12/09/2026
NON SONO QUESTE LE PARTITE DA VINCERE
VENEZIAMESTRE – FIORENTINA 2-4
Amici delle canzoncine infinite di Cocomelon e delle brevi ma intense esperienze canore in curva quando partono cori che ci si ostina a non imparare. Insomma diciamocelo. Dopo il mercato monstre, quantomeno sotto il profilo della spesa, messo in scena questa estate tutti noi ci eravamo convinti di avere per le mani qualcosa di meglio di così. Forse qualcuno si era illuso di avere una squadra da zona uefa, non certo noi che da tempi non sospetti ci eravamo ritagliati addosso questo ingombrante ruolo di uccellacci del malaugurio esprimendo perplessità già da un mesetto. Ok fare schifo, ma lo schifo che stiamo facendo attualmente va nettamente al di là di ogni più rosea previsione. Tanto che se fossimo nella presidente in questo momento e avessimo appena scucito un cinquantello di milionate in sede di mercato per poi assistere a questo spettacolo, staremmo ponderando di spedire tutti in Siberia a cercare se stessi, come si dice fece lo zar Alessandro dopo aver sconfitto Napoleone e inscenato la propria morte per spendere il resto della propria vita come mateo pellegrino. Ci si approcciava a questo match compatti che più compatti non si può, almeno stando alle dichiarazioni del califfo al Mulazzani in conferenza stampa, tanto compatti che siamo sembrati vicini al collasso e all'implosione, mai scherzare con la fisica. Diverse assenze, alcune per infortunio altre per manifesta incapacità di intendere e di volere, facevano propendere per un undici inedito all'insegna della restaurazione monarchica con il solito barone stanchezza tra i pali e una linea difensiva che al netto dei trenta milioni spesi e i cinquanta giocatori acquistati si affidava alla rassicurante aura di Schingtienne, alle danze apotropaiche di Ciano Haps riadattato braccetto sinistro e al lancio di Byron Moreno perno centrale nella speranza che quei dieci minuti ben fatti a Frosinone potessero portare quella pace e quella serenità che non siamo stati in grado di trovare finora. E a ben riflettere amici, è indicativo tutto ciò com'è indicativo che poi post partita si vada a dire che si aspetta Juan Jesus per mettere tutto apposto, un giocatore ingaggiato al 30 di agosto perchè ti si era rotta la riserva della riserva. Bruno Pizzul direbbe tutto molto bello, noi invece diremmo ghesboro e se non volessimo bene ad Antonelli ci iscriveremmo alla bella trasmissione dilettanti allo sbaraglio certi di fare male anche lì. Ma transeando e tornando a noi, sulle fasce si dimenavano Hainaut e Sagrado, con un centrocampo ancora afflitto dalla malattia di Sohm assieme all'infortunando Busio e al ca****re di K**e Perez; davanti infine Adams danzava ai ritmi caraibici delle imprecazioni di Yeboah. L'inizio della partita pareva vagamente equilibrato ma in realtà gli ospiti, guidati dal Maestro in persona, ci mettevano poco a far capire che il tasso tecnico di cui disponevano gli consentiva di penetrare nelle nostre difese come un pene nel b***o ed era un vero e proprio miracolo sportivo quando attorno al ventesimo era l'Unione a scudisciare il gol del vantaggio grazie ad una percussione rapida ed intensa di Busio che liberava al tiro Adams, il quale con un piattone all'incrocio si sbloccava e festeggiava gagliardo sotto la curva nord. Ahimè era solo l'ennesimo inno al detto è stato bello finchè è durato, poiché a breve giro la viola, oggi bianca per l'occasione, trovava prima il pari con un'iniziativa solitaria di Diego Abatantuono che saltava Sagrado come un birillo e tirava una c***a sul portiere che Stankovic faceva entrare come si fa entrare un atteso pene in un palpitante orifizio; poi ancora Diego Abatantuono, che ricordavamo un filo più fuori forma, approfittava di uno scivolone di Haps e un rimpallo favorevole per appoggiare in porta il gol dell'immediato raddoppio, per uno di quegli uno due che ammazzerebbero un toro. A quel punto, fino alla fine del primo tempo, l'Unione evaporava e si passava l'ultimo quarto d'ora ad assistere allo show di Mastantuono Abatantuono che scopava la nostra difesa e una Fiorentina che andava vicina al terzo gol un'altra manciata di volte, nonché all'infortunio serio e brutto di Busio che usciva a favore del figlio di Helga. Poteva andare peggio, poteva piovere. Si andava a sorseggiare il classico tè caldo con sensazioni simili a quelle provate nell'era Javorcic ma leggermente peggiori, con una ripresa che incominciava con la squadra che attaccava, si fa per dire, sotto la curva e invero un paio di situazioni in forcing riusciva anche a crearle: alcune belle sgroppate dei cavalli Hainaut e Sagrado, un tiro di poco alto di Yeboah, una scatarrata sul fondo di Adams, tanti angoli infruttuosi. Ma in tutto ciò, la fiorentina collezionava xG ad ogni possesso palla e il terzo gol era nell'aria. I nostri però non amano il ba***e e riuscivano a prenderlo nel modo più curioso possibile: rilancio dalla difesa, scatto dalla propria metà campo del pellegrino Pellegrino, da non confondersi con lo zar Alessandro, il quale (pellegrino, non lo zar) pur non essendo certo un velocista bruciava Schingtienne e qualunque altra cosa trovandosi a tu per tu con Stankovic per tipo la sesta volta in un'ora di gioco e lo batteva con un puntonazzo all'angolino. Virtualmente la partita finiva lì, e la viola in bianco trovava anche un fortunato quarto gol con una carambola delle meraviglie che premiava nuovamente il mattatore della serata Diego Abatantuono, iradiddio terremoto e tempesta per una sera; c'era spazio infine anche per il gol della bandiera di Hainaut e per un'Unione che non chinava la testa, va detto, e continuava ad attaccare per l'orgoglio e anche un filo di qualità grazie al buon ingresso del già citato figlio di Helga ma anche del Toni effe dei poveri e di un irriducibile Hainaut che continuava a sciorinare palloni di qualità altalenante ma alla fine che gli vuoi dire. Così finiva la partita, si perdeva per la quarta volta su quattro partite e si rimaneva saldamente ancorati alla confortante quota 0 punti in classifica, l'avvio di stagione peggiore che si ricordi a livello di risultati, e a onor del vero anche a livello di gioco, perchè se si poteva recriminare per un poì di sfortuna col Lecce e fare comunque un plauso a San Siro, ora le cose sembrano peggiorare di settimana in settimana e la luce in fondo al tunnel non si vede più. Le sconfitte e le prestazioni ben sotto la soglia del presentabile non fanno che erodere la fiducia nel lavoro che si sta facendo e lo stesso Stroppa nel corso del match, a fronte di un Vanoli che si strappava la pelle di dosso ad ogni azione, assomigliava invece sempre di più al meme di Pablo Escobar che osserva l'orizzonte con le mani sui fianchi, dando l'idea di un uomo che non sa più cosa fare. Quindi che si fa? Amici, noi non lo sappiamo e l'unica cosa che possiamo fare è continuare a tifare, arrivasse una miracolosa vittoria nel prossimo turno contro l'Alazio potremmo respirare un pochino, ma rebus sic stantibus tutto sembra assai grigio più di Gandalf ne la compagnia dell'anello. Molti di voi vorrebbero portarsi Antonelli e Stroppa nella tomba come gli antichi faraoni, altri vorrebbero teste che rotolano e inneggiano a Savarese. Noi non sappiamo indicare una via e ci aggrappiamo all'idea che peggio di così sia difficile fare e che da qui si può solo migliorare. È dura, e la sensazione di aver sbagliato tutto lo sbagliabile e anche qualcosa di più è forte e dal deciso sapore di sesso a***e. Ma d'altra parte mancano ancora trentaquattro partite, il tempo c'è. La domanda è, ci siamo noi? Ad ogni modo, come sempre e più che mai
AVANTI UNIONE
IL PAGELLONE
STANKOVIC: il cliente tipo di chi ricorre ai multivitaminici per combattere la spossatezza si ritrova una cosa tipo otto volte giocatori di fronte a lui e li ferma praticamente tutte le otto volte, ma prende un gol che un portiere della sua caratura non dovrebbe affatto prendere. SAN SEBASTIANO voto: 5,5
HAPS: nemmeno il tifoso unionista più occasionale e becero meritava di ritrovarsi a distanza di due anni nuovamente con la necessità di schierare il buon Ciano come braccetto per mancanza di difensori, ma grazie al nostro diesse che in serie A rimbecillisce e la Guerra Santa lanciata dall’Imam della difesa alta Al Mullazzani è successo, con risultati devastanti. MULLAH OMAR voto: 5
MORENO: accolto dal disperato popolo unionista un po’ come i veneziani accolsero Napoleone prima che saccheggiasse la città, non ha né il genio tattico dell’Empereur e neppure fortunatamente la voglia di razziare beni culturali, in compenso si fa bruciare in velocità da Pellegrino che è un po’ come farsi superare in allungo da un ottantacinquenne, seppur con l’attenuante dei crampi. LA STORIA DI MORENO voto: 5 – JUAN JESUS: siamo alla quarta giornata ma già abbiamo capito che ci servono disperatamente miracoli, giusto quindi affidarsi ad un Gesù, seppur non di Nazaret e seppur di nome Giovanni, per cercare ciò che ora come ora non sembra realisticamente realizzabile. IL CORPO DI CRISTO voto: 6
SCHINGTIENNE: l’esempio perfetto di come con la dovuta pazienza un investimento di Antonelli da tre milioni di € in un campionato quantomeno curioso possa passare nel giro di qualche anno da una ciofeca assoluta a un difensore inadeguato per la categoria, colleziona la solita ammonizione e partecipa battendo i piattini al concerto della banda del buco. LEERDAMMER voto: 5
HAINAUT: corre come un matto ed è noto che i matti non facciano cose particolarmente sensate, anche se bisogna dargli il merito di aver buttato dentro l’area una decina di cross invitanti per il pachidermico Adams e altrettanti in curva, oltre al gol della bandiera che aggiunge una bandiera alla variopinta collezione del Penzo. CAVAL DONATO voto: 6
SAGRADO: fin quando è impegnato in campo, al netto di una tecnica più ruvida di un foglio di carta da vetro, è tra i pochi a mettere in campo voglia e corsa, che evidentemente non fanno vincere le partite e neppure pareggiarle, ma a qualcosa dovremo pur aggrapparci. COME PUO’ UNO SCOGLIO ARGINARE IL MARE? Voto: 6 --- CORREIA: uno spezzone a partita compromessa e una settimana di contratto in meno prima di poter finalmente fuggire. Non escludiamo una sparizione alla Romero. PRISON BREAK voto: 6
K**E PEREZ: tocca un’infinità di palloni che in una sorta di reinterpretazione in chiave pessimistica del mito di Re Mida trasforma puntualmente in m***a. Non male per essere uno dei fulcri della squadra. TU SI NA MALAFEMMENA voto: 4,5
BUSIO: una ventina di minuti in cui mostra di essere discretamente fuori contesto in quel ruolo e in questa categoria, anche se da un suo break con assist nasce il gol dell’illusorio vantaggio. A quel punto si rompe e anche piuttosto di brutto e la sensazione è che si avrà modo di riammirarlo il prossimo anno in B. PIOVE, SENTI COME PIOVE, MA GUARDA COME PIOVE, SENTI COME VIENE GIU’ UH-UH. Voto: 6 --- HELGASON: una cinquantina di milioni spesi, 17 nuovi giocatori, si rompe Busio e siamo costretti a inserire il figlio di Helga. E per ora è tutto, vostro onore. S**T HAPPENS voto: 6
SOHM: insistere su un giocatore del genere dopo una serie di prestazioni del genere è un mix tra autolesionismo, gusto dell’orrido e nuance di dipreismo che però non fa ridere. SOHM TIMES I FEEL LIKE I DON’T HAVE A PARTNER. --- TONI FERNANDEZ: qualche minuto per dare l’impressione di essere troppo utile alla causa per poter ve**re impiegato a sufficienza. INCOSCIENTI GIOVANI: voto sv
YEBOAH: nel mare di melma in cui siamo inzaccherati cerca di fare il massimo, unendo all’impegno il suo smodato amore per la palla, che lo porta però spesso a fare se non la cosa sbagliata, sicuramente nel momento sbagliato. AMORE TOSSICO voto: 5,5 --- LAUBERBACH: qualche minuto ottimo per chi lo osserva per formulare nuove invettive nei confronti del miglior diesse di serie B. MALE NECESSARIO voto: sv
ADAMS: segna un gol bellissimo che sembra poter dar luogo ad una bella storia a lieto fine, grave errore di valutazione. Tocca qualche pallone in più e sembra comunque in crescita, ma l’indolenza con cui non arriva su cross che sono solamente da spingere in rete anche solo con un sospiro lo rendono una specie di parafulmine dove indirizzare la nostra scarica elettrica di bestemmie. EPPUR SI MUOVE voto: 5,5
STROPPA: nutrizionisti e dietologi suggeriscono una dieta ricca di cibi integrali, che fanno molto bene perché fanno ca**re molto. Grazie al suo integralismo in effetti la squadra fa davvero ca**re, ma se dobbiamo essere sinceri non è che ci sentiamo particolarmente bene. DR BERRINO voto: 5