21/03/2017
“Mancava qualche giorno al Clásico con il Real Madrid, Dinho mi telefonò a casa in piena notte. Risposi e mi disse:
«Andrés, lo so che sono le 3 del mattino, ma devo dirti una cosa.
A giugno vado via. Mio fratello si sta mettendo d’accordo con il Real…
Sono cifre incredibili, non posso dire di no… Tu sei giovane puoi capirmi.
Mi raccomando però non dire nulla nello spogliatoio e alla società, non tradirmi, mi fido di te più di chiunque altro. Notte Andres».
Non mi diede il tempo di parlare, attaccò subito il telefono.
Il giorno dopo eravamo sul campo ad allenarci e sentivo intorno uno strano silenzio. Tutta la squadra era strana, coccolavano Dinho come mai prima.
Arrivò il giorno del Clásico e negli spogliatoi del Santiago Bernabeu, Dinho prese parola dicendo:
«Ragazzi, oggi giochiamo una partita importante, questi sono forti, ma in questi giorni ho scoperto che siamo come una famiglia. Ho chiamato tutti voi in piena notte dicendo che sarei andato via a giugno, ma nessuno di voi ha parlato».
Si era trattato di tante telefonate motivazionali, che per Ronaldinho avevano un fine ben preciso:
«Dopo questa cosa, ho capito che siamo disposti tutti a morire dentro pur di non tradirci. Io rimarrò qui per molti anni ancora. Ora usciamo in campo e andiamo ad insegnare calcio a questi di Madrid».
Quella sera fece una doppietta, è tutto il Bernabeu si alzò in piedi ad applaudirlo. Anche questo era Ronaldinho”.
(Andrés Iniesta)
Compie oggi 37 anni Ronaldo de Assis Moreira, per tutti Ronaldinho.
Feliz aniversário.