Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner

Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner Uno spazio per romanzare il cammino del VeneziaMestre
Una tela bianca da riempire di cazzate

Amiche della porta accanto e amici degli anni in cui si era più felici;dopo l'ennesima doccia al pino mugo di umiltà pat...
15/09/2026

Amiche della porta accanto e amici degli anni in cui si era più felici;

dopo l'ennesima doccia al pino mugo di umiltà patita con la roboante Fiorentina di Paolo Bonolis, in questa puntata abbracciamo con fermezza le dottrine del buddhismo antonelliano e dei cicli ineluttabili della vita, in un perpetuo alternarsi tra una retrocessione a piombo e il risorgimento in serie B. Ci saranno momenti di breve ottimismo accompagnati da altri di più profondo pessimismo, serviti nella solita salsa di cazzate e paragoni arditi tra Helgason e Thomas Sankara.

Per i supporter dello sviluppo di tecnologie belliche siamo su Spotify già da qualche ora.

Ad maiora


Dopo l'ennesima doccia al pino mugo di umiltà patita con la roboant...

NON SONO QUESTE LE PARTITE DA VINCEREVENEZIAMESTRE – FIORENTINA 2-4Amici delle canzoncine infinite di Cocomelon e delle ...
12/09/2026

NON SONO QUESTE LE PARTITE DA VINCERE

VENEZIAMESTRE – FIORENTINA 2-4

Amici delle canzoncine infinite di Cocomelon e delle brevi ma intense esperienze canore in curva quando partono cori che ci si ostina a non imparare. Insomma diciamocelo. Dopo il mercato monstre, quantomeno sotto il profilo della spesa, messo in scena questa estate tutti noi ci eravamo convinti di avere per le mani qualcosa di meglio di così. Forse qualcuno si era illuso di avere una squadra da zona uefa, non certo noi che da tempi non sospetti ci eravamo ritagliati addosso questo ingombrante ruolo di uccellacci del malaugurio esprimendo perplessità già da un mesetto. Ok fare schifo, ma lo schifo che stiamo facendo attualmente va nettamente al di là di ogni più rosea previsione. Tanto che se fossimo nella presidente in questo momento e avessimo appena scucito un cinquantello di milionate in sede di mercato per poi assistere a questo spettacolo, staremmo ponderando di spedire tutti in Siberia a cercare se stessi, come si dice fece lo zar Alessandro dopo aver sconfitto Napoleone e inscenato la propria morte per spendere il resto della propria vita come mateo pellegrino. Ci si approcciava a questo match compatti che più compatti non si può, almeno stando alle dichiarazioni del califfo al Mulazzani in conferenza stampa, tanto compatti che siamo sembrati vicini al collasso e all'implosione, mai scherzare con la fisica. Diverse assenze, alcune per infortunio altre per manifesta incapacità di intendere e di volere, facevano propendere per un undici inedito all'insegna della restaurazione monarchica con il solito barone stanchezza tra i pali e una linea difensiva che al netto dei trenta milioni spesi e i cinquanta giocatori acquistati si affidava alla rassicurante aura di Schingtienne, alle danze apotropaiche di Ciano Haps riadattato braccetto sinistro e al lancio di Byron Moreno perno centrale nella speranza che quei dieci minuti ben fatti a Frosinone potessero portare quella pace e quella serenità che non siamo stati in grado di trovare finora. E a ben riflettere amici, è indicativo tutto ciò com'è indicativo che poi post partita si vada a dire che si aspetta Juan Jesus per mettere tutto apposto, un giocatore ingaggiato al 30 di agosto perchè ti si era rotta la riserva della riserva. Bruno Pizzul direbbe tutto molto bello, noi invece diremmo ghesboro e se non volessimo bene ad Antonelli ci iscriveremmo alla bella trasmissione dilettanti allo sbaraglio certi di fare male anche lì. Ma transeando e tornando a noi, sulle fasce si dimenavano Hainaut e Sagrado, con un centrocampo ancora afflitto dalla malattia di Sohm assieme all'infortunando Busio e al ca****re di K**e Perez; davanti infine Adams danzava ai ritmi caraibici delle imprecazioni di Yeboah. L'inizio della partita pareva vagamente equilibrato ma in realtà gli ospiti, guidati dal Maestro in persona, ci mettevano poco a far capire che il tasso tecnico di cui disponevano gli consentiva di penetrare nelle nostre difese come un pene nel b***o ed era un vero e proprio miracolo sportivo quando attorno al ventesimo era l'Unione a scudisciare il gol del vantaggio grazie ad una percussione rapida ed intensa di Busio che liberava al tiro Adams, il quale con un piattone all'incrocio si sbloccava e festeggiava gagliardo sotto la curva nord. Ahimè era solo l'ennesimo inno al detto è stato bello finchè è durato, poiché a breve giro la viola, oggi bianca per l'occasione, trovava prima il pari con un'iniziativa solitaria di Diego Abatantuono che saltava Sagrado come un birillo e tirava una c***a sul portiere che Stankovic faceva entrare come si fa entrare un atteso pene in un palpitante orifizio; poi ancora Diego Abatantuono, che ricordavamo un filo più fuori forma, approfittava di uno scivolone di Haps e un rimpallo favorevole per appoggiare in porta il gol dell'immediato raddoppio, per uno di quegli uno due che ammazzerebbero un toro. A quel punto, fino alla fine del primo tempo, l'Unione evaporava e si passava l'ultimo quarto d'ora ad assistere allo show di Mastantuono Abatantuono che scopava la nostra difesa e una Fiorentina che andava vicina al terzo gol un'altra manciata di volte, nonché all'infortunio serio e brutto di Busio che usciva a favore del figlio di Helga. Poteva andare peggio, poteva piovere. Si andava a sorseggiare il classico tè caldo con sensazioni simili a quelle provate nell'era Javorcic ma leggermente peggiori, con una ripresa che incominciava con la squadra che attaccava, si fa per dire, sotto la curva e invero un paio di situazioni in forcing riusciva anche a crearle: alcune belle sgroppate dei cavalli Hainaut e Sagrado, un tiro di poco alto di Yeboah, una scatarrata sul fondo di Adams, tanti angoli infruttuosi. Ma in tutto ciò, la fiorentina collezionava xG ad ogni possesso palla e il terzo gol era nell'aria. I nostri però non amano il ba***e e riuscivano a prenderlo nel modo più curioso possibile: rilancio dalla difesa, scatto dalla propria metà campo del pellegrino Pellegrino, da non confondersi con lo zar Alessandro, il quale (pellegrino, non lo zar) pur non essendo certo un velocista bruciava Schingtienne e qualunque altra cosa trovandosi a tu per tu con Stankovic per tipo la sesta volta in un'ora di gioco e lo batteva con un puntonazzo all'angolino. Virtualmente la partita finiva lì, e la viola in bianco trovava anche un fortunato quarto gol con una carambola delle meraviglie che premiava nuovamente il mattatore della serata Diego Abatantuono, iradiddio terremoto e tempesta per una sera; c'era spazio infine anche per il gol della bandiera di Hainaut e per un'Unione che non chinava la testa, va detto, e continuava ad attaccare per l'orgoglio e anche un filo di qualità grazie al buon ingresso del già citato figlio di Helga ma anche del Toni effe dei poveri e di un irriducibile Hainaut che continuava a sciorinare palloni di qualità altalenante ma alla fine che gli vuoi dire. Così finiva la partita, si perdeva per la quarta volta su quattro partite e si rimaneva saldamente ancorati alla confortante quota 0 punti in classifica, l'avvio di stagione peggiore che si ricordi a livello di risultati, e a onor del vero anche a livello di gioco, perchè se si poteva recriminare per un poì di sfortuna col Lecce e fare comunque un plauso a San Siro, ora le cose sembrano peggiorare di settimana in settimana e la luce in fondo al tunnel non si vede più. Le sconfitte e le prestazioni ben sotto la soglia del presentabile non fanno che erodere la fiducia nel lavoro che si sta facendo e lo stesso Stroppa nel corso del match, a fronte di un Vanoli che si strappava la pelle di dosso ad ogni azione, assomigliava invece sempre di più al meme di Pablo Escobar che osserva l'orizzonte con le mani sui fianchi, dando l'idea di un uomo che non sa più cosa fare. Quindi che si fa? Amici, noi non lo sappiamo e l'unica cosa che possiamo fare è continuare a tifare, arrivasse una miracolosa vittoria nel prossimo turno contro l'Alazio potremmo respirare un pochino, ma rebus sic stantibus tutto sembra assai grigio più di Gandalf ne la compagnia dell'anello. Molti di voi vorrebbero portarsi Antonelli e Stroppa nella tomba come gli antichi faraoni, altri vorrebbero teste che rotolano e inneggiano a Savarese. Noi non sappiamo indicare una via e ci aggrappiamo all'idea che peggio di così sia difficile fare e che da qui si può solo migliorare. È dura, e la sensazione di aver sbagliato tutto lo sbagliabile e anche qualcosa di più è forte e dal deciso sapore di sesso a***e. Ma d'altra parte mancano ancora trentaquattro partite, il tempo c'è. La domanda è, ci siamo noi? Ad ogni modo, come sempre e più che mai
AVANTI UNIONE

IL PAGELLONE

STANKOVIC: il cliente tipo di chi ricorre ai multivitaminici per combattere la spossatezza si ritrova una cosa tipo otto volte giocatori di fronte a lui e li ferma praticamente tutte le otto volte, ma prende un gol che un portiere della sua caratura non dovrebbe affatto prendere. SAN SEBASTIANO voto: 5,5

HAPS: nemmeno il tifoso unionista più occasionale e becero meritava di ritrovarsi a distanza di due anni nuovamente con la necessità di schierare il buon Ciano come braccetto per mancanza di difensori, ma grazie al nostro diesse che in serie A rimbecillisce e la Guerra Santa lanciata dall’Imam della difesa alta Al Mullazzani è successo, con risultati devastanti. MULLAH OMAR voto: 5

MORENO: accolto dal disperato popolo unionista un po’ come i veneziani accolsero Napoleone prima che saccheggiasse la città, non ha né il genio tattico dell’Empereur e neppure fortunatamente la voglia di razziare beni culturali, in compenso si fa bruciare in velocità da Pellegrino che è un po’ come farsi superare in allungo da un ottantacinquenne, seppur con l’attenuante dei crampi. LA STORIA DI MORENO voto: 5 – JUAN JESUS: siamo alla quarta giornata ma già abbiamo capito che ci servono disperatamente miracoli, giusto quindi affidarsi ad un Gesù, seppur non di Nazaret e seppur di nome Giovanni, per cercare ciò che ora come ora non sembra realisticamente realizzabile. IL CORPO DI CRISTO voto: 6

SCHINGTIENNE: l’esempio perfetto di come con la dovuta pazienza un investimento di Antonelli da tre milioni di € in un campionato quantomeno curioso possa passare nel giro di qualche anno da una ciofeca assoluta a un difensore inadeguato per la categoria, colleziona la solita ammonizione e partecipa battendo i piattini al concerto della banda del buco. LEERDAMMER voto: 5

HAINAUT: corre come un matto ed è noto che i matti non facciano cose particolarmente sensate, anche se bisogna dargli il merito di aver buttato dentro l’area una decina di cross invitanti per il pachidermico Adams e altrettanti in curva, oltre al gol della bandiera che aggiunge una bandiera alla variopinta collezione del Penzo. CAVAL DONATO voto: 6

SAGRADO: fin quando è impegnato in campo, al netto di una tecnica più ruvida di un foglio di carta da vetro, è tra i pochi a mettere in campo voglia e corsa, che evidentemente non fanno vincere le partite e neppure pareggiarle, ma a qualcosa dovremo pur aggrapparci. COME PUO’ UNO SCOGLIO ARGINARE IL MARE? Voto: 6 --- CORREIA: uno spezzone a partita compromessa e una settimana di contratto in meno prima di poter finalmente fuggire. Non escludiamo una sparizione alla Romero. PRISON BREAK voto: 6

K**E PEREZ: tocca un’infinità di palloni che in una sorta di reinterpretazione in chiave pessimistica del mito di Re Mida trasforma puntualmente in m***a. Non male per essere uno dei fulcri della squadra. TU SI NA MALAFEMMENA voto: 4,5

BUSIO: una ventina di minuti in cui mostra di essere discretamente fuori contesto in quel ruolo e in questa categoria, anche se da un suo break con assist nasce il gol dell’illusorio vantaggio. A quel punto si rompe e anche piuttosto di brutto e la sensazione è che si avrà modo di riammirarlo il prossimo anno in B. PIOVE, SENTI COME PIOVE, MA GUARDA COME PIOVE, SENTI COME VIENE GIU’ UH-UH. Voto: 6 --- HELGASON: una cinquantina di milioni spesi, 17 nuovi giocatori, si rompe Busio e siamo costretti a inserire il figlio di Helga. E per ora è tutto, vostro onore. S**T HAPPENS voto: 6

SOHM: insistere su un giocatore del genere dopo una serie di prestazioni del genere è un mix tra autolesionismo, gusto dell’orrido e nuance di dipreismo che però non fa ridere. SOHM TIMES I FEEL LIKE I DON’T HAVE A PARTNER. --- TONI FERNANDEZ: qualche minuto per dare l’impressione di essere troppo utile alla causa per poter ve**re impiegato a sufficienza. INCOSCIENTI GIOVANI: voto sv

YEBOAH: nel mare di melma in cui siamo inzaccherati cerca di fare il massimo, unendo all’impegno il suo smodato amore per la palla, che lo porta però spesso a fare se non la cosa sbagliata, sicuramente nel momento sbagliato. AMORE TOSSICO voto: 5,5 --- LAUBERBACH: qualche minuto ottimo per chi lo osserva per formulare nuove invettive nei confronti del miglior diesse di serie B. MALE NECESSARIO voto: sv

ADAMS: segna un gol bellissimo che sembra poter dar luogo ad una bella storia a lieto fine, grave errore di valutazione. Tocca qualche pallone in più e sembra comunque in crescita, ma l’indolenza con cui non arriva su cross che sono solamente da spingere in rete anche solo con un sospiro lo rendono una specie di parafulmine dove indirizzare la nostra scarica elettrica di bestemmie. EPPUR SI MUOVE voto: 5,5

STROPPA: nutrizionisti e dietologi suggeriscono una dieta ricca di cibi integrali, che fanno molto bene perché fanno ca**re molto. Grazie al suo integralismo in effetti la squadra fa davvero ca**re, ma se dobbiamo essere sinceri non è che ci sentiamo particolarmente bene. DR BERRINO voto: 5

Il Maestro fece ritorno al Tempio.Un giovane di nome Busio lo riconobbe e urlò: “Maestro, siete tornato!”Il Maestro rima...
10/09/2026

Il Maestro fece ritorno al Tempio.

Un giovane di nome Busio lo riconobbe e urlò: “Maestro, siete tornato!”

Il Maestro rimase in silenzio.

Una folla si era radunata attorno al monaco scalzo con la tonaca viola che Busio chiamava Maestro. Egli osservò i volti nuovi a uno a uno. Infine, sospirò.

“Se siete Voi il Maestro, dateci una mano” disse qualcuno.

“Maestro, indicateci la Via”

Il Maestro rimase a lungo in silenzio. Infine si voltò e fece per andarsene.

A quel punto, il giovane Busio ormai in lacrime urlò: “Maestro, abbiamo smarrito il Calcio!”

Il Maestro si arrestò, si guardò di nuovo intorno, respirò profondamente, poi finalmente parlò:

“Un dì, un'anziana sarta smarrì il suo ago e prese a cercarlo nel cortile di casa. Molti accorsero per aiutarla. Cercarono lungamente, senza trovare. Qualcuno le chiese dove avesse smarrito l'ago. L'anziana sarta rispose che lo aveva smarrito in casa. Allora gli aiutanti adirati le chiesero come mai cercasse in giardino, se l'ago era in casa. L'anziana sarta rispose che cercava in giardino perchè lì c'era luce e in casa era buio.”

Il giovane Busio e gli altri novizi si scambiarono uno sguardo confuso.

Il Maestro, mosso a compassione, continuò:

“Come l'anziana sarta, voi vi intestardite a cercare nel luogo sbagliato e non troverete mai niente. Guardate nel buio, dentro di voi. Solo lì potrete ritrovare il Calcio.”

Poi, il Maestro si incamminò e scomparve nella nebbia.

Molti si convinsero che quello fosse stato solo un sogno.

Amiche e amici, haters e Parisi,con lo spirito mogio mogio ma un intestino decisamente più libero torniamo con l'episodi...
09/09/2026

Amiche e amici, haters e Parisi,
con lo spirito mogio mogio ma un intestino decisamente più libero torniamo con l'episodio del podcast meno desiderato della laguna, oggi in versione sh*tstorm e disfattismo gretto e supino. Per chi per qualche ragione incomprensibile non é favorevole a spendere il proprio 8 per mille nel finanziamento di droni volanti per il bombardamento di nazioni più o meno inermi, promettiamo che verso orario apericena giungeremo anche nelle placide acque di YouTube. Buon ascolto ma soprattutto tutti al Penzo venerdì, perché l'Unione si ama a prescindere.


Positive Vibration.
07/09/2026

Positive Vibration.

FLOOR IS LAVAFROSINONE 3- VENEZIAMESTRE 2Amiche, amici, amici dei mici e al tempo stesso nostri acerrimi nemici. Erano l...
06/09/2026

FLOOR IS LAVA

FROSINONE 3- VENEZIAMESTRE 2

Amiche, amici, amici dei mici e al tempo stesso nostri acerrimi nemici. Erano le 6.30 di domenica mattina quando il mio prodigo coautore ormai disperso da settimane in terra d’Oriente ad adempiere all’estremo sacrificio del suo intestino, mi scriveva il seguente benaugurante messaggio: “avrei voluto dirle alcune cose, ma poi ho pensato che fosse più interessante il fatto che sto cagando lava”. Una parte anche piuttosto importante di me avrebbe voluto immediatamente cedergli la penna della cronaca per fargli e farci raccontare le peripezie di scuotimenti a***e post prandiali - cosa che a conti fatti sarebbe stata meno mortificante di quanto seguiteremo a raccontare - ma poi ingenuamente ho pensato che, per il detto che le grandi giornate cominciano sempre con grandi difficoltà, era sicuramente un messaggio foriero di buone speranze, tipo il mai abbastanza compianto Cuisance. E nella terra in cui i culi vengono pasciuti come camosci d’oro e raggiungono dimensioni ragguardevoli, l’Unione giungeva con alcune defezioni di una difesa già di per sé da deiezioni e uno Sceicco del gioco dominante Al Mulazzani reduce molto probabilmente da una serata con qualche bicchiere di troppo, che per altro sarebbe piuttosto vietata nell’Islam sciita, sunnita e del calcio dominante. Fatto sta che, davanti al solito paradigma della spossatezza Filippo Arcivescovo della Rovere e degli Stanchi, agivano Billy Balla-Kotchup, l’Antonio Candela del Maghreb e il ladro gentiluomo Arsenio Schingtienne, rinfrancati nello spirito sulle fasce dai dissetanti Ciano Haps e caravanTerraglio Hainaut; a centrocampo, il demone degli shottini notturni suggeriva di continuare a insistere su Sohm, mentre le operazione venivano guidate come un guidatore in stato di ebbrezza da Busio dalle verdi semenze e K**e morti Perez; in attacco infine, lo stesso f***etto tentatore spingeva Yahya Ibn Stroppari a sperimentare un attacco pensile composto dal ca****re volante Adams e Rrahmani in alto questa è una rapina. Quali che siano i motivi di tali scelte, il primo tempo dell’Unione è un qualcosa di inaccettabile. Perché va bene essere raffazzonati, va bene che a settembre inoltrato hai la forma fisica di un protagonista di “I used to be fat”, va bene che qui si fa dello spirito più o meno gradito, ma anche l’essere più spiritoso sulla faccia della terra, nel momento in cui è pure tifoso, non può ammettere di vedere per 45 minuti giocatori completamente senza voglia senza dire “ai” o “bai”. Già dopo una manciata di minuti si rompeva Balla coi lupi, giocatore di cui anche mia nonna conosceva la fragilità e ci si ritrovava a spostare a braccetto sinistra Haps in una riedizione del mese di gennaio da incubo di due anni fa che chiunque con un briciolo di sale in zucca avrebbe fatto di tutto per non rivivere mai più, specialmente avendo una sessantina di milioni da spendere sul mercato. E così, mentre si lottava strenuamente quanto vanamente per non rendere troppo famigliare alla giovane figliola caratteristici giochi di parole comprendenti Dio e gli animali, in uno svarione impensabile in serie A Raimondo veniva lasciato incredibilmente solo - con il solo Halhal in marcatura - libero di colpire di testa e mandare ogni buon proposito educativo a fa***lo. Era l’inizio di una serie di orrori che fa male rivivere col pensiero e con la scrittura, pertanto basti sapere a voi gentili lettori che vi siete evitati questa sofferenza che al minuto 39 si prendeva un raddoppio ancora peggiore, con Raimondo che cantando “liberi liberi siamo noi” insaccava da due passi solo come un numero primo in mezzo all’area piccola. Arrivava l’intervallo e si iniziava a immaginare dei piani B per i weekend, cambiando ca***e sul gran premio che però metteva subito in mostra un Antonelli che azzeccava tutte le mosse e balzava in testa e il nervoso per la campagna acquisti dell’omonimo ci faceva immediatamente optare per il cambio ca***e. Si pensava ai boy scout, troppo religiosi, al bere birra in modo compulsivo, cosa già ampiamente in uso, ad un corso di merletto a Burano che però si svolgeva solo infrasettimana. Niente da fare, si rimaneva sull’Unione che rientrava in campo con il rapper Tony Effe e Yeboah a supporto di Adams, il quale continuava a far tremendamente ca**re come quando colpiva di testa con la fiacchezza di un frequentatore del sottopasso della stazione di Mestre prima di ve**re abbattuto da un pugno dal portiere, ritenuto regolare dal solito demente in giacchetta di giornata. Incredibilmente però il Frosinone spariva dal campo e l’Unione cresceva, anche se non si sa bene in cosa, riuscendo a riaprirla con Yeboah, autore di una bella parabola da buon Samaritano che non lasciava scampo al portiere di casa. A quel punto agli uomini di Alvini veniva il classico braccetto del tennista, comunque migliore dei nostri braccetti, fintanto che l’Unione ormai padrona del campo e del proprio destino arrivava al pareggio con il sublime Sagrado, facendo nuovamente nominare in modo ingiurioso l’onnipotente davanti alla sbigottita prole, dando così un prezioso insegnamento circa le mille sfumature che una invocazione celeste può avere nella nostra cultura locale. Eppure, nel momento di maggior gaudio, di totale controllo, di ottimismo malcelato come il Califfo Ali, l’inculata era lì dietro l’angolo. E a materializzare questo bel palo nelle chiappe proprio nella terra delle chiappe, non poteva che esserci l’ennesimo rimpallo iellato di Halhal, comunque arrivato sulla palla più mollo di Malesani, che permetteva a Kvernadze di chiudere il match al termine di una partita f***e e maledettamente bastarda. Amici dei mici e mangiatrici di mici alla vicentina. Il tempo delle chiacchere sta a zero e pure noi siamo un po’ stufi di smorzare le polemiche, scongiurare il 2 novembre ed essere propositivi come il gioco propositivo e perdente del Difra prima di diventare tarmico e vincente altrove. Ne abbiamo un po’ le p***e piene. Ci è stato detto che quest’anno le cose sarebbero state finalmente diverse, sono stati spesi bei soldi e ci è stata proposta una bella doccia di ottimismo. Sarà ancora presto ma si sono p***e due gare sanguinose e da non perdere contro due dirette concorrenti. Ad oggi, sono stati fatti degli errori enormi, che più volte e da più parti erano stati evidenziati a corso d’opera. Ognuno si prenda le sue responsabilità, noi che tifiamo continueremo a tifare ma ora è necessario dare risposte, risposte a base di punti.
NOI VOGLIAMO GENTE CHE LOTTA

IL PAGELLONE

STANKOVIC: è dura vivere una vita di raccolta di peri maturi senza soluzione di continuità, ma d'altronde è solo grazie alle sue smanacciate se il passivo dopo tre giornate è solo di sette gol. POTREBBE ANDARE PEGGIO voto 6,5

SCHINGTIENNE: tendenzialmente se devi citare un difensore che ti ha fatto saltare due o tre arterie non diresti lui, ma comunque se c'è da danzare partecipa con trasporto. BALLERINA VOLANTE voto 5,5

BELLA-KOTCHAP: il perno di un reparto che assomiglia sempre meno a una difesa e sempre più a una crisi esistenziale si rompe con prontezza prima di poter partecipare alla debacle. IO NON SONO QUI voto sv - SAGRADO: trattenuto in laguna da forze che l'uomo non dovrebbe mai interrogare né tentar di interferire con esse, si fa ingolosire dal gol di Udine e segna pure il gol del momentaneo pari e più in generale dà l'idea di essere uno che più o meno sa quello che sta facendo, cosa che non si può dire di tutti. CAVALLO GOLOSO voto 6,5

HALHAL: magistrale il pliè con cui si defila lasciando a Kverno Kvernadze la palla della vittoria e nei nostri cuori un paese straziato dalle bestemmie. RADOUANE D'ORO voto 4

HAPS: quando la vita sembra non poterti più sorprendere ecco che grazie ad una concatenazione di infortuni, epidemie e invasioni di cavallette pagate milioni di euro te lo ritrovi braccetto sinistro e tutto sommato forse sarebbe meglio metterci sempre lui. Il che è tutto dire. DOVE LO METTI STA voto 6 - MORENO: baila che è un piacere come cantava Zucchero nei meravigliosi anni zero. SOTTO QUESTA LUNA PIENA voto 6

BUSIO: scende in campo pensando probabilmente alla bella sotto braccio che parla d'amore, facendosi sverniciare alla grande dagli avversari in occasione dei gol; si ripiglia parzialmente nella ripresa fornendo anche un assist a Yeboah e un'amara iniezione di false speranze in tutti noi. BASSE ASPETTATIVE voto 5,5

K**E PEREZ: si accende un paio di volte nel corso dell'intera partita, dedicando il resto del tempo al ricamo, alla meditazione e a una dose di sportellate e lamentele piuttosto ragguardevole. JERRY POLEMICA voto 5,5

SOHM: intestardirsi a schierarlo titolare in questo momento di forma è come insistere a tentare di convincere una mantide a rinunciare alla sua fede. NUNZIO LELLA MON AMOUR voto 4,5 - TONI FERNANDEZ: gettato nella mischia con l'idea tattica di affidarsi al sempre attuale mah vediamo cosa succede; poteva andare meglio, poteva andare peggio, nella sostanza non succede niente. OMEOPATICO voto 6

HAINAUT: riesce ad essere gagliardo quanto basta in una partita in cui di gagliardo non c'è proprio niente, a parte l'avversario; mette a referto l'assist per il figlio del vento. ROBERTO GAGLIARDINI voto 6

RRAHMANI: esordio dal primo minuto per l'uomo che otteneva passaporti, molto movimento poche idee e realizzazioni da dimenticare, nell'intervallo viene caldamente invitato a dedicarsi alla sericoltura. SUGAR DUDUDUDUDU HONEY HONEY HONEY voto 5 - YEBOAH: entra a dare un senso al reparto offensivo unionista che nonostante la pioggia di fischioni sciorinati al vento sembra francamente faticare a trovare una collocazione nel mondo. APRES MOI LE DELUGE voto 7

ADAMS: col Modena aveva mostrato di essere sculato, sarebbe bello poter continuare ad elencare qualità mostrate nei match successivi ma la verità è che più si giuoca e più noi ci poniamo domande sulla vita. CHI SEI GOKU NON LO SAI voto 4,5 - LAUBERBACH: il lampione di Erfurt entra per dare a tutti l'impressione di essere un attaccante riuscendo nell'intento solo parzialmente, quindi comunque meglio del compagno. ANDAVO CARPONI COGLIENDO LAMPIONI voto 5,5

STROPPA: su cinque partite ufficiali disputate finora, oggi arriva la quarta sconfitta, la seconda con una diretta concorrente, undici gol subiti, zero punti in classifica, una difesa che non riesce a fare cinque minuti senza inzaccherarsi nei propri liquami organici e un gioco che in generale sembra funzionicchiare solo a brevi sprazzi; oggi per la prima volta però, almeno per metà partita, è mancato tutto, ma proprio tutto, compresa la formazione iniziale da urla di dolore. È indispensabile cambiare marcia subito perché è inizio settembre e siamo già nella m***a fino al collo. SWIMMING POO voto 5

LAILALALALÀ IL CIELO HA PORTATO RICHIE SAGRADO LAILALALALÀ IL CIELO L'HA PRESO E L'HA PORTATO QUIUDINESE - VENEZIAMESTRE...
03/09/2026

LAILALALALÀ IL CIELO HA PORTATO RICHIE SAGRADO LAILALALALÀ IL CIELO L'HA PRESO E L'HA PORTATO QUI

UDINESE - VENEZIAMESTRE 2-1

Amici delle spezie orientali che tanta e tanta fortuna portarono ai mercanti inglesi nei secoli che furono. Per chi come noi vive la serie a un po' come si sta d'autunno sugli alberi le foglie, il turno di coppa Italia infrasettima***e assume più o meno la stessa importanta dello st***zo residuo sulla parete del cesso, ovvero un qualcosa di curioso e interessante da osservare ma del quale comunque ci si deve liberare al più presto. È con questo spirito voyeristico che l'armata del Califfo al Mulazzani dopo la simpatica sculata del Penzo col Modena si apprestava a farsi impallinare dalla non certo irresistibile Udinese nella cornice onirica del Bluenergi stadium. Per la sfida venivano gettati nella mischia una serie di ingredienti tipo quando fai una zuppa raschiando qua e là avanzi dal frigo per non farli andare a male o piuttosto convincendosi che la muffa cotta faccia effetto penicillina; ecco quindi l'esordio di Montipò tra i pali, coadiuvato da un trio ansiogeno composto dal gigante colossale Bella-Kotchap, il macellaio Halhal e il giovane rampante Ale Gomes, sulle fascie agivano l'angelo delle praterie Sagrado e il dottor Corrado Correia, con un centrocampo all'insegna dei sogni infranti con Dagasso a suggerire soluzioni, Helgason a riflettere sull'esistenza e Sohm a stralciare le speranze, mentre davanti il perfido Albion trottava attorno allo stormtrooper Lauberbach. La partita iniziava un po' come iniziano i pasti nel sudest asiatico quando il connubio di sapori freschezza e piccantezza inducono le buone forchette a banchettare voluttuosamente tra salsicce fermentate e piccanti delle montagne, verdure saltate con generoso peperoncino e prelibatezze varie. Allo stesso modo infatti l'Unione intraprendeva il match con un certo vigore e trovava pure il gol del vantaggio grazie a Richie Sagrado, che con un vero e proprio ululato del destino ammoniva società e piazza sul fatto che non sta agli uomini disfare un atto di Dio e che se il cielo ha portato il suo dolce principe in laguna egli in laguna deve restare. Purtroppo proprio come una cena piccante e spensierata presenta presto il conto in sede di seduta di gabinetto, anche la verve arancioneroverde col passare dei minuti andava ridimensionandosi e lasciava spazio al ritorno dei padroni di casa i quali a cavallo tra la fine del primo tempo e l'inizio del secondo tamvureggiavano quanto bastava per ribaltare il match su quello che sarà poi il risultato finale di 2-1. A nulla valsero quindi le centotredici conclusioni del lampione di Erfurt a favore di presa plastica e le oramai tradizionali s'ciabattate del bomber che fu promesso Akor Adams. Il percorso di coppa finiva quindi più o meno dove doveva finire, senza sorprese scossoni o corbellerie varie, con una squadra ultrarimaneggiata che perdeva in trasferta contro un avversario decisamente più attrezzato seppur sostenuto da un pubblico di barbagianni. Di per sè, è una cosa da zero drammi, ma c'è chi potrebbe arguire che proseguire di sconfitta in sconfitta questa stagione iniziata sotto una stella sfigata non è proprio il massimo e che prima o poi una sferzata di positività deve arrivare, sennò saranno cazzi più acidi delle feci del giorno dopo nel sudest asiatico. È inutile negare che qualche preoccupazione attanagli il nostro spirito ma non è certo il momento di mollare, ammesso che esista un momento di mollare. Perciò avanti con la voce con il tifo e con il cuore, perchè quest'anno ce ne vorrà tanto, e come sempre
FORZA UNIONE

IL PAGELLONE

MONTIPO’: esordisce in maglia arancioneroverde e per una mezz’ora la vita sembra sorridergli, con la squadra in controllo del gioco e lui intento a mostrare i suoi piedi non proprio da Cenerentola. Poi inizia un bombardamento a cui reagisce prima parando quello che può, poi sventolando bandiera bianca sulle note di Franco Battiato. MONTIPO’ MONTIPO’ TRA LE ROSE DI QUESTO GIARDINO voto: 6,5

ANDRE’ GOMES: nella prima tranche di partita non sfigura, ma va detto che non avrebbe sfigurato neppure il salumiere dell’Alì. Poi un po’ sfigura, ma la sua giovine età ci porta a non infierire eccessivamente. I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA, DI PELLE DI GALLINA E DI PAURA voto: 5,5 --- HAPS: una ventina di minuti buoni per farsi ti**re una sverniciata che nemmeno Sete Gibernau ai tempi in cui Valentino Rossi lo infioppettava da tutte le parti. GUIDO MEDA voto: 5

BELLA-KOTCHUP: messo sotto pressione dalle critiche più dello stretto di Hormuz, mette in mostra la sua fisicità che se fossi una fanciulla quasi quasi me lo bomberei, una maggiore disponibilità a non litigare con il pallone e una serie di altre cose che però intanto siamo fuori dalla prestigiosa Coppa Italia. BELLA INCULATA voto: 5,5

HALHAL: il futuro difensore di categoria superiore dalla sapiente conoscenza di carni muslim friendly si prodiga a dimostrarci perché la squadra del Mechelen prima di ve**re saccheggiata da Antonelli non balzasse particolarmente alle cronache del calcio europeo. LA HISTORIA ES NUESTRA voto: 5,5

SAGRADO: dopo aver rischiato per ore intere di sacrificare la nostra ragione di vita per colpa di un invaghimento dell’herr directoren Antonellen per l’abominevole Norton-Cuffy, è tra i pochi a non sfigurare cavalcando per una mezz’ora abbondante la fascia come Furia Cavallo del West e trovando anche il gol dell’illusorio vantaggio. FINO A SAMARCANDA IO TI GUIDERO’ voto: 6,5

HELGASON: la dipartita del figlio di Helga era stata salutata in Salento un po’ come si saluta la scomparsa di un prolasso a***e e seppur non si sia distinto per madornalità dimostra un livello di insipidità eccellente per le diete povere di sodio. ROCCHETTA LA LEGGERA voto: 5 --- FANNE: una bocconata di minuti anonimi come quando solcava l’anonimato nel mar di Pescara. PAPA BUTILIA, FANNE ‘STE GRASSIE voto: 5,5

DAGASSO: la nostra testa preferita gioca una mezz’ora al confine dello scintillante, con imbucate precise e geometrie di sublime bellezza. Poi si spegne insieme alla squadra, ma la buona impressione resta. EUCLIDE voto: 6 --- PANADA: pochi minuti passati alla ricerca di un amore tra i ciuffi d’erba del Bluenergy Stadium. ALBERTO CASTAGNA voto: sv

SOHM: non è ancora il giocatore che ti fa fare il salto di qualità, ma nemmeno quello a cui lanciare urla belluina di disapprovazione. INSOHM voto: 5,5

CORREIA: nel primo tempo schierato sul suo piede dimostra una certa sensualità, con quel capello riccio e la tendenza a fare cose destinate a procurare pericolo. Poi va anche lui a farsi una passeggiata con la squadra infarcita di seconde linee più di un Big Mc, ma ci sentiamo in grado di comprenderlo. MASSIMO PERICOLO voto: 6

RRAHMANI: si muove molto e si posa sugli avversari come le zanzare tigre sulla pelle dopo che hai bevuto un paio di birre. A parte un bel tiro non combina molto, ma il suo essere fastidioso ci ha convinto. DITONELLAPIAGA voto: 6 --- LISMAN: dicono ricordi Kvaratskhelia, a noi è sembrato tanto un Marko Farji senza lo sterminato seguito di social fan pedanti, il che è già un punto a suo favore. SILVANO IL MAGO DI MILANO voto: 5,5

LAUBERBACH: il lampione di Erfurt si danna come un buon diavolo alla ricerca del gol sperduto, sparando addosso al portiere dell’Udinese una quantità ragguardevole di p***e gol. Se non altro lega un po’ la squadra, che sia a livello di gioco o semplicemente ad un amaro destino. LEGOLAND voto: 6 --- ADAMS: qualche minuto passato in fuorigioco e una pregevole sciabattata che ci spingerebbe a verificare se nelle clausole di contratto è previsto il reso gratuito. KENNETH ZEIGBO voto: 5,5

STROPPA: la partita conta meno del ruolo di Udine nello scacchiere geopolitico internazionale e questo il Califfo di Mulazzano lo sa bene, spiattellando in campo giocatori meno visti, mai visti e che non si vuole mai più rivedere. Per una trentina di minuti la squadra è molto bella a vedersi mentre per altri sessanta è meglio assumere un Imodium preventivo. Non sono queste le partite in cui è lecito aspettarsi qualcosa ma dalla prossima sarà lecito e quantomai doveroso aspettarsi qualcosa. SCIENZIATO PAZZO voto: 6

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Venice

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