17/08/2026
SELLATA-PIERFAONE: LA MONTAGNA NON SI DIFENDE BLOCCANDO IL FUTURO
Abbiamo letto con attenzione le osservazioni e le critiche rivolte in questi giorni al progetto di riqualificazione del comprensorio Sellata-Pierfaone.
Come Scuola Sci Sellata crediamo che il confronto sia sempre positivo, soprattutto quando riguarda la nostra montagna.
Ma proprio perché viviamo questo territorio da decenni, riteniamo necessario riportare la discussione su un piano di realtà e non su contrapposizioni politiche o slogan.
Nessuno di noi vuole una montagna devastata.
La Sellata è casa nostra e siamo i primi ad avere interesse affinché rimanga bella, viva e rispettata.
Ma siamo altrettanto convinti che tutelare la montagna non significhi necessariamente lasciarla immobile.
Il progetto presentato dalla Regione non consiste semplicemente nella realizzazione di una pista sintetica.
Parliamo di un intervento complessivo da 8 milioni di euro che comprende il potenziamento della seggiovia, una pista sintetica di circa 480 metri, quattro aree di parcheggio – compresa un’area camper – percorsi pedonali, strutture accessibili, interventi di sicurezza e sistemazione idrogeologica e, in una seconda fase, la riqualificazione dell’area a valle. (Regione Basilicata)
L’obiettivo è preciso:
fare in modo che Sellata-Pierfaone non sia una località frequentata soltanto quando nevica, ma una montagna capace di vivere 365 giorni all’anno.
E per una Scuola Sci questo significa una cosa importantissima.
Significa poter continuare a insegnare lo sci ai bambini anche quando le condizioni meteorologiche non permettono di farlo sulla neve naturale.
Significa permettere agli sci club di allenarsi.
Significa creare nuove opportunità per il turismo sportivo.
Significa portare famiglie, ragazzi e visitatori sulla montagna anche in primavera, estate e autunno.
Significa creare lavoro e dare una prospettiva agli operatori che da anni cercano di mantenere vivo questo territorio.
La destagionalizzazione non è una moda: è una necessità.
Il cambiamento climatico ha già modificato profondamente la montagna appenninica. E chi, come noi, lavora sulla neve lo vede ogni anno.
Per questo crediamo che avere una struttura che permetta di praticare attività sportive anche in assenza di neve naturale possa essere uno strumento per adattarsi al cambiamento, non per negarlo.
E GLI ALBERI?
È giusto parlarne.
Se ci sono alberi che devono essere rimossi per realizzare le opere, devono essere individuati, quantificati e gestiti secondo le autorizzazioni e le prescrizioni degli enti competenti.
La tutela ambientale deve essere garantita. Su questo non abbiamo dubbi.
Ma non riteniamo corretto far passare automaticamente qualsiasi abbattimento necessario alla realizzazione di un’opera autorizzata come sinonimo di “devastazione della montagna”.
Esistono differenze tra un disboscamento indiscriminato e un intervento puntuale inserito all’interno di un progetto sottoposto alle procedure ambientali previste.
E c’è anche un altro aspetto del quale, stranamente, si parla molto meno.
Durante l’inverno, proprio in quota, la calaverna ha provocato la caduta di numerosi alberi.
Chi frequenta realmente la Sellata lo ha visto con i propri occhi.
Alberi spezzati, abbattuti dal peso del ghiaccio e dalle condizioni meteorologiche.
Eppure, davanti a questi fenomeni naturali, non abbiamo assistito allo stesso clamore.
Questo non significa che un albero da abbattere per un’opera pubblica non debba essere considerato.
Significa semplicemente che la realtà ambientale di una montagna è molto più complessa di una fotografia di un albero tagliato.
La montagna è un ecosistema dinamico, sottoposto a neve, ghiaccio, vento, siccità, cambiamenti climatici, dissesto e fenomeni naturali.
Ed è proprio per questo che bisogna ragionare con competenza, non con slogan.
SULLA PISTA SINTETICA
Definirla semplicemente come una “replica artificiale dell’esperienza alpina” significa, a nostro avviso, non comprenderne la funzione.
Una pista sintetica non serve soltanto a far sciare i turisti ad agosto.
Serve soprattutto a creare una struttura permanente per la pratica dello sci.
Per noi significa poter avviare bambini allo sci, allenare ragazzi, organizzare attività sportive, lavorare con gli sci club e mantenere viva la cultura dello sci anche nei periodi in cui la neve naturale non è presente.
E questo può significare una cosa ancora più importante:
avvicinare nuove generazioni alla montagna.
Perché un bambino che impara a sciare sulla Sellata è un bambino che impara a conoscere, rispettare e amare la montagna.
LA MONTAGNA NON È UN MUSEO
Siamo d’accordo su una cosa fondamentale: qualsiasi intervento deve essere realizzato con rispetto per l’ambiente.
Ma non condividiamo l’idea che l’unico modo per proteggere la montagna sia non fare nulla.
Una montagna abbandonata non genera necessariamente tutela.
Una montagna vissuta, controllata, frequentata, curata e resa accessibile può invece diventare una risorsa per il territorio.
Il progetto prevede anche interventi di sicurezza idrogeologica e infrastrutture che possono migliorare la fruibilità dell’area. (Regione Basilicata)
E soprattutto mette in campo un investimento importante su un territorio che per troppo tempo ha rischiato di rimanere fermo.
Noi non siamo politici.
Non siamo un’associazione ambientalista.
Siamo maestri di sci.
E il nostro punto di vista nasce da decenni trascorsi su questa montagna, con gli sci ai piedi, insieme ai bambini, alle famiglie, agli sci club e a tutti coloro che hanno imparato ad amare il Sellata.
Per questo diciamo sì alla riqualificazione.
Ma diciamo anche sì alla massima attenzione ambientale.
Sì alla trasparenza.
Sì al controllo.
Sì al rispetto delle autorizzazioni.
Sì alle compensazioni dove previste.
E soprattutto sì a un progetto che permetta alla montagna di avere un futuro.
Perché la vera domanda non dovrebbe essere “pista sintetica sì o no?”.
La vera domanda è:
vogliamo che Sellata-Pierfaone continui a vivere oppure vogliamo lasciarla lentamente morire?
Noi abbiamo scelto.
Vogliamo una Sellata viva.
Una Sellata accessibile.
Una Sellata sostenibile.
Una Sellata 365 giorni all’anno.
E continueremo a lavorare perché le prossime generazioni possano vivere questa montagna almeno quanto l’abbiamo vissuta noi.
La montagna va rispettata.
Ma soprattutto va amata.
E chi ama davvero la montagna vuole darle un futuro.