29/08/2026
E perché si va in bici in montagna? Esattamente per lo stesso motivo per cui uno ci va a piedi o come riesce o può , la montagna è un richiamo, a salire, a scendere, a faticare, a sognare, a divertirsi, a guardar lontano, a salire in cima pensando di essere forte, per arrivare su e sentirsi piccolo piccolo di fronte a tanta forza, tanta potenza.
La montagna non si sfida, lei non si cura di te, anche se sa essere accogliente, ma anche molto scorbutica, lunatica, imprevedibile.
Ti accoglie con le sue piante, i suoi frutti, ti ammalia con i suoi colori, con i suoi paesaggi, per poi ricordarti in un secondo il microbo che sei e rimetterti al suo posto.
C’è qualcosa di estetico nel salire in montagna, come nello scendere per noi in mtb, ogni gesto atletico ha qualcosa di estetico e per esserlo va fatto bene, come guardare uno scalatore appiccicato su una parete, come un corridore in pista, guardandoli fanno sembrare quegli sforzi facili per chi li guarda, ma solo chi ci ha provato sa quanta fatica e tempo ci vuole per far sembrare un gesto tecnico facile!
Anche scendere da una montagna in bici è così e far sembrare facili alcuni percorsi è un gesto tecnico e atletico, che impone tanta fatica e dedizione! Noi le nostre bici ce le portiamo in spalla fino dove poi ci sembra possibile scendere, da lì si cambia assetto e ci si prova!
Zó de lè! VDA 2026 primo giorno, col Basei e col Rosset da e per il rifugio benevolo.