12/09/2025
Il termine Yoga deriva dalla radice sanscrita yuj (युज्) con il significato di “unire”, “aggiogare”, “legare”: attraverso la pratica liberare la coscienza e unirla alla beatitudine infinita dello Spirito. Cosa significa davvero volersi unire all’Assoluto? Se davvero aspiriamo a quest’unione e non vogliamo ricadere in una forma di irresponsabile materialismo spirituale, necessariamente la ricerca spirituale non potrà limitarsi ad una visione solipsistica e autoreferenziale, ma dovrà includere uno sforzo soggettivo di riconciliazione con l’Altro che è parte dello Spirito. In quest’Oceano di eternità Tu esisti insieme a me, senza che vi sia alcun tormento, alcun addio, alcun antagonismo.
Cos’è questo pungente desiderio di rifugiarmi dentro di me nell’oceano del Tutto se non sono disposto a riconoscere che anche Tu ne fai parte?
Fra i tesori più preziosi che il Buddhismo mi ha donato c’è sicuramente la più profonda consapevolezza che non può esservi yoga, o qualsivoglia spiritualità, dove sia assente uno sforzo continuo verso la Compassione, un’istinto di voler pacificare e integrare fra loro le galassie delle individualità coscienti.
La vera Saggezza è amante della Compassione e del desiderio di beneficare tutti gli esseri viventi (Bodichitta).
La potenza e universalità del pensiero Buddhista sta nel fatto che non pretende da noi alcuna fede cieca, ma solamente ci chiede di esplorare noi stessi, di inoltrarci al di là dell’Ignoranza della nostra Sofferenza e di conoscere la realtà della nostra mente: se con onestà guarderemo nel fondo di noi stessi incontreremo gli altri e solo allora potremo sperimentare la vera Felicità.
Se la ricerca spirituale non apre il cuore alla Fratellanza e alla Compassione resta solo masturbazione metafisica e vanagloria.
Grazie Dharamsala, grazie India, tra le tue terre vivono un popolo ed una cultura di straordinaria bellezza.
Om Mani Padme Hum
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