tutto andrà bene. Nessuno di noi riceve garanzie di questo tipo. La vita non firma contratti di sicurezza con noi.

Ma credo sinceramente che con i miei allievi andrà tutto bene. Credo nei loro corpi. Nella loro forza di attraversare fasi difficili. Nella capacità umana di ricostruirsi anche dopo periodi duri. Credo che dopo operazioni, pause, dolore e paura, torneranno il movimento, la risata, il respiro, la pratica, i viaggi, la vita quotidiana.

Credo che molti di noi stiano attraversando un periodo di profonda ricalibrazione. Come se la vita rallentasse bruscamente per costringerci a guardare ciò che per anni abbiamo ignorato: il corpo, la stanchezza, il rapporto con noi stessi, i segnali trascurati.

In fisica esiste un’idea fondamentale: un sistema cambia quando viene osservato e misurato. Non nel senso magico che la mente crea la realtà, ma nel senso preciso che l’atto di osservare e di interagire con un sistema ne modifica lo stato e il comportamento. L’attenzione non è mai neutra: influenza ciò che viene messo in evidenza e come il sistema si evolve.

E per me questa è ....→ continua

18/05/2026

Ho avuto pensieri. Tanti, caotici.Non riuscivo a formare nemmeno una soluzione solida, tranquilla.Allora sono andata al ...
15/05/2026

Ho avuto pensieri. Tanti, caotici.
Non riuscivo a formare nemmeno una soluzione solida, tranquilla.
Allora sono andata al mare.
A scaricare cortisolo correndo,
a mettere ordine alle idee nel quaderno,
ad aumentare la dopamina con un gelato buono, enorme.
Nel frattempo i gatti…
loro sì che hanno capito cosa significa equilibrio.

Indirizzo

Via Angelo Raffaele, 21
Acireale
95024

Orario di apertura

Martedì 10:30 - 11:30
19:00 - 20:00
Giovedì 10:30 - 11:30
19:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 10:00

Telefono

+393476316219

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Yulia's Yoga Studio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Yulia's Yoga Studio:

Scelte rapide

Condividi