Taiji Quan Gradignan - Philippe Grangé

Taiji Quan Gradignan - Philippe Grangé Enseignement des Arts Énergétiques et Martiaux Chinois : Taiji Quan (Taichi Chuan), Qi Gong, Bagua... Cours en salle et en extérieur.
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Philippe Grangé, professeur diplômé d'Etat (DEJEPS), 7ème duan en Taiji Quan (Taichi Chuan), 5ème Duan en Xingy et Pakua, 7ème dan en Aïkido est un passionné d'Arts Martiaux depuis l'âge de 15 ans. Il a vécu plus de 9 ans au Japon et séjourné de nombreuses fois en Chine pour parfaire son Art. N'hésitez pas à nous rejoindre pour découvrir et pratiquer le Taiji, le Qi-Gong, les armes... dans un pa

rc arboré et une ambiance chaleureuse. Cours collectifs et particuliers, débutants, confirmés, adultes et adolescents à partir de 13 ans. Séance de découverte gratuite. Au plaisir de vous faire partager nos Arts �

Dimanche 31 mai 2026, retrouvez nous au Prieuré de Cayac à 15h pour une démonstration de taichi et d’aikido. Au plaisir ...
26/05/2026

Dimanche 31 mai 2026, retrouvez nous au Prieuré de Cayac à 15h pour une démonstration de taichi et d’aikido. Au plaisir de partager nos Arts avec vous 😀

10/05/2026
Une bel échange ce matin en taichi inter-clubs à Biganos - École Philippe Grangé -Arts Martiaux Internes - au plaisir de...
10/05/2026

Une bel échange ce matin en taichi inter-clubs à Biganos - École Philippe Grangé -Arts Martiaux Internes - au plaisir de vous retrouver 😃 Merci à Biganos taichi pour votre votre accueil 😉

05/05/2026

C’est ce week end!

02/05/2026
02/05/2026

Retour sur notre stage de Taï Chi animé par Sébastien Cornaud, professeur au sein du club de Biganos Tai Chi.

Un moment de découverte et de partage très enrichissant autour de cet art martial axé autant sur la santé que sur le combat.

Merci à tous les participants pour cette session qui s’est déroulée, comme toujours, dans un cadre bienveillant et dans la bonne humeur ✨ 🍃

02/05/2026

IL CORPO DIMENTICATO

«Corpo. Corpo. Corpo. È curioso come normalmente, quando si è sani, quasi non ci si rende conto di averne uno e come si danno per scontate le sue funzioni. Basta ammalarsi, però, e il corpo diventa il centro della nostra attenzione; il semplice respirare, orinare e “l’andare di corpo”, come dicevano i vecchi, diventano fatti essenziali che determinano gioia o dolore, che fanno insorgere sollievo o angoscia»
(Tiziano Terzani)

Nelle parole semplici ed ironiche di Terzani (nella foto) – grande giornalista, scrittore, profondissimo conoscitore dell’Oriente – viene espressa una verità incontrovertibile: “noi non abbiamo una piena e costante consapevolezza del nostro corpo”. Ce ne dimentichiamo spesso (e volentieri) e ci accorgiamo di averne uno solo quando… “qualcosa non va”. La percezione del corpo si rivela allora prepotentemente, a causa di un malore, di un dolore, di un fastidio di qualche tipo.

Quando funziona bene, il nostro corpo viene quasi dimenticato, solo perché è rimasto "silenzioso”.
Non appena però giunge un malessere, per quanto banale o passeggero, nella nostra mente scatta prepotentemente un allarme che non possiamo ignorare. Improvvisamente, allora, ci ricordiamo che – per incuria, negligenza o pigrizia – abbiamo trascurato (o "maltrattato") il nostro corpo.

Bisogna comunque comprendere che "stare bene" ("veramente bene") è qualcosa di diverso dal semplice "non essere malati".
La salute, come va ripetendo anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è infatti "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. In ogni caso, ancor prima di pensare al benessere mentale e sociale, preoccupiamoci di quello… “corporale”.

Cerchiamo quindi di ricordarlo sempre, ancor prima che quel corpo, di cui spesso ci scordiamo, ci avverta della necessità di dover “essere riparato”.
D'altronde, noi sappiamo benissimo che prendersi cura del corpo vuol dire essere consapevoli di alcune semplici cose, quasi banali: consideriamo quindi la qualità di ciò che mangiamo e di quel che beviamo; che aria respiriamo; qual è la quantità e la qualità del sonno che ci concediamo e, infine, ma non meno importante, con quale attività fisica assicuriamo al nostro corpo la capacità di mantenersi nel tempo sano, efficiente e vigoroso.

02/05/2026

IMITARE O COMPRENDERE?

Nessuno può negare che le discipline marziali siano nate per uno scopo essenzialmente “concreto”, e cioè: acquisire abilità nel combattimento.
Ma se il loro senso viene limitato al raggiungimento di una capacità essenzialmente “pratica”, è esagerato definirle... "Arti". Ci si dovrebbe limitare a chiamarle “tecniche di autodifesa” o “sistemi di combattimento”.
Se le chiamiamo “arti marziali”, dobbiamo intenderle come tutte le altre arti (la musica, la pittura, la danza...), cioè: come attività umane in cui – facendo ricorso a uno specifico complesso di tecniche e metodi – si trova la possibilità di esaltare il proprio talento e realizzare la propria personalissima capacità espressiva.

Se osserviamo quello che succede di solito nelle palestre ci accorgiamo che, nella maggior parte dei casi, gli allievi non fanno altro che "copiare" i movimenti dell’insegnante.
Questo genere di approccio, basato sulla mera imitazione, conduce a una riproduzione meccanica e standardizzata di movenze e gesti. Non è detto, però, che si riesca a comprenderne il senso più ampio e profondo.

Spesso i principi originari di un'arte marziale non vengono adeguiatamente approfonditi. La loro trasmissione – alquanto parziale – avviene attraverso il ricorso a... slogan, trite parole d'ordine che ne comunicano soltanto un senso superficiale; mentre le profonde intuizioni e la saggezza che i maestri del passato hanno profuso nelle forme e nelle tecniche da loro create o perfezionate, finiscono per perdere ogni vitalità, per diventare sterili modelli fissi e ripetitivi.
Lo studio di una disciplina, non importa quale (vale anche per la musica, la danza o la matematica), non si basa solo sul “saper fare”, ma anche (e forse soprattutto) sul “sapere”, e il sapere nasce esclusivamente dal “comprendere”... fino in fondo.

Il comprendere è un processo cognitivo in continuo divenire e, purtroppo, è sempre parziale; si accresce di continuo ma non può essere mai considerato come una condizione fissa e definitiva.
A volte – seppur raramente – è possibile che a un piccolo passo in avanti possa seguire un prodigioso balzo, frutto di un eccezionale lampo di intuizione. Il più delle volte la comprensione si sviluppa, però, lentamente – seppur continuamente –, attraverso una pratica assidua ma anche grazie a una prodonda riflessione, non dando mai nulla per scontato o per "assodato".

La comprensione è una lama che deve essere costantemente affilata, è una freccia resa sempre più dritta e acuminata, che punta in maniera sempre più precisa in direzione della Verità, e dentro la Verità – quella di un'arte marziale – non vi sono soltanto tecniche potenti o elusive movenze... c'è tanto altro ancora.

Dimanche 10 mai, venez découvrir le taichi à Biganos 😀
02/05/2026

Dimanche 10 mai, venez découvrir le taichi à Biganos 😀

10/11/2025

Stage ouvert à tous pratiquants, tous niveaux.

Adresse

Parc De La Tannerie 141 Rue Croix De Monjous
Gradignan
33170

Heures d'ouverture

Lundi 18:30 - 21:00
Mardi 10:00 - 11:00
18:30 - 19:30
Mercredi 18:30 - 19:30
Jeudi 10:00 - 11:00
18:30 - 21:00

Téléphone

+33668444140

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