Calcio Parziale

Calcio Parziale Calcio Parziale è un contenitore di partite, di orari, di risultati e di due dati letti a caso prima di scrivere

Zero punti dopo due giornate.Zero gol fatti.Sette gol subiti.La peggior partenza nella storia della Fiorentina.E oggi, a...
08/29/2026

Zero punti dopo due giornate.

Zero gol fatti.

Sette gol subiti.

La peggior partenza nella storia della Fiorentina.

E oggi, al Franchi, un altro capolavoro.

0 a 3 in casa.

Contro il Frosinone, neopromossa.

Nel giorno del centenario.

Con Batistuta e Rui Costa in tribuna a riguardare i video di Edmundo pur di non guardare la partita.

Contro Massimiliano Alvini, un allenatore che prima di oggi non aveva mai vinto una partita in Serie A.

Mai.

Eppure c'è chi in queste settimane ha lavorato duro.

Chi ha speso, investito, costruito qualcosa di importante.

120 milioni di euro spesi sul mercato.

Una cifra enorme, quasi impensabile per una squadra che l'anno scorso lottava nelle zone basse della classifica.

E con quei soldi, si è deciso di puntare forte su reparti chiave.

La difesa, ad esempio.

Ranieri.

Dragusin.

Due nomi che parlano da soli.

E infatti il reparto non comunica.

E in attacco?

Nessuna alternativa a Kean.

Uno solo.

Del resto, quando hai un solo centravanti di livello assoluto, perché sprecare soldi per un vice?

Meglio concentrare tutto su di lui.

Anzi, meglio venderlo.

A tre giorni dalla fine del mercato.

Senza sostituto.

Un colpo di genio.

Una mossa che nessun altro dirigente al mondo avrebbe avuto il coraggio di fare.

Perché serve visione per costruire una squadra così.

Serve una strategia che va oltre la logica comune, oltre il calcio che conosciamo.

E i risultati, del resto, parlano chiaro.

Zero punti.

Zero gol.

Sette subiti.

Un'idea di calcio completamente nuova.

Complimenti, Fabio Paratici...⚽️❤️

Poteva scegliere i milioni.Poteva scegliere l'Al-Ittihad, l'ennesimo assegno in bianco arrivato dall'Arabia Saudita.Pote...
08/21/2026

Poteva scegliere i milioni.
Poteva scegliere l'Al-Ittihad, l'ennesimo assegno in bianco arrivato dall'Arabia Saudita.
Poteva persino ascoltare le sirene della Juventus, con i suoi progetti tanto ambiziosi quanto imprevedibili.
E invece no.
Lui ha scelto un'altra strada.
Una strada meno chiacchierata, meno appariscente.
Ha scelto il Trabzonspor.
Non per i riflettori.
Non per la vetrina.
Semplicemente per amore del calcio, per la voglia di una nuova sfida lontano dai grandi palcoscenici.
(E per un contratto d'oro, certo, ma questo è solo un dettaglio.)
Ieri sera il debutto ufficiale.
Di fronte una squadra che in pochi conoscono, ma che sul campo ha dimostrato tutta la sua caratura internazionale.
Il Ferencváros.
Una corazzata, si è visto.
In mezzo al campo un certo Ádám Nagy, reduce dalla retrocessione in Serie C con lo Spezia.
Un giocatore che ha attraversato il calcio europeo lasciando ovunque il proprio marchio.
E davanti, il terrore delle difese avversarie: Zachariassen.
Trentadue anni, quattro gol a stagione, ma quando serve li sa segnare nei momenti che contano.
Un attacco così, era difficile contenerlo.
E infatti il Trabzonspor non c'è riuscito.
0 a 1.
Sconfitta all'esordio, in casa, davanti al proprio pubblico.
Ma i grandi campioni, si sa, non si giudicano dal risultato di una singola serata.
Si giudicano dalla scelta di rimettersi in gioco, di ripartire da zero, di affrontare avversari che il grande pubblico sottovaluta e che invece, sul campo, sanno essere un ostacolo vero.
Benvenuto in Turchia, Momo.
La strada verso la gloria, a quanto pare, passa anche da qui.
Complimenti Mohamed Salah...❤️⚽️

Ha allenato il Milan.Ha allenato il Napoli.Ha vinto una Coppa Italia e un playoff di Serie C.E poi ha avuto il coraggio ...
08/18/2026

Ha allenato il Milan.
Ha allenato il Napoli.
Ha vinto una Coppa Italia e un playoff di Serie C.
E poi ha avuto il coraggio di reinventarsi.
Croazia.
Un campionato lontano dai riflettori, lontano dalle comodità di Milano e Napoli.
Poi la chiamata più prestigiosa di tutte: la Nazionale.
L'Italia.
Una sfida complicatissima, contro avversari che il calcio internazionale spesso sottovaluta.
La Bosnia.
Una squadra ostica, fisica, temibile quanto basta per fermare chiunque.
E infatti l'ha fermato.
Niente Mondiale.
Ma si sa, il vero condottiero si vede nei momenti difficili, non in quelli comodi.
E allora, quest'estate, ha scelto ancora una volta la strada più dura.
Ha scelto la Lazio.
Un progetto complicato, con un presidente che gli ha messo a disposizione Formello a 40 gradi e un mercato praticamente bloccato.
Niente investimenti, solo svincolati a costo zero.
Eppure lui non si è tirato indietro.
Ha preparato la squadra con quello che aveva.
Amichevoli contro Serie B, Serie C, Serie D.
Tutte vinte.
Un pre-campionato di ferro, costruito sul lavoro, non sui soldi.
E poi l'esordio ufficiale.
Coppa Italia, Olimpico, tremila spettatori pronti a sostenerlo.
Di fronte il Mantova, squadra che solo l'anno scorso lottava per salvarsi in Serie B.
Gliozzi e Cajazzo, due nomi che il grande pubblico probabilmente non conosceva.
Fino a ieri sera.
2 a 0.
Fuori ai trentaduesimi.
Un turno che la Lazio non perdeva così presto dal 1964.
Sessantadue anni.
E che dai quarti in su raggiungeva ininterrottamente dal 2007-08, arrivando persino in finale appena la scorsa stagione.
Numeri pesantissimi.
Ma la storia, si sa, prima di scrivere le pagine più belle, passa sempre dai momenti più bui.
E chi ha davvero carattere, quei momenti li affronta a testa alta.
Coraggio, mister.
La strada è ancora lunga.
Complimenti Gennaro Gattuso...❤️

C'è un modo di raccontare il calcio che ormai conosciamo tutti.Frasi a effetto.Aggettivi sparati a caso.Ogni prestazione...
08/18/2026

C'è un modo di raccontare il calcio che ormai conosciamo tutti.
Frasi a effetto.
Aggettivi sparati a caso.
Ogni prestazione decente diventa un capolavoro.
Ogni giocatore in forma diventa un predestinato.
Ogni allenatore che vince tre partite di fila diventa un maestro.
E c'è un altro modo, ancora più subdolo, di riempire una pagina di calcio.
Un prompt.
Trenta secondi di attesa.
Un post pronto, con le sue frasi corte al punto giusto, i suoi aggettivi in fila come soldatini.
Zero fonti verificate.
Zero ore passate a guardare la partita.
Zero fatica.
Solo output.
Noi no.
Non useremo mai l'intelligenza artificiale per scrivere un post.
Non deleghiamo a una macchina l'emozione di una rimonta, il fastidio per un arbitraggio, la fatica di capire una tattica.
Chi scrive qui ci mette la faccia, il tempo, gli errori.
Perché il calcio, quello vero, non si genera.
Si vive.
Noi volevamo fare una cosa diversa.
Volevamo raccontare il calcio vero.
Quello con i difetti, le partite brutte, i giocatori normali.
Senza gonfiare nulla.
Senza inventare epopee dove c'è solo un campionato di ottobre.
E ci siamo riusciti.
Ci siamo riusciti fin dalla prima riga di questo post.
Anzi no.
Perché a un certo punto, scrivendo, ci siamo resi conto di una cosa.
Che il rifiuto della retorica, se lo scrivi bene, è già una piccola grande retorica.
Che l'antieroe, raccontato con enfasi, diventa un eroe.
Che dire "non esalteremo nessuno" con questo tono solenne è, di fatto, un'esaltazione.
Ci siamo cascati.
Ci siamo cascati in pieno, dopo neanche trecento parole.
Del resto è più forte di noi.
È più forte di chiunque scriva di calcio.
Perché il calcio, si sa, sa regalare emozioni anche quando stai solo cercando di non regalarne.
E quindi, con tutta l'umiltà che ci resta:
Complimenti a noi.
Benvenuti su Calcio Parziale. ❤️⚽️

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