30/09/2026
*LUIGI, 90 ANNI* - "L'ultimo Azzurro"
Ho 90 anni. Ho consumato le ginocchia dietro a un pallone.
Ho visto l'Italia in bianco e nero e a colori. Ho visto Rivera e Riva, Paolo Rossi che piange a Madrid, Baggio che sbaglia e chiede perdono a tutta Italia.
E poi ho visto Berlino. 9 Luglio 2006. Germania, in casa loro.
Noi eravamo in 60 milioni per le strade di Francoforte, di Milano, di New York. Operai, professori, muratori. Tutti ubriachi della stessa cosa: l'orgoglio di essere italiani. Per una notte eravamo una potenza. Non economica. Morale.
Poi, il buio.
2010: a casa.
2014: a casa.
2018: non ci andiamo neanche. La prima volta in 60 anni. Una vergogna che non era mai successa.
2022: di nuovo a casa a guardare gli altri.
2026: siamo qui a sperare di qualificarci come se fossimo il Lussemburgo.
A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre, diceva Andreotti. E io che di peccati ne ho visti tanti, mi chiedo: è normale?
Com'è possibile che l'Italia, che siede al G8, che ha 4 stelle sul petto, che ha inventato il calcio, sparisca così?
Io la mia idea ce l'ho e non è calcistica.
A un popolo togli prima il lavoro, poi gli togli la festa, poi gli togli l'inno. Gli lasci un divano, un sussidio e uno spritz annacquato alle 17:00. E quel popolo non si incazza più. Non sogna più. Non si sente più forte. Si sente assistito.
Un popolo che non sa più vincere insieme, accetta di perdere da solo.
Io ho 90 anni. Non chiedo di vedere un altro Mondiale. Chiedo di vedere mio nipote alzare le braccia al cielo una volta, una sola, e urlare ITALIA con le lacrime agli occhi, come ho fatto io. Per capire cosa gli hanno tolto.
*GIGGINO, 20 ANNI* - "Generazione Divano"
Io sono Giggino. Ho 20 anni nel 2026.
Il 2006 di mio nonno Luigi non l'ho vissuto. Io ero nella culla.
Io ho vissuto solo questo:
PlayStation, divano, esclusi. Divano, PlayStation, esclusi.
Non so cosa vuol dire l'Inno cantato da 60 milioni di persone. Io l'Inno lo sento solo quando gioca l'Under 21 e perdiamo pure con loro.
I miei amici ed io siamo la generazione dell'attesa. Aspettiamo il reddito, aspettiamo un lavoretto, aspettiamo che finisca l'aperitivo per iniziarne un altro.
Alle 17:00 ci troviamo tutti. Spritz. Grande invenzione. Costa poco, ti ubriaca poco, ti fa dimenticare molto. È la nostra Champions League. La nostra unica coppa.
Nonno dice: "Vi hanno castrato l'orgoglio".
Forse ha ragione.
Perché quando avevo 12 anni e l'Italia non andava al Mondiale, non ho pianto. Ho cambiato canale e ho tifato Francia. Come un co****ne. Perché non sapevo nemmeno che si potesse soffrire per una maglia.
Un ragazzo che non ha mai esultato per la sua Nazione, per cosa esulta? Per un bonus? Per un click? Per un like?
Noi non siamo pigri. Siamo vuoti. Ci hanno lasciato vuoti.
Non voglio il reddito di cittadinanza. Voglio una c***o di notte come quella del 2006 che non ho vissuto. Voglio stare in mezzo a una piazza piena e abbracciare uno che non conosco e piangere perché siamo campioni del mondo.
Voglio smettere di bere spritz per dimenticare. Voglio bere per festeggiare.
Nonno, riportami l'Italia.
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