13/05/2020
Cala dell’oro ha un nome suggestivo.
Viene fatto risalire a leggende di tempi passati, quando le navi dei pirati facevano sosta in questa cala per fare provvista di acqua, nascondere a terra i tesori predati e sferrare, da questo luogo riparato, gli attacchi alle navi mercantili che passavano al largo. Ad essere associate a questa località sono le leggende sul pirata turco Dragut, detto “Spada vendicatrice dell'Islam” ammiraglio e corsaro Ottomano e vecchio nemico di Andrea Doria e dei rapallini.
Anche le epoche successive videro un rapporto tra la cala ed attività criminose. Molti decenni or sono si conduceva in questa zona un’attività di contrabbando, in barca dalla Corsica. Le merci pregiate, si*****te, risalivano per questa valle negli zaini di chi faceva del rischio e dell’astuzia il suo mestiere. Inevitabilmente le contromisure della Guardia di Finanza portarono dei controlli ponendo un presidio, una torretta proprio a ridosso della cala.
Tra le leggende più suggestive vi è quella che vuole i resti del San Giovanni conservati nella chiesa di San Michele a Ruta appartenessero in realtà ad un eremita vissuto, per maggior gloria a Dio, nella locale grotta dell’Eremita o del Romita, popolare punto di immersione per gli appassionati di subacquea.