11/05/2025
La maternità oggi è QUASI una scelta.
Puoi scegliere di diventare madre ma puoi anche non diventarlo mai.
Io ho scelto di diventare madre. Non ho mai immaginato di diventarlo se non prima di incontrare l’amore della mia vita. E dopo un lungo percorso fatto di terapia, dubbi e incertezze la maternità è arrivata. Ma non mi sono sentita madre quando ho scoperto di essere incinta. La gravidanza per me è stato uno dei periodi più difficili della vita: preoccupazioni, nausea, diabete gestazionale, insulina, anemia, ricovero, anemia e di nuovo anemia. Nella mia lunga permanenza in ospedale ho incontrato tante mamme:
Una mamma che era rimasta incinta dopo 15 anni di tentativi. E portava in grembo due gemelli che sono nati prematuri.
Una giovane mamma che era rimasta incinta di due gemelle tramite PMA.
Una giovane mamma con una malattia rara al cuore che girava con al seguito una bombola di ossigeno.
Una mamma che aveva perso un gemello in grembo e pregava perché il secondo rimanesse in vita.
Una mamma che aveva l’anemia mediterranea e aveva la placenta invecchiata e il suo bimbo non riusciva a crescere come avrebbe dovuto.
E poi c’ero io, con una malattia rara, che mi causa anemia.
Ho visto tante mamme affrontare cesarei programmati senza mangiare e bere per 12 ore.
È stato in quel momento che ho parlato a mia figlia. Le ho chiesto con amore, di non rispettare i programmi, di nascere senza che io dovessi trascorrere quelle infinite 12 ore. Emanuela mi ha ascoltato. È nata. Senza preavviso. Senza che ci fossero i medici migliori del Mangiagalli a seguire il mio parto, come mi era stato detto. È nata. É andato tutto bene. Mia figlia stava bene, io no. Ma non è che me ne sia importato tanto. In qualche modo ho fatto. E oggi che mi hanno vivamente sconsigliato una seconda gravidanza, soffro molto. Quel non stare bene mi è tornato alla mente. Essere madre è una responsabilità. La mia responsabilità oggi è Emanuela, che ha bisogno di una mamma che sta bene. Grazie Emanuela. Sei il mio miracolo 🙏❤️
Un abbraccio sincero a tutte le mamme che lottano. Dalla scelta di diventare madri, all’esserlo e al non poterlo essere. Non è scontato come sembra e come ce lo raccontano.