14/03/2024
La notizia che non aspettavi e ti lascia basito!
Oggi 14 marzo 2024 Stefano, mio figlio, al telefono mi dice... “babbo è morto Luigi Rivola!”
Il brivido che ho è provato e stato quello dei momenti che non vorresti mai vivere.
Luigi ha raccontato tanta storia motociclistica italiana; un professionista serio e capace.
E' stato un caro amico, mai invadente e non è facile ora trovare le parole adeguate per ricordarlo senza essere banale.
Per me non è stato solo un bravo giornalista, ma un amico. Appassionato e attento attento alla storia di un mondo che abbiamo condiviso ... e non è stato sempre facile il mondo “Bimota”.
E' stato un uomo leale che ho sempre sentito vicino nei momenti difficili, quelli professionali e quelli personali … con il mio cuore che in più di una occasione mi ha fatto piegare sulle ginocchia.
E' stato il primo giornalista a scrivere un articolo du Bimota, una moto vista occasionalmente a Misano in occasione delle prime uscite in pista: era il 1963.
Da allora non ci siamo mai persi di vista, incontri sobri ma gratificanti.
Mi ha onorato di una recensione in apertura del libro dove ho racconta la BIMOTA.
Un racconto storie di moto e di larga parte della vita di Massimo e mia, lui ne era conosceva più di tanti altri.
Lo ha fatto con l'equilibrio che lo ha sempre contraddistinto.
Per lui ho provato gratitudine sincera, onorato e gratificato dalla sua amicizia, un amico vero.
Carissimo Luigi ti porterò nel cuore, per il tempo che mi resta, con con la segreta speranza che ci magri possa essere un replay.
GRAZIE LUIGI PER QUESTA PREFAZIONI APERTURA DEL LIBRO: L'ERA D'ORO BIMOTA
Nel 1973, mentre mi trovavo a Misano a documentare il debutto di Roberto Gallina sulla Benelli 4 cilindri, un’attrazione quasi magnetica mi costrinse ad avvicinarmi ad un gruppetto di appassionati al centro del quale spiccava un autentico gioiello: una bellissima Honda 750 dalle forme mai viste prima.
Semplicemente stupenda.
Era quello il primo parto della mente geniale di Massimo Tamburini, che con Giuseppe Morri, già suo socio in una ditta di impiantistica, aveva fondato a Rimini un’azienda destinata a stupire il mondo del motociclismo: la Bimota.
“Stupire” in realtà è restrittivo.
La Bimota letteralmente si impose subito in due campi complementari: vincendo le corse di velocità ai massimi livelli e costruendo motociclette super sportive stradali di grossa cilindrata che non avevano rivali al mondo per tecnologia, raffinatezza, prestazioni e bellezza.
Non c’è alcun dubbio che le odierne ipersportive giapponesi abbiano tratto spunto in origine dalle Bimota.
A Morri e Tamburini l’orgoglio di aver avuto il coraggio e la capacità di lanciare un simile marchio.
A me quello di aver scritto il primo articolo che appare nella sua rassegna stampa.
Luigi Rivola
Nella foto Morri, Rivola, Elementi (Kocis) e Tamburini - Misano/Santamonica 1964