11/05/2020
Siamo nati per camminare.
Chi ha inventato la scala mobile doveva essere un pazzo.
Gente che va su e giù per scale mobili, negli ascensori, in automobile per fare pochi metri, aprono le porte dei garage con un pulsante.
Poi vanno in palestra a smaltire il grasso.
La nostra società cammina poco. Non parlo di economia ma dello stile di vita di gran parte delle popolazioni occidentali.
Si vive il paradosso della riduzione al minimo di ogni movimento, salvo poi dedicarsi ad un attività fisica indotta, artificiale, in definitiva un non movimento.
L’assenza del camminare può diventare anche una questione medica: obesità, diabete, problemi cardiovascolari. Nemici di un’intera generazione condannata alla sedentarietà.
E anche la nostra mente rimane immobilizzata. Se è vero, come si dice, che siamo quello che viviamo sul sentiero della nostra vita, stiamo allora rischiando di diventare “niente” preferendo esperienze virtuali alla vita vera. Allontaniamo le persone vicine per scambiare opinioni e pareri attraverso le app e la sezione commenti.
L’essere umano è un animale sociale, la nostra mente forma ricordi grazie ad un infinita combinazione di fattori, come l’emozione di un contatto, un raggio di sole sulla pelle, parlare con un anziano e rispettare i suoi ricordi.
Aprite la porta, uscite, camminate. Combattete contro l’assenza di umanità e di socialità.
Lo so, ora state pensando “io posso anche camminare un metro di più, un chilometro di più, ma non cambierò il mondo”.
Si incomincia a salvare il mondo un passo alla volta. Salvando una persona alla volta.
Voi provate, male che vada avrete arricchito voi stessi.