16/01/2017
"Inverno del '98, Marco aveva appena vinto Giro e Tour, ci troviamo in pizzeria a Cesenatico io, lui e alcuni amici suoi che non ne sapevano assolutamente nulla di ciclismo.
Allora cominciamo a parlare e questi amici parlando di Pantani dicono: "Adesso che ha vinto Giro e Tour, ci aspettiamo che vinca anche la Milano-Sanremo".
Io saltai su e dissi: "Guardate, Pantani non può vincere la Milano-Sanremo perché le salite..sì..ci sono, ma sono ridicole, addirittura rischia di farsi staccare da corridori specialisti in quelle corse".
Pantani ascoltava, non disse una parola e quindi noi andammo avanti per mezz'ora con questi discorsi: io dicendo che non poteva vincere la Sanremo; questi che, invece, sostenevano che Pantani potesse vincere anche la Sanremo.
Lui non disse una parola, ascoltava però molto attentamente e a un certo punto io, per chiudere il discorso, dissi:
"Guardate..se Pantani vince la Milano-Sanremo, gli regalo un appartamento che ho a Cesenatico".
Il discorso finisce lì, eravamo a dicembre '98.
Milano-Sanremo, 1999, io commentavo la corsa e a un certo punto dall'elicottero vedo uno che scatta ed era maglia gialla..ho aspettato cinque secondi perché non pensavo fosse Pantani e dico: "Ma è Marco Pantani?!"
Scatta Pantani sulla Cipressa, e c'ho pensato al mio appartamento!
Stacca tutti, poi viene raggiunto da Bartoli, fanno la discesa, poi vengono raggiunti e finisce tutto lì.
Comunque lui c'aveva provato, aveva in testa questa Sanremo.
Pantani non chiamava mai nessuno. Dopo quaranta minuti dalla fine della corsa, mi squilla il telefono. Era Pantani.
Mi disse solo: "Hai avuto paura del tuo appartamento?" (Davide Cassani su Marco Pantani, ma che ve lo dico a fare...)