10/12/2026
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Nel calcio italiano conta tanto come vieni raccontato. La narrazione è alla base di tutto.
Ed ecco che il Como diventa una realtà da favola, con un allenatore esempio perfetto di sportivitá.
Ma Como non ha nulla di “sportivo”.
Una società “inutile” per il calcio italiano. 0 italiani su 16 ieri con la Roma in campo. Italiani presi solo per fare numero in lista.
Sì parla spesso di miracolo. Un miracolo da oltre 350 milioni di euro spesi in 3 anni di calcio mercato. Bravi si, ma con quel budget è anche più semplice. Un giorno poi capiremo come potrà il Como fare le Coppe Europee in futuro non avendo praticamente ricavi, ma solo perdite.
La partita di ieri invece racconta di una squadra e di dirigenti che alla fine del primo tempo hanno accerchiato Fabbri protestando vivacemente nel tunnel degli spogliatoi. Questo però non l’ha riportato praticamente nessuno.
Hanno “raccontato” a Dazn, con un’enfasi senza precedenti, che a fine partita i calciatori del Como che non avevano giocato si stavano INCREDIBILMENTE allenando. Una cosa che faceva il Parma di Nevio Scala 30 anni fa.
Il campo ci dice che il Como è una squadra stratutelata arbitralmente. Rossi che diventano gialli e continue proteste, provocazioni e simulazioni. Il Re della simulazione facile è Diao che ad ogni minimo contatto sviene.
Ora veniamo all’allenatore: 90 minuti a sbracciarsi e a protestare continuamente. Quarto uomo stalkerizzato. Gasperini appena alza la voce viene ammonito, a Fabregas invece è concesso tutto.
Quella del Como è tutto meno che una realtà modello.