15/11/2020
Oggi è stata la giornata che ha decretato i campioni del mondo delle classi regine ma ha offerto anche molto altro come conferme, ritorni e belle sorprese.
Iniziamo da lui, lo schiacciasassi, la leggenda o per dirla alla Marvel, l’ineluttabile Lewis Hamilton; ha non c’erano più dubbi sul fatto che avrebbe vinto il 7º titolo ma l’ha fatto vincendo una gara che per una volta non lo vedeva lontanamente tra i favoriti. Ecco oggi ha dimostrato un’altra volta la sua grandezza, in grado di aspettare il momento giusto, rimanere calmo senza strafare come Verstappen e poi sfoderare la sua incommensurabile velocità.
Poi c’è la sorpresa Joan Mir; nessuno all’inizio avrebbe mai puntato un euro su di lui forse nemmeno lui stesso. Costanza incredibile con ben 7 podi, vittoria al momento perfetto e infine titolo, che mancava in cada Suzuki dal 2000 con Kenny Roberts jr.
Oggi c’è stata anche una conferma, quella di Franco Morbidelli; gara da vero martello resa più difficile sta volta da un sempre più presente Jack Miller con cui mette in scena un duello all’ultimo giro bellissimo e gestito da vero campione. Se non fosse stato per quei 3 dnf per problemi tecnici probabilmente staremmo parlando di un altro campionato e un altro campione ma la storia non si fa con i se e con i ma. Tuttavia è il primo tra le Yamaha, con la moto del 2019, e 2º nel mondiale, chapeau.
Infine c’è Sebastian Vettel; prima che il pilota, meraviglioso in partenza con una Ferrari disastrosa con le gomme full wet, c’è l’uomo, il signore, la splendida persona. I suoi errori li ha fatti in passato è vero (anche la Ferrari) ma ha sempre dimostrato amore, passione e rispetto per la Ferrari e ciò che rappresenta. Il primo gesto che ha fatto è stato quello di andarsi a complimentare con Lewis, grande rivale e con cui ha inequivocabilmente segnato un decennio di F1, poi ha ringraziato tutta la Ferrari e i tifosi i quali troppo spesso passano dall’amore all’odio nei suoi confronti. Può piacere o meno come pilota ma come persone e incontestabile, grazie.