26/08/2026
🔵 1. Il vero obiettivo: gli spazi commerciali
Secondo l’articolo di Marco Azzi, al centro della richiesta del presidente del Napoli ci sarebbe soprattutto la volontà di recuperare spazi all’interno del Maradona per gli sponsor. Le aree normalmente occupate dagli striscioni dei gruppi organizzati verrebbero inserite in un progetto di “dressing” dello stadio in stile Champions League, da applicare anche alle partite di campionato.
In sostanza, l’idea sarebbe quella di avere un Maradona con una veste visiva e commerciale più controllata e uniforme, con maggior spazio per la comunicazione degli sponsor.
🔵 2. Il vertice in Questura e il “no”
La questione è arrivata ieri sul tavolo della Questura, ma la richiesta non sarebbe stata accolta nella forma più ampia. Il punto evidenziato nella ricostruzione è che si possono vietare gli striscioni non regolamentari, mentre imporre restrizioni generalizzate agli striscioni già autorizzati non sarebbe risultato giustificabile.
Quindi, ad oggi, non risulta un via libera al divieto totale degli striscioni dei gruppi organizzati.
🔵 3. De Laurentiis non sarebbe intenzionato a fermarsi
Secondo Repubblica, il presidente intenderebbe rivolgersi al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per portare avanti la questione. Questo è il particolare che fa capire come, almeno secondo la ricostruzione del quotidiano, la vicenda non sia affatto chiusa dopo il confronto in Questura.
🔵 4. Il gelo con gli ultrà nasce già da settimane
Il caso degli striscioni si inserisce in un rapporto già deteriorato. Repubblica aveva raccontato di tensioni tra De Laurentiis e i gruppi organizzati, con contestazioni e cori contro il presidente anche durante la trasferta di Genova. In precedenza c’erano state tensioni anche durante il ritiro, quando – secondo la ricostruzione del quotidiano – non si era concretizzato l’incontro che gli ultrà avevano cercato con la squadra.
🔵 5. Il paradosso del Centenario
Uno dei retroscena più significativi è proprio questo: poche settimane fa, durante le celebrazioni del Centenario del Napoli, i gruppi organizzati erano stati protagonisti di una grande manifestazione e di una sfilata autofinanziata. Eppure, subito dopo, il rapporto tra società e ultrà è tornato freddo.