01/12/2023
Ho iniziato ad amare l'inverno quando ho scoperto dentro di me la possibilità di "stare" senza "fare", di essermi cuccio caldo per il letargo.
Se l'inverno fosse per noi ciò che è per tutti gli altri esseri naturali -riposo, riparo, lentezza, silenzio, cura-, vivremo immersi nella benedizione di cui abbiamo tutti così bisogno
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Dicembre ha un bel viso, due occhi che arrivano a vedere al di là dell' Inverno e un naso armonioso dall'olfatto canino: sente tutto.
Una bocca perfetta nell'insieme, non troppo tirata all'insù da un grande sorriso, non troppo aperta da una risata sguaiata e neanche spinta all'ingiù da pesanti tristezze e mancanze.
Due labbra semichiuse leggermente allungate verso le guance, leggermente, quelle della pace del torace.
Ha un profumo di resina e di domenica, di quei profumi che puoi sentire solo se ci metti il naso sopra, non invadente insomma, lieve, e lascia piccolissime scie che ti fermi un attimo a dire "che cos'è questo odore?", e annusi l'aria.
È Dicembre.
Ha una pelle bianca neve così sottile da poterla sbucciare a sfregarla troppo: sanguina subito.
E poi ha un portamento eretto, ben fermo ma non rigido, cammina sicuro e lentamente, poggia bene i piedi prima di fare il passo dopo, il giorno successivo.
È alto, o meglio, è lungo.
Dicembre ha un solo difetto: noi.
Ne esce così con gli occhi dipinti da bambola gonfiabile, un rossetto rosso sbavato agli angoli della bocca e ciocche di capelli cadenti di settimana in settimana, scarpe alte con cui non sa camminare e traballa, spesso inciampa.
Segni sulle braccia per il nostro stringere.
Lividi.
Ne esce con qualche moneta in tasca per le volgari trattative, le senti cadere dal suo taschino: tintinnano su un marciapiede desolato, isolato e disperato.
Dicembre sarebbe da farlo accomodare, lasciarlo parlare che ha tanto da dire, raccontare e riposare, sarebbe da guardarlo e poi farsi il suo accanto e non il suo sopra e sotto e di lato.
In poche parole Dicembre sarebbe solo da amare e non da consumare per lasciarlo lì, la notte dopo, da solo su un letto che puzza di imbroglio a guardarci e dirci "e ora?".
Lasciarlo lì, senza alcuna risposta perché risposta non c'è.
Dicembre è e sarebbe bello com'è.