Una rossa a pedali

Una rossa a pedali Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Una rossa a pedali, Villa Celiera.

La bici mi ha fulminata a 40 anni e da allora nulla più è stato come prima!La bici è fatica e sudore.
È adrenalina.
È conquista.
È superamento dei propri limiti.
È libertà
E adesso la bici è viaggio

Sono le 5,30 del mattino. Sono sveglia. Il canto del muezzin risuona nella vallata. Mi lascio trasportare dal suo cantil...
07/02/2026

Sono le 5,30 del mattino.
Sono sveglia.
Il canto del muezzin risuona nella vallata.
Mi lascio trasportare dal suo cantilenare.
È ancora buio ma è quasi ora di alzarsi.
Non riesco a credere che siamo già arrivati all’ultimo giorno di viaggio.
È passata una settimana ed è volata.
Ripercorro nella mente le giornate trascorse, lunghe e impegnative, i chilometri, il cambiamento maturato rispetto alla partenza.
Sono partita incerta, animata da mille dubbi, primo fra tutti quello di partire con altre persone.
Sara non ci ha messo molto a convincermi.
Le è bastato dirmi “Oman” e inviarmi la foto copertina del viaggio: sabbia, deserto, montagna.
Ma l’incognita gruppo mi ha accompagnato fino alla partenza .
Ormai sono abituata a viaggiare da sola.
A pianificare tutto, a tracciarmi il giro, a costruirmelo su di me, consapevole dei miei limiti e delle mie “risorse”.
L’idea di affidarmi a qualcun altro mi preoccupava un tantino.
Anche perché so come pedalo.
So quanto mi piace rallentare, soffermarmi su certi dettagli, rimanere in contemplazione del nulla e del silenzio, cercare di coglierli in uno scatto che poi mi riporterà lì, come una madeleine, generando una vertigine a distanza di mesi e anni.
E so quanto generalmente gli altri pedalino in modo diverso da me.
Chi mi conosce lo sa e tendenzialmente mi “abbandona” sapendo che tanto arrivo.
Ma qui? Cosa sarebbe successo?
Quanto si sarebbero urtati gli altri a dover rallentare per aspettare una così “lenta”?
Ma Sara è stata dolcemente e testardamente convincente e la chiacchierata con Leo (l’organizzatore), prima della partenza, mi ha rassicurata sulle dinamiche che avrebbero guidato il gruppo.
E così nella più totale “incoscienza” il 28 gennaio sono sbarcata ad Abu Dhabi, stop over per Muscate, per ricongiungermi al gruppo partito da Malpensa.
Il feeling si è creato subito.
Ma l’inquietudine non è diminuita, soprattutto quando mi sono resa conto che la “faccia conosciuta” che non riuscivo a collocare si è rivelata appartenere a uno dei compagni di merende del mio amico Juli, vera e propria macchina da guerra a due ruote!
La prima mezza giornata sui pedali è stata mentalmente tosta.
Non girava niente!
Non andavo in salita, non andavo in pianura, mi sono causata molteplici ferite tra pedali e cerniere, la borsa posteriore calava ogni tre per due, il fiato non si rompeva e restavo puntualmente indietro. Andrea, la co-guida di lunga esperienza, mi “curava” pazientemente, insieme a Roberto, scalatore indefesso e provetto meccanico, che di tanto in tanto mi aspettava lungo la salita.
Gli altri pedalavano alacremente e senza fatica.
Leo , adrenalina a tremila per la responsabilità dell’organizzazione;
Petra, viaggiatrice incallita con qualsiasi mezzo;
Cristiano, alla sua prima esperienza in bici, ma con la testa e il fisico dell’arrampicatore che non molla mai;
Francesco, il corridore “race” nell’anima, che si professava poco allenato ma tirava come un treno;
Sara, gamba d’acciaio ed entusiasmo a mille per questo viaggio che anelava da mesi.
Li guardavo avanzare e continuavo a cercare una giustificazione alla mia fatica, nonostante Andrea, pazientemente, continuasse a dirmi che la mia bici non aveva nulla che non andasse!
Ma poi , a un certo punto, è successo qualcosa.
L’asfalto ha lasciato il posto alla sabbia.
Le montagne ci hanno abbracciato.
Le caprette hanno iniziato a materializzarsi tra le rocce.
La terra è diventata rossa.
Il silenzio si è impossessato della mia testa e le gambe hanno cominciato a girare.
Improvvisamente la meraviglia ha azzerato tutti i dubbi che si erano affastellati nella mia testa e mi sono ritrovata.
Il viaggio si è impossessato di me.
Mi sono rilassata.
E mi sono fatta conquistare man mano dalla bellezza di una terra aspra e dura, abitata da una popolazione che al contrario è ospitale e gentile.
Una terra inondata di luce e colori.
Infuocata da un sole accecante che arde nelle ore più calde e si attenua all’alba e al tramonto colorando tutto di rosa: il cielo, le rocce, la terra…
Una terra dove, tra il giorno e la notte, l’escursione termica è notevole; dove l’assenza di inquinamento luminoso ingigantisce la luna e rende visibili miriadi di stelle.
Man mano che ci si allontana da Muscate e si comincia a salire attraverso le montagne la natura mette a n**o tutta la sua possenza.
Il profilo delle montagne si fa più aguzzo; le cime si susseguono all’infinito rincorrendosi tra la foschia; i canyon si fanno sempre più profondi; le venature delle rocce si amplificano; l’acqua scarseggia eppure se ne intuisce la presenza tra le oasi verdissime costellate di palme da dattero, risorsa preziosissima il cui utilizzo spazia dall’alimentazione, alla medicina, contribuendo persino alla fortificazione delle mura delle abitazioni miscelata alla paglia e al fango utilizzati nella costruzione delle case. Osservando i villaggi, i paesi, le fortezze, ci si chiede come sia possibile che restino in piedi , ma gli omaniti, nella loro fierezza ci spiegano che la melassa di dattero, utilizzata come “collante” , impermeabilizza le strutture ed evita che l’acqua le sgretoli.
Gli omaniti sono persone semplici, ma di una cordialità disarmante.
Ci salutano sempre, a piedi e in macchina; ci offrono acqua quando ci incontrano sulle strade; ci danno la precedenza sulle sterrate;
ci incitano lungo le salite. E noi ci stupiamo ogni volta.
Ci chiediamo come facciano ad arrampicarsi su salite dalla pendenza spesso superiore al 20%, strette e sabbiose.
Incontriamo per lo più uomini.
Durante la giornata le donne sono rarissime, ogni tanto al volante, ma alle prime luci del giorno le si vede ammassare il pane, rincorrere le caprette, raccogliere la legna, accompagnare i bimbi a scuola; ogni tanto la sera le si vede anche uscire in gruppo a passeggio, ma ci si rende conto che nonostante l’Oman sia forse il paese meno integralista dell’area, la vita delle donne non sia affatto facile.
Man mano che passano i giorni ci lasciamo conquistare.
Restiamo ammaliati dai paesaggi immensi che attraversiamo, talvolta lunari.
È un crescendo, fino ad arrivare al Gran Canyon d’Arabia.
Spingiamo a piedi lungo le salite più dure, ma è come se la fatica venisse attenuata dal contesto in cui siamo immersi.
Il gruppo è fantastico.
Coeso.
Alla fine della prima giornata è già come se ci conoscessimo da tempo.
E quando ogni sera ci troviamo ad allestire il campo ognuno collabora come può!
Si montano le tende, si attrezza per la cena, Leo e Andrea cercano di coccolarci il più possibile.
Andrea cucina per tutti; noi “ragazze” apparecchiamo;
Roberto accende il fuoco.
I confort non sono quelli abituali, ma i luoghi in cui dormiamo sono incredibili e man mano che passano i giorni mi rendo conto che questo è proprio il viaggio che volevo!
Sono felice che Sara mi abbia coinvolta in questa esperienza!
Che abbia voluto condividerla con me!
Da sola, un viaggio così, non sarebbe stato possibile.
Ormai è giorno.
Siamo alla fine del viaggio e mi rendo conto che un nuovo strato di sabbia, invisibile e indelebile, si è depositato sulla mia pelle.
Tornata dal Marocco pensavo che un‘esperienza così intensa sarebbe stata difficile da replicare, ma adesso capisco che non è così.
Ogni viaggio è scoperta, arricchimento, conoscenza, crescita, condivisione.
Ancora una volta torno a casa con la consapevolezza di aver imparato qualcosa di nuovo anche su di me.

Leo, Andrea, Petra, Roberto, Cristiano, Alberto , Francesco grazie!
In questo viaggio sono stata Simona, Silvia, Stefania, Samanta, Susy, Campanellino, Trilli, gemella diversa, entusiasta positiva e persino trattore. Mi avete fatto girare le gambe all’impazzata! Mi avete trasmesso un sacco di energia e di questo vi ringrazio!
È stato bellissimo incontrarvi e pedalare con voi!
Sara, gemella diversa, grazie davvero!
Ci vediamo presto!
Ovviamente in bici

Life in Travel - Avventure in bicicletta
Sara Ischia

Riguardo questa foto e non so descrivere le emozioni, lo stupore, le sensazioni che ho provato quando mi sono girata e h...
14/10/2024

Riguardo questa foto e non so descrivere le emozioni, lo stupore, le sensazioni che ho provato quando mi sono girata e ho visto quella coltre di nubi che galleggiava alle mie spalle!! Ovattata! Solida! Incredibile! Non riesco a esprimervi il friccicore che tuttora mi attanaglia….ma vorrei portarvi lì con me e farvelo vivere….




grazie a tutti per gli auguri, per i messaggi, per le le belle parole, per la vicinanza, per i festeggiamenti!!!! Io nel...
20/09/2024

grazie a tutti per gli auguri, per i messaggi, per le le belle parole, per la vicinanza, per i festeggiamenti!!!!
Io nella testa ho sempre 27 anni 🤣!!! nonostante le zampe di gallina che, data esposizione costante al sole e alle intemperie, mi ricordano che sono qualcuno in più! 😜!
Eppure oggi sto bene con me stessa (molto più che a 20 anni!) Ho trovato la mia dimensione! coltivo le mie passioni e cerco di trasmettere ai miei figli l'idea che , sudando (!), si possano raggiungere i traguardi che ci si pongono!!!

“Ci sono andata apposta nel bosco! Volevo  incontrare il lupo per dirgli  di stare attento agli esseri umani!” Nei borgh...
01/07/2024

“Ci sono andata apposta nel bosco!
Volevo incontrare il lupo per dirgli di stare attento agli esseri umani!”
Nei borghi che popolano il parco nazionale d’Abruzzo questo è il messaggio che si vuole far passare.
L’uomo si è insidiato nella natura, ha costruito paesi, coltiva I campi, convive con la fauna autoctona (lupi, orsi, cervi, linci ….) ma lo fa cercando di rispettare e preservare il più possibile l’ambiente circostante.
La montagna è possente.
Incredibile!
Con i suoi boschi,
le sorgenti in alta quota,
gli altopiani spazzati dal vento,
le gole che scendono in picchiata,
i pascoli d’altura.
L’asfalto si arrampica su attraverso le gole del Sagittario, fino a Passo Godi e poi riscende dolcemente fino a Villetta Barrea per inoltrarsi all’interno del parco, ma basta un attimo per decidere di evitarlo e arrampicarsi lungo carrarecce sassose e assolate che, tornante dopo tornante, raggiungono il cuore della montagna, svelando faggete e sorgenti , rivelando la presenza di una fauna invisibile ma percepibile nei fruscii del sottobosco!
Man mano che si sale il silenzio prende il sopravvento, interrotto solo dallo scampanellio delle mucche, delle pecore e dei cavalli al pascolo, guidati dai pastori con i loro dialetti incomprensibili, e dai pastori maremmani, custodi imprescindibili delle greggi.
Il parco nazionale d’Abruzzo è così!
Una perla rara!!!
💙









Alberto Den

Uno strato di polvere gialla e densa ricopre la bici, le borse, il telefono, le mie gambe, gli occhiali che ho sulla tes...
24/06/2024

Uno strato di polvere gialla e densa ricopre la bici, le borse, il telefono, le mie gambe, gli occhiali che ho sulla testa.
La pioggia che ha iniziato a cadere , dispettosa e rigenerante allo stesso tempo, non la smuove minimamente. La impiastriccia leggermente, ma lei rimane lì, densa e compatta, testimonianza tangibile di questi tre giorni incredibili di Mags.
Sono anni che in un modo o nell’altro faccio parte di questa grande famiglia, ma quest’anno per la prima volta ho pedalato come “staff”! Ho percorso la traccia gravel dando supporto e indicazioni, raccogliendo i feedback, osservando le persone che pedalavano, soffrivano, gioivano e talvolta imprecavano lungo il percorso!
Ho letto sui loro volti milioni di emozioni.
Ho condiviso il viaggio con una nuova “famiglia” con cui si è instaurato sin da subito un grande feeling che ci ha permesso di pedalare insieme per tre giorni, lasciando però ad ognuno i propri spazi e i propri tempi!
Ho rincontrato “vecchi”amici.
Ho conosciuto bellissime persone.
Ho percorso nuove strade e ancora una volta mi sono stupita della bellezza di questa terra.
Ho trovato tanta accoglienza ma anche un’abbondante resistenza ad aprirsi e accogliere i “turisti”.
Mi sono riempita dei profumi, dei suoni, dei colori e della luce che rendono unica questa regione.
Mi sono goduta ogni istante.








Abruzzo Trail Mags Experience

Le “solite” strade regalano sempre delle sorprese!
21/05/2024

Le “solite” strade regalano sempre delle sorprese!



Sto tornando a casa!In treno!Sono arrivata a Roma e ho deciso di fermarmi. Epic conquistato (in ogni senso!), ma il Lege...
08/05/2024

Sto tornando a casa!
In treno!
Sono arrivata a Roma e ho deciso di fermarmi.
Epic conquistato (in ogni senso!), ma il Legend si farà la prossima volta!
Ma sono felice!
Questo viaggio mi ha illuminata!
Mi ha fatto capire tante cose!
Mi ha messa alla prova e mi regalato nuova consapevolezza!
Ho dato il massimo e ho cercato di andare oltre i miei limiti !
Di continuare a spingere incurante del dolore e della fame!
Di arrivare più lontano di quanto mi fosse possibile!
Di tenere il passo delle due guerriere con cui ho condiviso la prima giornata e parte della seconda!
Giorno dopo giorno mi sono detta che dovevo andare avanti, e dovevo arrivare in fondo, ma ieri sera ho capito che non sarebbe stato così!
Sono arrivata a Nemi che era già buio, dolorante, infreddolita , assetata e soprattutto affamata dopo una giornata incredibile tutta in solitaria, iniziata scalando i Simbruini e finita dopo un inenarrabile sequenza di saliscendi mortali tra i borghi dell’Aniene!
E mi sono detta che andava bene così!
Non so come Paolo sia riuscito a mettere insieme tanta bellezza e tanta cattiveria! Ci aveva avvisati del fatto che per guadagnarci certi spettacoli avremmo dovuto soffrire , ma forse non gli avevo creduto abbastanza e trovarmi a spingere la bici carica in salita in certe situazioni ha messo a dura prova la mia lucidità!
Mi ero illusa che questa volta sarebbe stato gravel, scorrevole, non dico facile ma ….
E invece l’aria l’abbiamo intuita subito, già dalle prime rampe sotto Catignano.
E il sospetto è diventato certezza lungo le salite in sequenza di Cannatina e poi di Castel del Monte.
Alla fine della prima giornata la tabella di marcia era già irrimediabilmente saltata, almeno per me.
Per recuperare avrei dovuto pedalare di notte, ma la stanchezza accumulata durante il giorno era troppa!
Per godermi la bellezza di questo giro ho dovuto rallentare e sono felice di averlo fatto!
Mi sono goduta il Gran Sasso, pedalando strade che non avevo mai percorso.
Sono rimasta senza fiato dinanzi alla bellezza del valico Fonte di Capo la Maina, sotto il Velino.
Mi sono innamorata di Poggetello, borgo silenzioso e accogliente alle porte dei Simbruini, che mi sono sudata come non mai!
Ho scoperto la valle dell’Aniene, di una bellezza mozzafiato!
Ho assaporato il tramonto dei Castelli Romani, incastonati sui laghi di Nemi e Castel Gandolfo.
E oggi sono arrivata a Roma, percorrendo tutta l’Appia antica e poi l’Ardeatina per ritrovarmi infine sulle sponde del Tevere e poi all’improvviso nel caos di Viale della Conciliazione ad ammirare il “cupolone” immobile dinanzi a me!
L’Empire Lands mi ha dato tanto, è stato un viaggio incredibile che resterà con me!
È stato più di una sfida! Mi ha costretta a scavare a fondo per superare le mie paure! In primis la paura della solitudine in montagna! Aver affrontato i Simbruini da sola (ed esserne uscita) è stata una soddisfazione immensa!

Grazie Paolo e Francesca Empire Lands per la passione (e la “cattiveria” 😝) che ci mettete !

Grazie Simona e Marina per la strada che abbiamo condiviso! Siete due guerriere!

Grazie Mario Borgo Poggetello B&B per l’accoglienza calorosa !

Moreno , Roberta No Limits, Fabio Marinelli è stata un’esperienza unica!!




C’è un momento in cui, improvvisamente, la fatica si azzera. Senza nessuna ratio.Semplicemente accade.In quel momento tu...
24/03/2024

C’è un momento in cui, improvvisamente, la fatica si azzera.
Senza nessuna ratio.
Semplicemente accade.
In quel momento tutto ha senso.
La sveglia prima dell’alba.
Le ore in sella.
Le pendenze a due cifre.
Lo scetticismo di chi ti aspetta a casa.
Quando arrivi in cima e l’orizzonte si apre, il cielo si sfiora con un dito, le creste si addolciscono, il silenzio è assordante.
In quel momento la felicità dilaga, l’anima si acquieta, la ricerca implacabile si arresta.






A Passo Lanciano ero stata tante volte….. ma oggi….. oggi sono sprofondata tra i calanchi.Ho scoperto Montepiano e le ca...
03/03/2024

A Passo Lanciano ero stata tante volte…..
ma oggi…..
oggi sono sprofondata tra i calanchi.
Ho scoperto Montepiano e le carrarecce infangate che la collegano a Serramonacesca. Sono salita finalmente a Passo Lanciano percorrendo il sentiero D1, accompagnata dal mio respiro, dalle tracce del lupo e dai camosci scesi a valle.
Mi sono persa tra le colline che risalgono a Casalincontrada.
Sono partita all’alba e sono rientrata che il sole era già tramontato.
Ho scoperto nuove strade 💙!




Mete - Vicine e Lontane!Felice di poter raccontare il mio Abruzzo attraverso le foto scattate durante il mio peregrinare...
20/02/2024

Mete - Vicine e Lontane!
Felice di poter raccontare il mio Abruzzo attraverso le foto scattate durante il mio peregrinare in queste terre 💙!

Grazie Elena Zappia per questa bellissima opportunità!!!

Torna , versione 2024!

L'ABRUZZO è un grande produttore di silenzi.
(Giorgio Manganelli)

Ormai sempre più spesso, si cercano destinazioni lontane per trovare ambienti ancora poco civilizzati, montagne e sentieri da percorrere, che richiedano un buon grado di adattamento e wilderness.
A ben vedere, però, l’Italia, come sempre, ha quel che cerchiamo e che, ormai, non sappiamo più trovare. L’Abruzzo ne è un esempio. Dal mare a Campo Imperatore, su e giù per gli Appennini e borghi abbandonati.
Ascoltando i racconti di Silvio Gian Luigi Spertino, Roberto Allione, Savino Fatone e Mattia Polito, il pensiero che ho avuto è: stiamo parlando di Montanas Vacias o di Abruzzo?

Dal viaggio “Bosconero-Campo Imperatore” di Silvio, ed il “Wolf’s Lair” con l’amico Fulvio, passiamo al viaggio di Roberto e Savino, tra i borghi più belli d’Italia, per arrivare a Mattia, abruzzese doc e pedalatore, partecipante al Abruzzo Trail MAGS (organizzato da Catia Albertoni e Scardetta Maurizio & Co.), l’evento bikepacking che si terrà il 21 giugno.

A concludere, il cameo di Una rossa a pedali, Simona Flacco (è lei in foto!), che racconta la sua terra con l'emozione di chi vuole perdersi per scoprirla sempre più. Ecco le sue parole

"L’Abruzzo può essere declinato in molti modi…. Il mio Abruzzo è quello dei silenzi cosmici!
Della pace assoluta.
Delle lunghe salite che in un batter di ciglia dal mare ti portano in cima al Blockhouse.
Dei vigneti e uliveti che caratterizzano le colline dell’entroterra.
Dei borghi silenziosi e abbarbicati lungo i pendii delle montagne.
Dei cieli densi, squarciati da nuvole sempre in evoluzione.
Del mare in burrasca.
Delle greggi al pascolo scortate dai pastori abruzzesi.
Degli incontri inaspettati!
Amo perdermi in questi luoghi.
Scoprirne sempre di nuovi.
Godermi il lato selvaggio di una regione ancora poco antropizzata , selvaggia e aspra ma pulsante di luce e di una bellezza abbagliante"

Spunti ed idee per un prossimo viaggio, dai prossimi ponti all’estate.
Vi aspettiamo al Motovelodromo Torino, negli spazi di Velò Berlicabarbis il 29 febbraio, dalle 19.30 in poi. A cena, per chi vuole e si prenota, ci sono gli arrosticini!

Indirizzo

Villa Celiera
65010

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Una rossa a pedali pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Una rossa a pedali:

Condividi