Storie a capitoli volley

Storie a capitoli volley Pagina creata il 12/04/2013
Siamo due admn: MARI e FEDE
Siamo le ideatrici dello striscione esibito per la final6 di WL: NON ESISTE SOLO IL CALCIO.

siamo due ragazze che amano giocare a pallavolo e che amano questo sport. speriamo di farvi divertire con tante FF. vi terremo anche informati sui vari campionati, sulla nazionale e altro ancora. IN QUESTA PAGINA A DIFFERENZA DI ALTRE NON CI SONO FF FATTE DA BM MA DA PERSONE A CUI PIACE SCRIVERE E SI DIVERTONO A RACCONTARE STORIE DI QUESTO GENERE CON COME PROTAGONISTI DEI PALLAVOLISTI.


- Mari
- Fede

Epilogo " Mamma! Ratto non mi lascia in pace! " sospiro abbassando lo schermo del mio portatile." Evelyn, quante volte d...
26/07/2017

Epilogo

" Mamma! Ratto non mi lascia in pace! " sospiro abbassando lo schermo del mio portatile.

" Evelyn, quante volte dovrò ripeterlo? Non chiamare tuo fratello Thomas ratto. " cantileno attraversando il corridoio.

" E tu, Thomas, hai diciassette anni. Trovati una ragazza. " entro nella stanza di Evelyn e la trovo intenta ad arrampicarsi sulle spalle del fratello che rovista tra le sue cose.

" As***le breed! Take out your fu***ng hands off my fu***ng bag! " strilla colpendogli la schiena con i pugni chiusi.

" Evelyn! Regola i termini.
E tu Thomas, non toccare le cose di tua sorella se non vuoi che ti vieti di uscire di casa per i prossimi due mesi " Thomas lascia perdere la borsa di sua sorella e si aggiusta la maglia stropicciata.

" Mamma, stasera esco con Meghan. " annuncia mentre faccio per uscire.

" Megan Myers? Quella che passa da un letto all'altro come se fosse uno sport a livello agonistico? " Thomas fulmina Evelyn con lo sguardo.

" Spero tu abbia usato i preservativi. " ride Evelyn provocando suo fratello.
Sospiro, perché devono crescere così in fretta?

" L'auto non te la darò, Thomas. " sento Evelyn scoppiare a ridere.
Questa ragazza sa essere molto perfida con suo fratello.

" Ma mamma! Perché lei può passare la notte da Caleb? I suoi sono anche fuori città per lavoro! "

" Che cosa?! " urlo spostando lo sguardo su Evelyn.
Ha smesso di ridere ed è completamente sbiancata.

" Mamma io... " prova a giustificarsi ma la blocco subito. " Tu cosa? Dio Evelyn ma cosa ti dice la tesa? Quel tipo ha vent'anni! Va al college! " strillo furiosa.

" Fuma ma*****na e beve fino a collassare! " Thomas mi affianca tenendo le braccia incrociate sul petto.

" Non sono più una bambina mamma! Decido io chi frequentare o meno! " afferma alzandosi di scatto.

" O chi portarti a letto. " borbotta Thomas facendomi innervosire ulteriormente.

" Vai in camera tua Thomas, stasera non esci. "

" Cosa? No! Vedo Meghan stasera " lo correggo " Non vedi Meghan, stasera. " Thomas non controba***re e va in camera sua sbuffando.

Chiudo la porta e mi siedo ai piedi del letto.

" Hai quindici anni, Evelyn " lei cammina avanti e indietro morendosi le pellicine " pensa a divertirti con le tue amiche, allo studio, a cosa vorrai fare da grande.
L'amore, se arriverà bene. " si siede accanto a me.

" Ma non amare qualcuno solo perché fa figo, ha l'auto o ha un bel visino. " le sposto una ciocca di capelli dietro l'orecchio " Pensa a costruire una tua dignità. Affronta la vita Evelyn! Vivila senza vergogna. Vivi la tua vita senza rincorrere stupidi stereotipi. "

" Non sto con lui per uno stupido capriccio.
Io lo amo, mamma.
Non credo di poter affermare con certezza di conoscere l'amore.
Ma quando sto con lui provo un qualcosa di straordinario. " sospira torturandosi le dita.

" Se scopro che tocchi un qualsiasi tipo di droga prima ti lego in cantina, poi ti costringo a vedere una serie di documentari che ti illustreranno cosa succede ai tuoi organi se fumi, fai abuso di alcool o altre schifezze. " affermo seria.

" Quindi posso continuare a vederlo? " domanda lei speranzosa.

Annuisco stropicciandomi il viso con le mani.

" Ma non dormirai più da lui.
E non starete più da soli a casa sua." Evelyn mi abbraccia forte.
Spero di non star sbagliando tutto con lei e Thomas.

" Hey, tesoro! Sono a casa! " urla Filippo dal piano di sotto.

Lo raggiungo in cucina e vedo che sta sistemando una bottiglia di champagne in frigo.

" Hey, com'è andata la giornata? " gli domando appoggiandomi allo stipite della porta.

" Bene, i ragazzi hanno giocato benissimo. " mi raggiunge e mi circonda i fianchi con un braccio.

" Beh, hanno un ottimo coach. " affermo prima di baciarlo.

" Perché lo champagne? " chiedo confusa.

" Ma come, Mia! Oggi è il nostro anniversario. " mi copro la bocca con una mano e sgrano gli occhi.

" Oh Dio, Filippo... scusami. " mi maledico mentalmente.

" Di solito sono io quello che scorda gli avvenimenti importanti. " scherza Filippo.

" Già... solo che ultimamente sono molto preoccupata. " confesso aprendo il frigo e prendendo una birra.

" Per cosa? " bevo un sorso di birra prima di rispondere.

" Non lo so, Lip. " sussurro buttando giù un lungo sorso.

" Non mi chiamavi Lip da molto. Credevo che l'effetto "novità f**a" fosse già svanito. " ride accarezzandomi il volto con il dorso della mano.

" I ragazzi, mi sembra di star sbagliando tutto con loro.
Thomas probabilmente mi odia perché gli ho proibito di vedere Meghan stasera.
Mentre invece ho detto a Evelyn che può continuare a vedere il suo ragazzo che fuma di tutto e si ubriaca ad ogni serata. " faccio un respiro profondo e butto giù ancora un altro sorso.

" E poi questo posto... non dico che è brutto, ma sembra starmi stretto.
Credo mi manchi casa, la nostra casa a Trento. " Filippo serra la mascella e mi fissa serio.

" Ash è a Perugia, mia madre si è trasferita a Verona e io sono qui che penso a come sto crescendo male i miei figli. " la mia voce inizia a tremare facendomi incazzare ulteriormente.

" Sei stata tu a voler andare via. Ho rinunciato a tutto per ve**re fin qui. " mi fa notare Filippo.

" Lo so! " urlo sbattendo i pugni sul ripiano della pen*sola " Ma non avevo scelta. Come potevo restare lì? " mi alzo barcollando.

" Dopo che mio padre " enfatizzo le ultime due parole lottando contro le lacrime che spingono per uscire " ha provato ad uccidermi! Come diavolo avrei potuto restare? " sussurro angosciata.

" Ho conosciuto persone che mi hanno mentito fin dal primo momento. " sussurro stringendo i pugni fino a conficcarmi le unghie nei palmi.

" Non avrei voluto lasciare la mia città, la mia famiglia e tutto il resto.
Ma ho dovuto. Ho dovuto farlo, Filippo. " le parole escono a fatica.
Filippo mi stringe a se mentre mi lascio andare in un pianto silenzioso.

" Mamma... ? " mi asciugo rapidamente le lacrime con il dorso della mano.

"Hey, ragazzi!" li saluto sorridendo.
Evelyn mi guarda confusa mentre Thomas continua ad ignorarmi.

"Va tutto bene?" chiede Evelyn indicando la birra riversa sul piano della cucina.

" Ma certo, tranquilla tesoro. " la rassicuro spostandole una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

"Ho un'idea, chiama Jennifer e Hannah. Potete organizzare un pigiama party, all'interno del vecchio fienile starete comodissime. C'è un letto matrimoniale, le lucine, la televisione, radio e un mini frigo. "Evelyn mi sorride e annuisce prima di sparire dalla mia visuale.

" Mi daresti una mano a togliere alcuni scatoloni dal fienile, Thomas? "lui annuisce senza troppo entusiasmo e mi segue fino al fienile.

" Tu chiama Meghan. Noleggia un film e prepara qualcosa da mangiare. Avrete casa libera fino a mezzanotte. " Thomas mi guarda titubante mentre spingo le porte cigolanti del fienile.

" Dov'è nessuna fregatura?" rido scuotendo il capo.

" Nessuna fregatura. Solo assicurati che le ragazze non vadano a letto troppo tardi. A mezzanotte spegni il generatore del fienile. " solleva uno scatolone e si ferma a fissarmi.

" Ah, assicurati che non si intrufoli nessun individuo di sesso maschile. A quindici anni hanno gli ormoni a mille e non voglio sulla coscienza una quindicenne incinta che si ritroverà a dover abbandonare il liceo. "

" E come dovrei fare? " sorrido di sbieco.

" Abbiamo telecamere piazzate ovunque, sfruttale. " Thomas alza gli occhi al cielo per poi accettare la mia offerta.

"Thomas... aspetta! " lo richiamo asciugandomi la fronte imperlata di sudore con il dorso della mano.

" Mi dispiace. " lui mi guarda alzando un sopracciglio.

" Per cosa?" apro la bocca per dire qualcosa ma rimango in silenzio con le braccia leggermente alzate e i palmi rivolti in avanti.

" Per essere una madre incapace, stressante e tutto il resto. " Thomas fa cenno di no con la testa.

" Sei in gamba, mamma. " afferma andando via. Mi lascio cadere su una poltrona e tante particelle di polvere si innalzano e iniziano a vorticare nell'aria.

" Quindi serata fuori, no? " domanda Filippo dietro di me poggiandomi le mani sulle spalle. Annuisco, allaccio le mie dita alle sue.

" Ce la sto mettendo tutta. " sussurro tenendo lo sguardo basso.

" Lo so, lo so piccola. " si china su di me e poggia il mento sulla mia testa cingendomi le spalle.

" Manca poco all'estate e la California è splendida in estate. " annuisco facendo un respiro profondo.

"Ti amo, Mia. "

" Ti amo anch'io. "

" Fino alla fine?" chiedo voltandomi a guardarlo.

" Fino alla fine."

RINGRAZIAMENTI

Finisce così, dopo tanto tempo il viaggio che abbiamo iniziato con la nostra Mia.

Ci ha accompagnati, capitolo per capitolo, verso la verità e verso il tanto agoniato lieto fine.

L'abbiamo vista affrontare più volte situazioni difficili.
Non ha agito sempre con lucidità, spesso si è lasciata andare al suo istinto.

Testarda, vendicativa anche.
Imperfetta.
Ha lottato contro il suo passato rimediando ai suoi vecchi errori.

Ha perdonato, ed è stata perdonata.

Sì è fidata, ma ha anche dubitato.
Ha generato risate, ma anche parecchi " che cacchio fai? ".

Ammetto che sono felice di non aver lasciato Mia tra le bozze.

Con le sue pure (come troncare del tutto con Filippo) o con le sue svolte improvvise (decidere di "tornare a casa" prima del risveglio) mi ricorda in parte me.

Spero, con tutto il cuore, che vi sia piaciuto leggere Mia e tutti gli altri tanto quanto è piaciuto a me scrivere di loro.

Per chi fosse interessato, può continuare a seguirmi su wattpad (-Warrior)
Ho un'altra storia in corso (fight a bit more).

Prossimamente pubblicherò un'altra storia.
Il genere è thriller. Non ho mai scritto una storia di questo genere, spero di non combinare un disastro XD

Ah! Sarà scritta in terza persona, quindi per una come me, abituata a scrivere in prima sarà un'ulteriore difficoltà! -ma io confido nella mia piccola mente malata ;3-

Che dire? Grazie a tutti e a presto! ^^

Capitolo 28Mia POV " No, Filippo. Non andrò da uno stramaledetto strizza cervelli. " Filippo sospira stremato tenendo i ...
15/07/2017

Capitolo 28

Mia POV

" No, Filippo. Non andrò da uno stramaledetto strizza cervelli. " Filippo sospira stremato tenendo i pugni ai lati dei fianchi.

Inclina il capo verso il basso e resta in silenzio per qualche secondo mentre io strofino con foga la padella sporca con una spugnetta.

Sono due mesi che sono fuori dall'ospedale.
Due mesi, che Filippo fa di tutto per convincermi a tenere un colloquio con uno psicoterapeuta.

" Parlare con qualcuno potrebbe aiutare, perché non ci provi? " getto con stizza la spugnetta nel lavabo pieno d'acqua e schiuma e sbatto la pentola sul bancone.

" Ma perché non la smetti di insistere Filippo? Sto bene! " urlo crucciata.

" No che non stai bene! Per niente! Questo lo dimostrano le tue occhiaie, il tuo sussultare e restare in una specie di stato ti trance ogni volta che c'è un rumore improvviso! Dimostri di non stare bene quando per strada ti guardi le spalle ogni secondo.
Quando prendi il tuo cuscino e vai in salotto a dormire sul divano. " mi fissa esasperato. Gli do le spalle e mi tengo al lavabo stringendo il labbro inferiore tra i denti.

" Abbiamo deciso di convivere per passare più tempo insieme! Ti ho proposto questa cosa affinché tu ti sentissi meno sola e più al sicuro. " sento un terribile nodo risalirmi la gola. Stringo forte i pugni.

" Ogni volta che provo ad avvicinarmi diventi un pezzo di legno.
Non so cos'altro fare per dimostrarti quanto ti amo. " mi giro a guardarlo recuperando un briciolo di sicurezza.

" Un pezzo di legno? Abbiamo fatto sesso tre giorni fa! " Filippo mi guarda allibito.

" Cosa? No, accidenti Mia! Non mi riferisco a questo. " si avvicina a me afferrandomi le mani.

" Non voglio fare sesso con te. " lo guardo confusa, un vertice ci pensieri mi distrae in continuazione.

" Io voglio amarti, Mia. " resto interdetta scrutando i suoi occhi scuri.
Mi sento completamente stordita, come sotto l'effetto di un sonnifero. Ho sonno, sono stanca.

" Ma tu non me lo permetti. " ritorno in me e questa volta guardo Filippo e riesco a vederlo per davvero.

Libero le mie mani dalle sue e lo bacio.

Ricambia il bacio per poi fermarsi qualche secondo dopo.

" Prometti che ci proverai, almeno. " fisso i miei occhi nei suoi sperando cambi idea e lasci perdere ma così non accade ed io mi ritrovo ad annuire rassegnata.

" Davvero? " domanda entusiasta. Annuisco passandomi una mano tra i capelli.

" Perfetto! Domani mattina, ti accompagno io, vado in palestra e passo a prenderti. " lo guardo sorpresa.

" Hai già prenotato? " mi rivolge un ghigno soddisfatto.

" Prenoto da mesi, tesoro. " alzo gli occhi al cielo sorridendo e riprendo a lavare le stoviglie.

" Hey, lascia perdere un attimo questa roba. " esordisce Filippo togliendomi la spugnetta da mano e gettandola via.

" Uno, perché abbiamo la lavastoviglie;
Due, io e te adesso abbiamo da fare. " mi afferra per mano e mi trascina in camera.

Apre il mio armadio e si mette a frugare tra i miei vestiti.

" Filippo, mi spieghi che stai facendo? " prende un vestito bianco dall'armadio.
Lo poggia sul letto e io rimango a fissarlo a lungo.

Il vestito mi arriva una decina di centimetri più in su del ginocchio.
È aderente, con ricami in pizzo a maniche lunghe anch'esse in pizzo.

" Questo è perfetto! " esclama porgendomelo.
Lo prendo senza smetterla di guardarlo in modo interrogativo.

" Perfetto per cosa? " chiedo ormai completamente disorientata.

Filippo non mi risponde e apre lo scompartimento dove ci sono tutte le mie scarpe.

" Metti il vestito e queste. " mi fa mostrandomi un paio di décolté a loro volta, bianche.

" Filippo ti costa tanto spiegarmi dove dobbiamo andare? " domando prima che esca.

" Ti fidi di me? " chiede guardandomi.

" Beh... sì. " rispondo incerta.

" Perfetto, tra dieci minuti ti voglio fuori. " sbuffo, non mi piacciono le sorprese.

Mi tolgo la maglietta stropicciata e il comodo pantalone da jogging.

- perché hai dei pantaloncini da jogging se neanche sai cosa significa correre? Razza di scansafatiche!-

Ma tu guarda chi si rivede! Dove sei stata?

- la botta che hai preso mi ha stordita per un po', sai? Ma tranquilla, ora sono tornata!-

Sbuffo slacciandomi il reggiseno.
Non credo sia il caso tenere un reggiseno rosa fluo con questo vestito.

-sei indecente comunque, tesoro. -

" Dannazione sta zitta! " urlo al limite della sopportazione

" Va tutto bene, Mia? Con chi stai parlando? " domanda Filippo dall'altro lato della porta.

" Con nessuno. " disco svelta sfilandomi i calzini.

" Sicura? " sospiro lasciandomi cadere di peso sul letto.

" No, sono con il mio amante, vuoi entrare e conoscerlo? " la porta si spalanca

" Come scusa? " mi copro d'istinto il seno con le braccia.

" Accidenti, Filippo! " mi alzo e cerco la maglietta.

" Ti vergogni di me, ora? " domanda mentre mi copro il petto con la maglia che avevo lanciato ai piedi del letto.

Scuoto il capo abbassando lo sguardo.

" No, non mi vergogno. Non di te. " sussurro sentendo un terribile peso schiacciarmi lo stomaco.

" A me puoi dirlo, lo sai. " si avvicina a me lentamente.

" Sì, lo so. " mi sfiora la mascella con due dita.
Poi mi accarezza piano la spalla nuda e arriva fino all'orlo della maglia.

" Sei bellissima, questo lo sai? " scuoto ancora una volta la testa stringendo forte gli occhi.
Mi sento così inadeguata, debole.

" Lo sei, Mia. Sei bellissima. " mi sposta piano le braccia dal petto e la maglia cade per terra, vicino ai miei piedi.
Filippo poggia delicatamente le sue labbra sulle mie.

Ogni parte di me è inadeguata, inutile.
Io sono solo un ammasso di carne e ossa incapace.

Non ho saputo difendere me stessa come potrei difendere qualcun altro?

" E sai una cosa? " domanda mentre si piega sulle ginocchia e mi guarda negli occhi con un'infinita dolcezza.

" Sarai una mamma fantastica. " sorride baciandomi il ventre.
Sento le lacrime bagnarmi le guance.

" Perché non me lo hai detto? " domanda alzandosi e prendendo le mie mani.

" Avevo paura.
Non sapevo se fossi pronto, se lo volessi... o se io fossi pronta. " spiego con voce tremante.

" Beh... almeno avresti potuto nascondere meglio i test, magari non tra i medicinali, se proprio non volevi che li trovassi. " sorride spostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Rido abbracciandolo.

" Quindi non sei arrabbiato? " chiedo esitando.

" Certo che no, testa di rapa.
Cioè insomma! Diventerò papà e tu mamma! Come posso essere arrabbiato?
La donna che amo aspetta un bambino, sono l'uomo più felice della terra cavolo! " esclama euforico e io non posso fare a meno di sorridere sentendomi sollevata.

Prende il vestito dal letto e aspetta che lo indossi.

" Mi aiuti? " domando spostando i capelli davanti per facilitare la chiusura della zip.

Filippo alza con attenzione la zip e il suo respiro caldo sulla pelle mi fa ve**re i brividi.

Indosso le scarpe e mi osservo con attenzione allo specchio.
Una smorfia di disapprovazione appare sul mio volto nel constatare che ho delle occhiaie orribili.

Stendo il fondotinta, applico il correttore per le occhiaie e illumino leggermente gli zigomi.

Sfumo l'ombretto scuro ai lati esterni degli occhi e metto il mascara.

Frugo tra i vari prodotti e tiro fuori un lucidalabbra di una tinta molto simile a quella delle mie labbra al naturale.

Resto immobile, ad osservare la mia immagine riflessa nello specchio in attesa di trovare un qualsiasi dettaglio fuori posto.

Spazzolo i lunghi capelli lisci.

" Sei perfetta, possiamo andare? " annuisco continuando a fissarmi.
Filippo mi prende per mano e mi accompagna all'auto.
Mi apre lo sportello e aspetta che io sia seduta per chiuderlo.

Mi raggiunge al posto del guidatore e mette in moto l'auto.

Guida per un'ora, credo.
Non ho controllato l'ora prima di uscire di casa, ma fatto sta che ora siamo al bosco appena fuori città.

Filippo spegne il motore, esce e mi raggiunge aprendomi lo sportello.
Solo ora noto quanto sia elegante stasera.
Pantaloni scuri, scarpe tirate a lucido e una camicia bianca con l'orlo nei pantaloni.

Le maniche sono arrotolate e al polso ha l'orologio di suo padre.

Non mi ha mai raccontato molto della sua famiglia, se non che l'ha lasciata per seguire il suo sogno pallavolistico prima di compiere diciotto anni, che la madre aveva seri problemi con l'alcol e che il padre dopo una vita passata a lavorare è crollato ed è caduto in depressione.

Non so però come si comportavano.
Non ho idea se andassero alle sue partite, o agli incontri a scuola.

Ma credo che non ami ricordare il suo passato.
E chi meglio di me può capirlo?
Ho quindi deciso, tempo addietro, che avrei aspettato fosse lui a decidermi di parlarmi della sua infanzia.

" Cosa ci facciamo qui? " chiesi mentre sentivo i ciottoli scricchiolare sotto i miei piedi.

" Fidati di me. " mi conduce per un sentiero nel bosco illuminato da tante lanterne appese ai rami degli alberi.

In un piccolo spiazzato, nel centro del bosco, c'è un tavolo per due con una candela al centro.

Filippo sposta la sedia facendomi sedere.

Mi guardo intorno incantata ma allo stesso tempo confusa.

Sento Filippo schioccare le dita e improvvisamente Massimo appare da dietro un cespuglio vestito come un cameriere in un ristorante di lusso.

Scoppio a ridere, non ci posso credere.

" È uno scherzo? " domando senza smettere di ridere. Filippo fa cenno di no con la testa.

" Allora signori, il menu prevede, anatra in agrodolce con patate in salsa nonmiricordocomesichiama. " scoppio a ridere ancora una volta.
Massimo si gira verso di me e mi sussurra:

" In realtà è pollo e patate fritte. " sorrido asciugandomi una lacrima con il dorso della mano.

" E da bere un'ottima vino rosso stagionato dapprima che Hi**er finisse in rovina. " riprendo a ridere come un'ossessa mentre Massimo intima a qualcuno di avvicinarsi con un gesto della mano.

Ed ecco che sbuca Ash, anche lei vestita da cameriera che tira un carrello con dei piatti.

Sono piacevolmente sorpresa nello scoprire che è davvero pollo fritto quello nel mio piatto e che il vino è una birra ghiacciata.

" Ash, anche tu? Dai no! " rido spostando lo sguardo su Filippo che sì, sorride, ma è terribilmente teso.

" Sai che non mi piacciono le sorprese. " dico una volta rimasti soli.
Filippo annuisce.

" Beh, è per questo che ho scelto pollo fritto e birra. Cosa c'è di più scontato per te? " rimango in silenzio, ha ragione.

Gioco con il cibo nel piatto mentre Filippo consuma la sua portata lentamente.

" Filippo " richiamo la sua attenzione con voce flebile " mi dispiace. " poso la forchetta accanto al piatto.

" Per cosa? " stringo le labbra in una linea sottile.

" Per tutto " sospiro appoggiandomi allo schienale della sedia " per le bugie, le scuse e la mia testardaggine. " si alza e si avvicina a me.

" È successo molto tempo fa, non ha più importanza. " mi scosta dal tavolo e si piega sulle ginocchia prendendomi le mani.

" Io... sono successe tante cose " si inumidisce le labbra con la punta della lingua prima di riprendere a parlare.

" Cose che ti hanno cambiata.
È stato inevitabile, e la colpa non è tua.
Ma sappi, che non avrei cambiato niente di te all'ora, come non cambierei niente di te adesso. " poggia un ginocchio a terra stringendo le mie mani.

" Voglio poter amare ogni parte di te.
Voglio tenere viva la tua anima.
Voglio aprire gli occhi la mattina e vedere te, con nostro figlio o nostra figlia, questo non ha importanza.
Voglio amarti ora, domani e finché il mio cuore non cesserà di ba***re. " porta una mano alla tasca dei pantaloni e sento il cuore ba***re all'impazzata nel petto.

" Mia, vuoi sposarmi? " annunisco con le lacrime che mi rigano il volto.

" Sì che lo voglio! " mi infila l'anello al dito e mi bacia.

Sorrido sentendo Ash urlare felice e una bottiglia di champagne essere stappata.

" Era ora! " urla Ivan agitando la bottiglia di champagne in aria.

Abbraccio forte Ash che affonda il suo viso bagnato dalle lacrime nel mio petto.

Alzo lo sguardo senza lasciare Ash e vedo Dylan appoggiato con la schiena ad un albero.

Mi osserva sorridendo lievemente.

" Ci ha aiutati, molto. " sussurra Ash.

" Filippo aveva organizzato tutto questo per domani, ma stamattina ha chiamato per spostare tutto. " annuisco lievemente e gli sorrido.

Basta rancori, voglio ricominciare da zero.
E questa volta, voglio farlo senza lasciare nessuna traccia.

Un mese più tardi...

" Beh, i progressi sono notevoli. " afferma il dottor Sartori.

" C'è ancora qualcosina, ma niente di eccessivamente impegnativo.
Puoi farcela senza problemi. " annuisco, ascolto la lunga lista di esercizi da fare che ormai ho imparato a memoria senza troppa attenzione.

Ash mi aspetta fuori.
Dobbiamo rivedere gli ultimi dettagli per il matrimonio.

Forse abbiamo accelerato troppo i tempi, ma va bene così.
Ho atteso a sufficienza.

" Mi raccomando, se non fai gli esercizi il recupero sarà molto più lento! Ormai manca poco. " annuisco raccattando le mie cose.

" Sarà fatto, arrivederci. "

" Ne sono certo.
Ah, auguri per il matirmonio! " lo ringrazio ed esco velocemente.

" Eccoti! Dobbiamo andare da Luca, mi ha chiesto come disporre i tavoli e quali fiori ordinare. " camminiamo a passo spedito verso il centro.

" Sarà un matrimonio da urlo. " afferma sicura Ash mentre attraversiamo la piazza principale.

Tre mesi dopo- Giorno del matrimonio.

9:40 AM



" Dannazione Ash! Non entra! " strillo disperata mentre infilo l'abito da sposa.

Ash arriva in mio soccorso correndo su i suoi tacchi vertiginosi.

" Ma grazie eh! È chiuso, ovvio che non ti entra! " esclama ovvia.

" Che cosa?! " strillo, esasperata. Ash ha passato la notte con me, mentre Filippo si è piazzato da Giannelli.

" Mi serve altra caffeina. " sospiro attraversando la stanza da letto.

" Ferma il caffè rende nervosi! Lo sei già abbastanza, non credi? " alzo gli occhi al cielo.

" Prendo una birra " apro il frigo " no! " urla Ash richiuedendolo.

" Allora prendo la vodka? " Ash mi osserva sconvolta.

" Vuoi arrivare al tuo matrimonio ubriaca? " scuoto la testa passandomi le mani sul volto.

" Mia, che succede? " mi siedo su una sedia impacciata dal vestito.
Sento gli occhi pizzicare.

" Io... non lo so! Sono terrorizzata. " ansimo affondando le mani nei capelli.

" Hey, tranquilla tesoro. Cosa ti spaventa? " rimango qualche istante in silenzio cercando di riordinare le idee.

" E se dovessi rovinare tutto? Se non fossi abbastanza brava a gestire tutto?" inizio a camminare nervosamente per la stanza " E se non fossi una brava madre? " Ash mi raggiunge e mi ferma afferrandomi per le spalle " Non rovinerai niente, sia tu che Filippo avete imparato tanto. " annuisco tenendo fissi i miei occhi nei suoi.

" C'è tempo per pensare ai figli! E poi, sono sicura che saprai essere un'ottima madre. " sorride abbracciandomi.
Mi lascio sfuggire una risata nervosa.

" No, non c'è più tempo. " mi stacco dal suo abbraccio.

" Cosa? " chiede lei guardandomi confusa.

" Sono incinta. " le confesso in un sussurro.

Ash si tiene alla sedia sedendosi lentamente fissandomi con occhi sgranati.

" Gesù, Mia! Me lo dici solo ora? Così? Dio, mi farai ve**re un infarto. " esclama con una mano poggiata sul petto.

" Mi dispiace, Ash. " bisbiglio forzando un mega sorriso.

" Aaah! " si alza e viene verso di me " Ti voglio bene " mi abbraccia forte " ma sei una disgraziata portatrice d'infarti. " ride dandomi uno schiaffo scherzoso dietro la nuca.

Riprendo a prepararmi, Ash riesce a chiudere il vestito e mi guarda comprendosi la bocca con una mano.

" No, non piangere che poi inizio anch'io. " la supplico sorridendo rassicurante.

Lei annuisce freneticamente facendo un respiro profondo.

" Sei perfetta! " si avvicina e mi sistema i capelli sulle spalle.

" Dov'è finito Ivan? Ormai sono le undici passate! " Ash non mi risponde e continua a chiamare Ivan e lasciare messaggi poco rassicuranti sulla sua segreteria.

Sto quasi per mettermi a urlare quando vedo un auto nera avvicinarsi a grande velocità.

Frena e le gomme stridono sull'asfalto.

" Qualcuno ha ordinato una splendida AUDI A5 cabrio? " chiede Ivan uscendo dall'auto.

Rido sentendomi sollevata.

" Chi l'ha scelta? " domando facendo un cenno verso l'auto.

" Ma come, non riconosci il mio buon gusto? " domanda Ash e io sorrido guardando Ivan.

" Beh... vedendo il tuo accompagnatore. " quest'ultimo mi osserva crucciato da sopra i suoi occhiali da sole.

" E dai Ivan! Scherzavo! " io e Ash scoppiamo a ridere.

" Avanti, salite prima che cambi idea e vi lasci a piedi. "

Durante i dieci minuti che impieghiamo per arrivare alla chiesa mi torturo le mani.

Una volta arrivati, Ivan apre la portiera e mi aiuta a scendere.
Ho il terrore che lo strascico finisca con l'impigliarsi da qualche parte.

Vedo Raffaele corrermi incontro.

" Te lo avevo promesso, no?
Ti avrei accompagnata all'altare e ora sono qui. " sorrido prima di abbracciarlo.

" Sei pronta? " annuisco prendendolo a braccetto.

Entriamo, attraversando lentamente la navata.
La stretta salda di mio cugino mi trasmette sicurezza.

Sento il cuore pulsare nel mio petto.

Vedo lo sguardo emozionato di mia madre, Ash in un mare di lacrime che finirà col rovinarle il trucco.

Arrivo accanto a Filippo.
Raf gli da una pacca sulla spalla e Filippo mi bacia la fronte.

" Carissimi Mia e Filippo, siete venuti nella casa del Signore, davanti al ministro della Chiesa e davanti alla comunità, perché la vostra decisione di unirvi in matrimonio riceva il sigillo dello Spirito Santo, sorgente dell'amore fedele e inesauribile. " Filippo mi prende le mani.

" Io Mia, accolgo te, Filippo, come mio sposo. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita. " sposto lo sguardo verso l'entrata e scorgo una testa bionda.
Dylan mi osserva tenendo le braccia incrociate sul petto.

" Io Filippo, accolgo te, Mia, come mia sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita " riporto lo sguardo su Filippo che sorride raggiante " Finché morte non ci separi. " concludiamo all'unisono.

" L'uomo non osi separare ciò che Dio unisce. " esclama il sacerdote allargando le braccia.

" Col potere conferitomi dalla chiesa, io vi dichiarò marito, e moglie. Può baciare la sposa! " sorrido prima di baciare Filippo.

Un coro di applausi si innalza alle mie spalle e io credo di star star per sve**re.

Ash e Miha mi abbracciano forte.
Scorro con lo sguardo fino a all'entrata ma di Dylan non c'è traccia.

Vedo una moto rossa sfrecciare via.

" Addio, Dylan. " sussurro quasi riconoscente.
Così facendo, ha portato via con sé anche il mio passato.

Capitolo 27Mia POV Vedo un ragazzo con in mano un sacchetto della farmacia ve**re verso il mio appartamento e quindi acc...
03/07/2017

Capitolo 27

Mia POV

Vedo un ragazzo con in mano un sacchetto della farmacia ve**re verso il mio appartamento e quindi accendo la fiamma per preparare il caffè.
Il mio piano ha inizio.
L'aroma di caffè ha da poco iniziato a diffondersi quando sento bussare alla mia porta.

La apro e Marco mi proge il sacchetto con i sonniferi.

" Grazie mille, davvero.
Prendi un caffè con me? È davvero deprimente bere il caffè da soli. " lui sembra pensarci su per un po' però più alla fine acconsente e lo faccio accomodare.
Apro la confezione e la esamino velocemente.

" Oh, perfetto! Queste mi stenderanno quasi subito. " esclamo poggiando il piccolo flacone accanto ai fornelli.

" Il giornale sul tavolo è di oggi, puoi leggerlo se vuoi. " mi ringrazia e sento che inizia a sfogliare il giornale.

Mi metto di spalle e verso il caffè in due tazzine.
Apro il flacone facendo attenzione e non fare rumore e verso quattro gocce nella tazzina di Marco.

" Zucchero? " chiedo mettendo il flacone al suo posto.

" Sì, grazie." aggiungo due cucchiaini di zucchero e servo il caffè.
Sorseggio lentamente il mio caffè osservando il quadro alle spalle di Marco.

" Sarà meglio che torni fuori, se hai bisogno di qualcosa bussa due volte. " annuisco semplicemente e lo guardo uscire.
Poso le tazzine nel lavabo e guardo l'orologio.

È questione di minuti prima che Marco crolli sulla sua sedia di plastica verde.
Chiamo un taxi e lego i capelli in una coda alta. Apro piano la porta e quando sbircio a destra vedo Marco seduto sulla sua sedia con i piedi incrociati che dorme.
Chiudo la porta così quando si sveglierà non noterà subito la mia assenza.
Sento l'ansia montarmi nel petto mentre mi avvicino.
So perfettamente che finirei nei casini se Marco finisse con lo svegliarsi.

Sto rubando l'armadio di servizio ad un agente.
Quant'è il massimo da scontare?

-Lo stai per scoprire. -

Oh fantastico! Mi sei mancata sai? E comunque non è il momento!

" Accidenti! " mormoro mettendo fine al mio soliloquio.
Riesco a sfilare la pi***la dal cinturino e la metto nei pantaloni dopo essermi assicurata di aver messo la sicura.

Arrivo al taxi e prima di salire vedo che c'è ancora la polizia dove fino a poco fa c'era Dylan.
Una macchia di sangue scuro ha macchiato l'asfalto ed è circondata da nastri gialli.

Salgo a bordo e indico la strada al tassista.
Ho una piccola riunione di famiglia in programma.

Arrivo al carcere appena fuori città dov'è stato trasferito mio padre e rimango colpita dallo squallore della struttura e del luogo in generale.
Entro e noto che non ci sono visitatori oltre me.
Non vedo nessuno a cui chiedere informazioni e quindi mi guardo intorno.
Noto una giovane guardia all'entrata della sala incontri.

A vederlo avrà un paio d'anni in meno rispetto a me.
Ha il viso leggermente paffuto e un fare alquanto goffo.
Gli do le spalle e penso a un metodo efficace per superare i controlli senza farmi scoprire armata.

Sbuffo quando arrivo a quella che sembra la soluzione migliore.
Sbottono i primi tre bottoni della camicia.

" Salve! " esclamo pimpante piazzandomi davanti a lui con le mani nei fianchi.

" Oh... ehm... " si schiarisce la voce.

" Signorina come posso aiutarla? " domanda sorridendo imbarazzato.

" Beh agente, è stata una giornata orribile sa? Mio padre è l'unica persona che posso vedere.
Magari parlare con lui mi farà stare meglio. " dico civettuola.

" Certamente, mi dica come si chiama suo padre. " gli fornisco il nome e mentre si allontana sposto la pi***la davanti.

" Lo stanno portando qui dentro. " annuncia indicando la sala alle mie spalle.

" Devo però assicurarmi che non introduca niente all'interno della prigione. " sorrido sforzandomi di restare tranquilla.
Il ragazzo si mette dietro di me e poggia le mani sui fianchi.
Sale tastandomi i fianchi e palpandomi palesemente i seni.
Mi mordo l'intento della guancia trattenendo il respiro, sta andando bene potrei anche farcela.

Scende nuovamente e questa volta mi stringe una natica.

" È apposto, può entrare. " annuncia sorridendo di sbieco.
Mi abbottono la camicia ed entro senza dire nulla.
Lui è proprio lì.
Siamo da soli, non c'è nessun altro.
Sento la rabbia montarmi del petto

Vedo che ha le mani amanettate e mi guarda con un ghigno sul volto.

" Figlio di pu***na. " sibilo a denti stretti avanzando verso di lui con grandi falcate.

" Ma guarda chi c'è qui! " esclama sornione.
Carico il braccio e lo colpisco in pieno viso con un pugno.
Lui cade dalla sedia per poi rialzarsi tenendosi al muro.

" Sei un bastardo! " urlo estraendo la pi***la.

" Tu hai reso la mia vita un incubo! " urlo togliendo la sicura e lo sbatto contro il muro.
Lo afferro alla gola e gli punto la pi***la alla testa.

" Non avrò la stessa mira del tuo dannato sicario ma stai certo che da qui non sbaglio. " sibilo stringendo la presa sulla sua gola.

" Non risolverai niente. " sussurra con un ghigno divertito.

" E lo sai perché? " domanda ad alta voce spalancando gli occhi.

" Perché tutto questo non è reale.
La recita è finita! Svegliati Mia! " lascio la presa sul suo collo e mi allontano bruscamente presa da un improvviso senso di panico.
Sento la testa iniziare a girare la vista appannarsi.
Crollo in ginocchio e una strana sensazione si impossessa di me.
Non sento più il mio corpo.
Mi sembra di star galleggiando in acque gelide. Sento qualcuno stringermi la mano ma non riesco ad aprire gli occhi.

" Mia! Mia mi senti? Apri gli occhi, coraggio puoi farcela! " sento che pian piano le forze iniziano a scivolare via dal mio corpo.
La voce che mi chiama è ovattata e non riesco a riconoscerla.

Sento l'aria nei miei polmoni che inizia a diminuire.
Apro quasi impercettibilmente gli occhi e intravedono una forte luce filtrata dall'acqua.
Chiudo gli occhi d'istinto per proteggermi dal forte bagliore.

Nuoto verso la luce e man mano sento l'acqua diventare più calda.

Apro di scatto gli occhi e ispirò profondamente alzando bruscamente la schiena per poi ricadere all'indietro.

Respiro affannosamente guardandomi intorno spaventata e maledettamente confusa.

Un bip risuona a intermittenza nella stanza bianca.
Sento il cuore pulsare nelle orecchie e la testa mi fa malissimo.

Una figura in camice bianco mi si avvicina e mi punta una piccola luce nell'occhio sinistro e poi in quello destro.

" Signorina, mi sente? " provo ad issarmi ma l'uomo mi tiene ferma.

" Non si deve sforzare. Mi dica, come si chiama? " ignoro le domande dell'uomo e mi concentro sulla figura alla mia destra che appare leggermente sfocata.

" Filippo... " sussurro prima di buttargli le braccia al collo.
Scoppio in lacrime, non ci capisco niente ma sono felicissima di vederlo.

" Non capisco? Dove mi trovo? Perché sono qui? " chiedo sconvolta stringendo la mano di Filippo.

" Non ricorda cos'è successo? Lei è qui da sei mesi. " Filippo si schiarisce la voce e prende la mia mano tra le sue.

" Il giorno del tuo rilascio, i rapitori hanno capito che era una trappola e sono quasi riusciti a scappare.
Ti hanno caricata in macchina, sul sedile anteriore.

La polizia li ha inseguiti per quasi un km prima che l'auto andasse a sba***re contro la ricezione di un vecchio capannone.
Non avevi la cintura e l'urto ti ha sbalzata fuori dall'auto. " abbasso lo sguardo sulle mie braccia e noto qualche piccola cicatrice.

" Sei mesi? Non è possibile... " sussurro a fatica.

" So che ora si sente confusa, la lascio riposare. " annuisco leggermente e aspetto che esca.

" Dylan, sai come sta? " Filippo si irrigidisce.

" Dopo quello che ti ha fatto continui a preoccuparti per lui?
Se quei malviventi hanno tentato la fuga è solo per colpa sua! Ha svuotato il sacco per lavarsi la coscienza e poi ha avvisato i suoi complici dell'operazione in corso. "

" Digli di ve**re. " dico atona.

" Ma Mia... "

" Fallo ve**re qui! " sbotto stringendo i pugni.

" Per favore, Filippo. " sussurro con più calma.
Lui esce senza aggiungere nulla.

Mi sembra tutto così assurdo.
Non sono mai tornata al casa, non sono mai andata in Russia per poi tornare.
Non sono andata a Rio.
Niente di tutto ciò che è successo dopo il mio rapimento è realmente accaduto.
È irreale! Non riesco a capacitarmene.

Un live bussare mi distrae dai miei pensieri.
La porta si apre lentamente e vedo Dylan entrare nella stanza.

" Credevo fossi morto. " bofonchio sconvolta.

" Ci sperano in tanti ormai. " si siede ai piedi del letto.

" Partendo dai tuoi amici, per finire con quelli per cui ho lavorato. " conclude sospirando pesantemente.

" E probabilmente, una parte di me ci spera anch'essa.
Un morto non deve preoccuparsi di nessun problema. " mi sollevo leggermente.

" Vuoi renderti utile? " chiedo sospirando dolorante.

" Come? " sorrido facendo schioccare la lingua contro il palato.

" Ho perso sei mesi della mia vita che nessuno mi ridarà indietro.
Fai in modo che questo non accada più.
E dovrai aiutarmi a far filare liscio tutto finché io e Filippo non saremo sposati. " mi guarda confuso.

" Come fai a saperlo? " sorrido rimettendomi stesa.

" Me lo hai detto tu prima di morire. "

*Spazio autore*

Salve lettori! Come al solito spero che questo capitolo sia di vostro gradimento ma ho altro da dirvi!
Il prossimo capitolo sarà l'ultimo capitolo.
Saluteremo per sempre (almeno credo) la nostra Mia!

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