13/05/2026
Kristiansund -> Måløy
Ovviamente, ogni volta che ho fretta di macinare miglia verso sud, ho sempre la sensazione di trovarmi nel posto sbagliato: mai con il vento giusto, mai nel momento giusto per una navigazione ideale. Così mi ritrovo continuamente a rincorrere le condizioni “perfette”.
Avevo fretta di superare Statt, il promontorio più occidentale della Norvegia, perché dall’altro lato sembra finalmente esserci il vento favorevole dopo tre settimane di bolina quasi ininterrotta. Ma prima di Statt c’è un altro punto delicato: Hustadvika, 30 miglia di scogli in mare aperto.
Dopo due giorni di attesa a Kristiansund, lasciando passare una depressione, parto alle 3:30 del mattino. Vento contro e mare già formato, ma riesco a superare Hustadvika con tutti i suoi scogli, più o meno nascosti e più o meno segnalati. Almeno il cielo è azzurro, con qualche cumulo che mi fa ve**re nostalgia del parapendio.
Le uniche ore davvero piacevoli della tappa sono nel fiordo di Ålesund: mare piatto e 6 nodi di media, sempre di bolina. Poi, uscendo dal fiordo e scegliendo la rotta esterna per doppiare il capo di Statt, il mare rinforza, il vento aumenta e arriva dritto in prua, fino a 20 nodi.
E così avanti, sbandato, con onda incrociata, per 12 ore fino alla meta: Måløy.
Totale navigazione: 27 ore e mezza.
Dopo il meritato riposo, salgo sulla collina che domina Måløy. In fondo, mi piace navigare, ma mi piace ancora di più vedere la terra. Per me il mare è un mezzo di connessione tra tutte le terre; ma la terra rimane sempre al centro di ciò che voglio vedere.