08/08/2026
TOGLIAMO LA MASCHERA ALLA “FORMAZIONE CERTIFICATA”: DIETRO TUTTI QUEI LOGHI, COSA C'È DAVVERO?
Facciamo un gioco molto semplice.
Togliamo per un momento le parole ad effetto, i loghi, “Europeo”, “Internazionale”, “Gold”, “EQF”, “ISO”, “Federazione”, “Scuola Federale” e “Academy Europea”.
E guardiamo cosa rimane davvero.
Perché la formazione è una cosa seria.
E proprio per questo le cose vanno chiamate con il loro nome.
FEDERAZIONE? SÌ. MA PRIVATA.
La parola “Federazione” suona importante.
Ma chiamarsi Federazione non significa automaticamente essere una Federazione Sportiva Nazionale riconosciuta dal CONI, né essere un'autorità pubblica.
Una federazione privata resta un'organizzazione privata.
Una Scuola Federale appartenente a quel sistema resta una scuola del relativo circuito privato.
E una Academy Europea appartenente a un'organizzazione privata non diventa magicamente un'istituzione dell'Unione Europea perché nel nome compare la parola “Europea”.
Non è un'offesa.
È italiano.
Privato significa privato.
“GOLD”, “EUROPEO”, “INTERNAZIONALE”: BELLE PAROLE. MA COSA SIGNIFICANO?
Qui viene la parte interessante.
Quando leggete “Ente Formatore Gold”, chiedetevi:
Gold secondo chi?
Gold è un livello stabilito dall'Unione Europea?
È un livello ISO?
È una categoria professionale prevista dallo Stato?
Oppure è una classificazione prevista dal sistema privato che la rilascia, secondo il proprio regolamento?
Perché sono cose MOLTO diverse.
Stesso discorso per “Certificazione Europea”.
Scrivere “europea” non significa automaticamente:
“riconosciuta dall'Unione Europea”.
E scrivere “internazionale” non significa automaticamente:
“questa qualifica mi abilita a lavorare in qualsiasi Paese”.
Le parole fanno scena.
Gli effetti giuridici sono un'altra cosa.
EQF E ISO: LE SIGLE NON SONO BACCHETTE MAGICHE
Poi arrivano le sigle.
EQF. ISO/IEC 17024.
Per chi non è del settore sembrano quasi un timbro europeo definitivo.
Peccato che vadano spiegate.
L'EQF è un quadro europeo utilizzato per rendere confrontabili i livelli delle qualificazioni.
Non è un ufficio dell'Unione Europea che consegna automaticamente un'abilitazione professionale a chi compare in un sistema “referenced to EQF”.
E la ISO/IEC 17024 riguarda i requisiti per gli organismi che certificano le competenze delle persone.
Richiamare quella norma non trasforma automaticamente una federazione privata in un ente pubblico, una scuola privata in una scuola dello Stato o qualsiasi corso in una qualifica professionale pubblicamente riconosciuta.
Quindi meno effetto-wow.
Più spiegazioni.
E ADESSO PARLIAMO DI SOLDI.
Perché questa parte stranamente sulle locandine fa sempre meno rumore dei loghi.
Nei sistemi privati di certificazione possono essere previste quote, registrazioni, licenze e rinnovi periodici, secondo le relative regole.
Questo NON significa:
Che basta pagare per ottenerle
Significa però che, oltre ai requisiti e alle procedure previste, esistono costi e condizioni economiche per ottenere e/o mantenere determinate licenze o certificazioni del sistema.
Perché quando si parla di “trasparenza”, anche questa è trasparenza.
Non solo il logo Gold sulla locandina.
IL “CIRCUITO INTERNAZIONALE”: BENISSIMO. MA FUORI?
Ed eccoci alla domanda che secondo noi vale più di tutto il resto.
Se domani un istruttore decide di non appartenere più a quel circuito di lasciare il tutto per mettersi in proprio senza più rinnovare con queste federazione private?
cosa gli rimane concretamente?
QUAL È IL SUO VALORE CONCRETO FUORI DAL SISTEMA PRIVATO CHE LO HA RILASCIATO?
È un titolo pubblico?
È un'abilitazione prevista dalla legge?
È automaticamente riconosciuto professionalmente in altri Paesi?
È valutato nei concorsi pubblici?
In quali? Mostrate i bandi.
O quando va via del circuito non gli vale più nulla ?
E QUINDI, ALL'ALLIEVO, COSA CAMBIA DAVVERO?
Questa è la domanda finale.
Non quanti loghi ci sono sull'attestato.
Non quanto è bella la parola “Gold”.
Non quanto suona importante “Academy Europea”.
Non quante volte compaiono “ISO”, “EQF” e “Internazionale”.
La domanda è molto più terra-terra:
DOMANI MATTINA, CON QUEL TITOLO IN MANO, COSA POSSO FARE CHE PRIMA NON POTEVO FARE?
Posso esercitare una professione per la quale prima non ero abilitato?
Posso presentarmi in un altro Paese e avere automaticamente riconosciuta quella qualifica?
Posso partecipare a un concorso grazie a quel titolo?
Mi dà punteggio?
Quale concorso? Quale bando?
È riconosciuto da una Pubblica amministrazione?
NON CREDETE A QUESTO POST. VERIFICATE VOI STESSI.
Davvero.
Non fidatevi neanche di noi.
E non fermatevi alle locandine degli altri.
Andate sui siti ufficiali.
Leggete Certification Guidelines, Regulations, Membership, Fees e condizioni delle licenze.
Controllate chi rilascia cosa.
Controllate cosa significa realmente Gold.
Controllate cosa significa EQF.
Controllate cosa disciplina realmente la ISO/IEC 17024.
Controllate costi, registrazioni e rinnovi.
E soprattutto cercate quale effetto concreto abbia il titolo che state per acquistare.
Perché noi, invece di dire:
“DIFFIDATE DEGLI ALTRI”
preferiamo dire:
DIFFIDATE DEGLI SLOGAN.
PRIMA VERIFICATELI.
La formazione seria non ha bisogno di confondere privato con pubblico, europeo con Unione Europea, internazionale con abilitante all'estero, o una classificazione interna con un riconoscimento istituzionale.
La formazione seria spiega.
Anche i limiti.
Soprattutto i limiti.
Perché chi paga per costruire il proprio futuro ha diritto a qualcosa di più di una parete piena di loghi.
Ha diritto di sapere esattamente cosa sta comprando.
I loghi impressionano.
Le sigle fanno scena.
I documenti, invece, spiegano cosa c'è davvero dietro.
UNA COSA, PERÒ, VOGLIAMO DIRLA MOLTO CHIARAMENTE.
A noi non interessa screditare il lavoro degli altri.
Anzi.
Rispettiamo chi opera in questo settore da tanti anni.
Rispettiamo l’esperienza, la storia, il lavoro fatto e le persone che hanno contribuito alla crescita del survival in Italia.
E continueremo a farlo.
Ma rispetto non significa stare zitti quando qualcuno decide di ti**re in ballo, direttamente o indirettamente, il lavoro degli altri.
Soprattutto utilizzando parole come “diffidate” e contrapponendo i propri riconoscimenti a quelli altrui.
Perché a quel punto il confronto cambia.
E se il confronto deve essere su normative, qualifiche, certificazioni, riconoscimenti sportivi, formazione professionale, valore dei titoli e reale spendibilità degli attestati, per noi non è assolutamente un problema.
È esattamente il terreno sul quale lavoriamo da anni.
Non improvvisiamo queste cose per fare una locandina.
Ci lavoriamo quotidianamente, insieme a professionisti ed esperti che conoscono questi settori e le relative normative.
Per questo, se qualcuno vuole aprire pubblicamente questo confronto, facciamolo pure.
Ma facciamolo fino in fondo.
DOCUMENTI ALLA MANO.
Niente slogan.
Niente “noi siamo certificati e gli altri no”.
Niente gare a chi mette più loghi.
Mettiamo sul tavolo attestati, regolamenti, statuti, riconoscimenti, accreditamenti, costi, rinnovi, requisiti e soprattutto cosa ogni singolo titolo permette realmente di fare.
E lasciamo che siano le persone a giudicare.
Perché forse qualcuno confonde il nostro essere relativamente nuovi con l’essere impreparati.
Sono due cose molto diverse.
Noi preferiamo
studiare.
aggiornarci.
costruire.
E soprattutto cercare soluzioni che offrano ai nostri allievi opportunità concrete, non semplicemente appartenenza.
Se questo significa arrivare prima su alcune cose, non abbiamo intenzione di chiedere scusa a nessuno.
E se questo dà fastidio, PROBLEMA VOSTRO
Quindi un consiglio semplice: non trasformiamo la formazione in una gara a chi scredita per primo.
Perché se qualcuno decide di portare il confronto sul terreno tecnico, NOI CI SIAMO anzi, ci invita a parlare proprio degli argomenti che conosciamo meglio.
Con una differenza:
NON CHIEDIAMO A NESSUNO DI CREDERCI SULLA PAROLA.
Pubblicheremo documenti.
Indicheremo le fonti.
Spiegheremo cosa significa ogni riconoscimento.
Diremo cosa permette di fare.
E diremo anche cosa NON permette di fare.
Perché per noi la parola più importante non è “Gold”.
Non è “Europeo”.
Non è “Internazionale”.
È:
TRASPARENZA.
Poi saranno gli allievi a scegliere.
Noi rispettiamo la storia di tutti.
Ma pretendiamo lo stesso rispetto per il nostro presente e per quello che stiamo costruendo.
E vogliamo aggiungere un’ultima cosa.
Noi non consideriamo le altre realtà del settore dei nemici.
Al contrario, siamo sempre disponibili al confronto e anche alla collaborazione con scuole, associazioni, federazioni e professionisti quando ci sono competenza, serietà e rispetto reciproco.
Crediamo che esperienze diverse possano arricchirsi a vicenda e contribuire alla crescita di tutto il settore.
La nostra porta è aperta a chi vuole costruire, confrontarsi e collaborare.
Perché alla fine non deve vincere una scuola, una federazione o un’associazione.
Devono vincere gli allievi, la qualità della formazione e la libertà di scegliere.