15/01/2019
500 volte Nicola Giacomini.
Di Alberto “the Body” Picci
Oggi pensavo, evento raro, alle 500 presenze di Nicola Giacomini in maglia Sporting. I ricordi si sono fatti largo nella nebbia di troppi anni buttati in vizi. Tante? Poche? Il punto di vista, come sempre, è determinante. E allora mi sono affidato alle statistiche. Tanto per intendersi, Alessandro Del Piero in serie A ne ha fatte 478, Franco Baresi 470, Roberto Baggio 452. Ciro Ferrara ne ha fatte 500 ed è al 14° posto in questa speciale classifica. Meglio di Nicola, dunque, 13 giocatori ma 3 sono portieri. Gilardino, Bergomi e Rivera sono dietro l'angolo. Rimane il fatto che nessuno di loro sarebbe resistito tanto alle Acli. Nessuno di loro ha mai dovuto lavare le maglie dei gemelli Quinzii, comprare i calzettoni per i propri compagni con l'unico obiettivo di garantire un livello minimo di decoro e soprattutto pagare per giocare.
Ma c'è dell'altro. Rovistando nei meandri di Wikipedia con il permesso di Totó ho scoperto che 500 è un gioco di carte variante della briscola, è il titolo di un EP di Paolo Benvegnù del 2009, che poiché i morti della Battaglia di Dogali furono circa 500, piazze, vie e monumenti dedicati in Italia a tale battaglia usano pertanto il termine cinquecento. Se finissero in uno scatolone andrebbero sotto la voce Varie ed Eventuali. Le 500 presenze di Nicola, invece, sono un bene prezioso, un monito, una speranza ma anche uno specchio riflesso chi lo guarda è un fesso. Tolte le fisiologiche secrezioni corporee, sono certo di non aver avuto la costanza di fare niente che comportasse la fatica di 500 presenze. Neanche contarle. Come insegnano al Monteceneri, Nicola, da che mondo a che mondo, c'è chi puó e chi non puó. Tu, per fortuna, puó.
Ti vogliamo bene Nico. Anche se ne avessi giocata una sola.