09/06/2022
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FEDERAZIONE ITALIANA PSICOLOGI DELLO SPORT
Sport, al Coni la cerimonia della Fondazione della Federazione Italiana Psicologi dello Sport (FIPsiS) a sostegno agli atleti
Malagò: "Fondamentale per il bene psicofisico delle persone". Salis: "Venti anni fa era un tabù, oggi è uno strumento per affrontare nel modo migliore le competizioni e per costruire l'identità dello sportivo e dell'uomo"
mercoledì 1 giugno 2022
ROMA - Si è svolta oggi a Roma, presso la sala d'Onore del Coni, la cerimonia per la fondazione della Federazione italiana psicologi dello sport (Fipsis), nata il 17 febbraio scorso. Presenti all'evento il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il vicepresidente vicario del Coni, Silvia Salis, il presidente FIPsiS, Antonio De Lucia, insieme ai vicepresidenti Diego Polani e Marina Gerin.
"Alla Federazione psicologi dello sport- ha dichiarato Malagò- deve essere riconosciuto il ruolo fondamentale per il bene psicofisico delle persone. La pandemia ha lasciato cicatrici profonde, soprattutto tra i giovani e per molti si è persa per strada la voglia di fare sport, un problema risolvibile proprio attraverso la nuova Federazione".
Silvia Salis ha ricordato che "fino a 20 anni fa il sostegno psicologico agli atleti era tabù, mentre oggi è uno strumento fondamentale. È importante che il supporto sia serio e preparato e per questo la Federazione deve presidiare il territorio. L'aiuto che viene dato agli atleti è quello di affrontare nel modo migliore le competizioni ma anche quello di costruire l'identità dello sportivo e dell'uomo, soprattutto quando l'attività agonistica termina".
La Federazione psicologi dello sport vuole rappresentare una interfaccia verso le istituzioni sportive nazionali come il Coni ed il Cip e le altre organizzazioni che operano nel settore, allo scopo di assicurare una risposta professionale adeguata alle richieste provenienti a partire dallo sport di alto livello fino al cosiddetto sport per tutti. Centrale è il contributo al benessere psicologico di chi è coinvolto nell'attività sportiva come gli atleti, i tecnici ed i dirigenti operando sia a livello individuale, di squadra e di staff.
"Per dare il meglio- ha spiegato all'agenzia Dire il presidente Fipsis, Antonio De Lucia- bisogna essere al meglio. Il benessere mentale, emozionale e fisico è un tutt'uno e bisogna coniugare tutte queste cose".
La figura del mental coach è entrata con forza nella vita degli sportivi e l'esempio più eclatante è quello di Marcell Jacobs che, grazie anche al sostegno psicologico, è riuscito a vincere la medaglia d'oro a cinque cerchi. Per De Lucia "le ultime Olimpiadi hanno sancito questo fatto. L'allenamento, dal punto di vista fisiologico, più di tanto non può fare. Mentre c'è sempre un margine per lavorare sotto l'aspetto nervoso e mentale. La Federazione si pone come un'interfaccia per chiunque, dallo sport ad alto livello a quello per tutti: società, istituzioni ed enti di promozione sportiva. C'è un albo con gente qualificata e faremo fronte a qualsiasi richiesta".
(DIRE - Agenzia Giornalistica nazionale)