10/05/2026
LA SERA CAMPIONI LA MATTINA COJONI
VENEZIAMESTRE – PALERMO 2 – 0
Amici della pillola del giorno dopo al sapor di analgesico, amici di lunga data e amiche di lungo oblio nel maschile sovraesteso, così come Ivano Fossati sapeva bene che dalle sue parti fare tutto è un'esigenza, allo stesso modo noi tifosi di questa squadra bella e monella che è l'Unione sappiamo benissimo che di gioie da queste parti non è che se ne vedano poi tante, vittorie men che meno. La promozione è arrivata una settimana fa, sofferta e meritata, ed ora toccava l'ultima di campionato per andarsi a prendere la vittoria di un titulo che mancava da una vita e per una volta quel titulo è arrivato davvero. Uno degli aspetti più interessanti della storia è che quando essa è avvenuta appare solenne ed inevitabile, è andata così perchè doveva andare così ed era ovvio che andasse a finire così; a posteriori sembra tutto cristallizzato ma mentre la storia la si vive non c'è mai nulla di scontato. L'Unione ha giocato un campionato straordinario, una cavalcata trionfale che doveva, domineiddio ci fulmini se non doveva, doveva terminare con la vittoria, ma il calcio è strano, Beppe, e la vita ancor di più, ragion per cui a novanta minuti dal termine di questa f***e stagione di b ci si ritrovava con un Frosinone Culone ancora saldamente attaccato al c**o e più che mai determinato a mordere ancora per assicurarsi quantomeno il secondo posto. L'invincible armada del Colosso di Lodi allora per andare a prendersi la coppa si presentava all'ultima partita stagionale con l'abito buono e solo un fiocchetto di turnover, confermando il blocco spaventoso che ha piallato il campionato con tutta la stanchezza anemica e disidratata di Stankovic tra i pali, il sergente di nutella, il ladro gentiluomo e la frana Franjic a comporre suggestive decorazioni musive davanti all'area di rigore, frombolino formaggino Hainaut e Ciano il luganegher (forse all'ultima in arancioneroverde?) sulle fasce, l'elefantino albino, il torero camomillo e l'eiaculapiante a centrocampo, e davanti Bello Figo Yeboah con il lampione di Erfurt a sostituire bomber Adorante.
L'avversario di giornata era niente meno che il Real Palermo, a cui ormai da mesi vanno le nostre più sentite congratulazioni per la promozione che però dovrà giocoforza passare dai playoff giacchè la banda di Inzaghi, ricca di ex e povera di sodio, ormai da qualche settimana è certa del suo saldo quarto posto in classifica, seppur con una voragine a dividerli dalla quinta. Real Palermo che in effetti, come aveva annunciato SuperPippo, giustamente acclamato dal pubblico di casa, si presentava un po' rimaneggiato ma non primo né di mordente né di ex più o meno cicciuti in campo sin dall'inizio: difficile ignorare il bagliore familiare dei denti bianchissimi di Joronen, la goffezza dell'orso Yogi di Sarzana, un po' più facile invece far passare inosservata l'elegante inconsistenza di Segre. Sugli spalti esauriti a targhe alterne e cosparsi di un sapiente mix di tifosi storici, tifosi occasionali e gente che letteralmente non aveva mai visto un pallone prima misteriosamente ritrovatasi con in mano un biglietto, la festa iniziava ben prima del match e pure al di là del risultato. L'Unione partiva forte o almeno ci provava con un paio di conclusioni e qualche occhiata di avvertimento al portiere dal dente bianco che più bianco non si può, senza però trovare il guizzo decisivo, e sul finale del primo tempo era il real Palermo ad avere un paio di chance per portarsi avanti, prima colpendo un palo esterno e poi sparacchiando sul fondo un'occasione da discreta posizione. Nel frattempo il Culone maltrattava il Mantova e la classifica ci vedeva momentaneamente secondi, cosa che non neghiamo ci procurasse un leggero grattac**o; sensazione che devono aver provato anche i nostri beniamini negli spogliatoi poiché una volta tornati in campo si partiva a marce ingranate e si trovava subito la strada per sbloccare il match con una sapiente piattonata di Doumbia su suggerimento di Yeboah. La festa riassumeva vigore polmonare mentre il vigore alcolico cavalcava già da ore sulle praterie dei campi elisi, e sulle praterie del Penzo iniziava un valzer di traverse e pali colpiti con ostinazione dai nostri che si portavano alla ragguardevole soglia di 27 legni stagionali, con menzione speciale per K**e Perez anche oggi a segno sul legno come ormai da tradizione. Il risultato rimaneva in Fabio Bilico e con esso il primato, dato che oramai il Culone aveva preso il largo sull'umile Mantova, e a slinguazzare ulteriormente l'atmosfera intevenivano gli ingressi della pallina rimbalzina Johnsen e soprattutto della Poiana Mannara, che veniva invero accolta da un esaustivo mix di reazioni, dagli applausi di alcuni agli ululati innominabili della notte in lingue oscure e gutturali che non si possono pronunziare da altri. Ma alla fine arrivava il gol che di fatto chiudeva la stagione, almeno dal nostro punto di vista, con Busio che liberava al tiro il sindacalista cgil Compagnon lo quale est utile et humile et pretioso et alla ricerca di un piccolo riscatto da una stagione non eccezionale e trovava all'ultimo respiro il sospirato primo gol dell'anno con una staffilata rasoterra all'angolo che chiudeva baracca e burattini. Vittoria, primo posto, invasione di campo, premiazione, il tutto in un ordine che cominciava ad essere sempre più confuso nelle nostre menti rese morbidissime dalle lusinghe dell'alcol. E così si concludeva, anzi si conclude una stagione tanto bella che alcuni speravano durasse ancora a lungo e che forse amici rimpiangeremo perchè le vacche non sono sempre grasse, sebbene Antonio Junior V***a sia indubbiamente sempre molto virile. Noi non siamo tra questi, ovvero tra quelli che volevano che la stagione si protraesse all'infinito da tanto era divertente; perchè se è vero che ce la siamo goduta è anche vero che tutte le cose belle hanno una fine e che a un certo punto bisogna godere di quanto raccolto, proprio come quando prepari un tiramisù e lo lasci lungamente riposare in frigorifero affinchè i sapori si amalgamino al punto giusto in maniera da regalarti la full experience al momento dell'assaggio. Un giorno magari parleremo di società, di mercato, di sogni e ambizioni, ma non è questo il giorno; oggi siamo promossi e siamo campioni di questa serie b, ed è tempo di assaporare tutto ciò come meglio si può, perchè amici ne vale la pena e perchè porcamiseria se ce lo meritiamo. Perciò grazie a questa straordinaria squadra e buona festa a tutti amici, e come sempre
FORZA UNIONE!
IL PAGELLONE
STANKOVIC: l'ultima fatica dell'anno per chi dalla fatica si sente travolto per questioni di sangue si prodiga specialmente nel primo tempo con un paio di balzi felini che sfuggono al sottoscritto come gran parte dei ricordi della serata. Per fortuna esistono gli highlights. LA DOMENICA MATTINA voto: 6,5
FRANJIC: la frana gioca una mezz'oretta che è poi quella in cui il Palermo mostra al mondo il motivo per il quale viene soprannominato "Real" prima di cadere vittima del classico male di stagione e passare direttamente in modalità "spacchiamoci a m***a". MEZZO E MEZZO voto: 6 --- SIDIBÈ: l'apostolo della corretta igiene intima rivede finalmente il campo per una forzatura del destino e per l'ennesima volta si rivela adeguato e preciso come quanto lustra con attenzione il suo scroto luccicante. ALOE VERA voto: 6
SVOBODA: di riffa, raffa e di mestiere guida la difesa a suon di indicazioni, calci ben assestati e fette di pane e Nutella distribuite ai compagni di reparto. Con lui la giornata inizia bene fin dalla prima colazione. CHE MONDO SAREBBE SENZA IL SERGENTE voto: 6,5
SCHINGTIENNE: il ladro dai modi gentili e i piedi delle acciaierie di Terni completa la solita partita poco appariscente al limite dell'austero, sicuramente severa, ma anche giusta. ARSENIO INOX voto: 6
HAPS: vive gli ultimi minuti che lo separano da due giorni e due notti da ubriaco lercio con un dinamismo tale che verrebbe voglia di proporgli un quinquennale alle cifre di Mbappè. Poi quando parla in italiano dopo cinque anni passati qua la voglia sparisce ma il contratto rimane. IL TESTAMENTO DI CIANO voto: 6,5
DOUMBIA: l'elefantino luppolato gioca una partita di iraddiddio, condita da gol, traverse, esibizioni fisiche, corse sregolate, e incursioni da Barone Rosso. Speriamo di rivederlo da queste parti. IO VADO AL MARE VOI CHE FATE? voto: 7,5 --- LELLA: qualche minuto per godersi l'abbraccio del Penzo prima di passare al prosecco. PRIMA IL DOVERE voto: 6
K**E PEREZ: la migliore immagine della serata è quella di lui arrampicato sulla traversa che a un certo punto si spacca ad arringare la folla. Un giusto epilogo dopo i settantacinque legni colpiti in stagione. PADRE TEMPO voto: 7 --- DUNCAN: nella serata degli addii dei Duncan c'è spazio anche per la sua probabile ultima trotterellata sul grande prato verde dell'amore. GIANNI MORANDI voto: sv
BUSIO: capacità di corsa direttamente proporzionale a quella etilica, è il compagno ideale con cui giocare a calcetto o darsi al binge drinking, ammesso e non concesso che sia lui a pagare. RUM E PERA voto: 7
HAINAUT: il trenino paesaggistico del preganziolano oggi è in versione più rilassata, vuoi perché i giochi sono già fatti vuoi perché non si può sempre andare al Massimo, e nemmeno al Giuseppe. TAKE ME HOME COUNTRY ROADS voto: 6
LAUBERBACH: il leone mangia kartoffen popola l'attacco con la solita fisicità e una discreta inconsistenza, percorrendo a grandi falcate la carriera del suo idolo Daniel Fila. TUTTO FILA voto: 6 --- CASAS: seguito al Penzo da una ventina di membri della famiglia Casas, gioca un minuto per parente partecipando alla festa collettiva.
QUE ES FANTASTICA, FANTASTICA ESTA FIESTA voto: 6
YEBOAH: galvanizza il pubblico con le sue serpentine degne del serpente che vien giù dal monte, incitando la folla come un cantante pop prima di ubriacarsi come una compagnia di Resana scesa in isola per un addio al celibato, in un confine sottile tra l'essere indispensabile ed essere molesto. VUÌ BEVARE SIO LAI? voto: 7 --- COMPAGNON: dopo una stagione abbastanza anonima entra nel finale segnando il gol vittoria sulle macerie degli avversari ormai in spogliatoio. ANDREA MARTELLA voto: 6,5
STROPPA: il Condor di Mulazzano conduce la squadra alla vittoria del campionato al termine di una annata strepitosa attraverso un gioco spettacolare e la gestione di un gruppo, va detto, composta da bevitori accaniti e ballatori di reggaeton di bassa qualità. SCIAPÒ voto: 8