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𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼–𝗦𝗮𝗻𝗿𝗲𝗺𝗼 𝟭𝟵𝟴𝟯: 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗼𝗻𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗣𝗼𝗴𝗴𝗶𝗼, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗖𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗳𝗮𝗰𝗲𝘃𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮Milano–Sanremo 1983, ultimi met...
13/06/2026

𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼–𝗦𝗮𝗻𝗿𝗲𝗺𝗼 𝟭𝟵𝟴𝟯: 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗼𝗻𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗣𝗼𝗴𝗴𝗶𝗼, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗖𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗳𝗮𝗰𝗲𝘃𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮

Milano–Sanremo 1983, ultimi metri del Poggio. Giuseppe Saronni avanza con lo sguardo duro, la maglia di campione del mondo e il manubrio stretto tra le mani: è l’immagine perfetta della fatica e del coraggio che servivano per restare davanti sulla salita più famosa della Classicissima.Alle sue spalle il gruppo si assottiglia, le moto sfiorano i corridori e ogni pedalata è un duello contro la strada e contro gli avversari.

Il Poggio non è solo uno strappo, è un giudice: chi ha gambe e testa resta in prima fila per giocarsi la gloria in via Roma, chi salta sparisce.Questa foto racconta un ciclismo diretto, istintivo, senza calcoli. Solo cuore, orgoglio e quella smorfia sul volto di Saronni che vale più di mille cronache.
Credit foto 📷 Campioni del Ciclismo

𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗮𝗱𝗼𝗿, 𝗶𝗹 𝗣𝗶𝘀𝘁𝗼𝗹𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗚𝗶𝗿𝗼 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗶𝗻𝘁𝗮Alberto Contador, soprannominato i...
13/06/2026

𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗮𝗱𝗼𝗿, 𝗶𝗹 𝗣𝗶𝘀𝘁𝗼𝗹𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗚𝗶𝗿𝗼 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗶𝗻𝘁𝗮

Alberto Contador, soprannominato il Pistolero, ha lasciato un’impronta indelebile al Giro d’Italia grazie a due vittorie totali che hanno incantato appassionati e addetti ai lavori. Nel 2008, al suo primo Giro, ha dominato con attacchi decisi e resistenza da campione, conquistando la maglia rosa e difendendola fino a Milano, una performance che lo ha consacrato come uno dei più grandi scalatori della sua epoca.

Sette anni dopo, nel 2015, Contador ha sfoggiato ancora una volta il suo talento formidabile: conquiste memorabili sull’Etna e sulle salite chiave come il Mortirolo gli hanno permesso di chiudere con un vantaggio netto, tornando così a scrivere la storia del ciclismo. Le sue gesta, fatte di coraggio e intelligenza tattica, lo hanno reso uno dei pochi ciclisti a vincere almeno due volte tutti e tre i grandi Giri.

Con il suo stile aggressivo, Contador ha trasformato ogni tappa in uno spettacolo di passione e determinazione, diventando un esempio per ogni generazione di ciclisti. Il suo nome rimarrà per sempre sinonimo di eccellenza e cuore nel mondo del ciclismo.

Credit foto 📷 Wikipedia

𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗙𝗶𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮Martina Fidanza è una delle stelle più luminose del ciclismo ...
13/06/2026

𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗙𝗶𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮

Martina Fidanza è una delle stelle più luminose del ciclismo italiano, una campionessa versatile che eccelle sia nel velodromo che sulle strade più impegnative, con una passione ereditata da una famiglia di veri appassionati delle due ruote. Tra i suoi trionfi più memorabili spiccano i titoli mondiali nello scratch e nell'inseguimento a squadre, insieme a ori europei che l'hanno consacrata come leader azzurra su pista. Su strada ha conquistato classiche prestigiose, tappe al Thüringen Tour e podi in gare internazionali, dimostrando una velocità esplosiva e una strategia impeccabile che la rendono unica.

Il suo 2025 è stato un crescendo di emozioni: dall'oro nello scratch agli Europei di Zolder, passando per il mondiale nell'inseguimento a squadre a Santiago del Cile, fino alle vittorie stagionali con la Visma-Lease a Bike che hanno scacciato ogni delusione passata. Martina affronta ogni gara con intelligenza e cuore, battendo rivali come Lorena Wiebes in volate al cardiopalma e confermando la sua crescita in WorldTour. Questa doppia anima vincente ispira generazioni, unendo potenza pura e resistenza senza eguali.

La storia di Martina Fidanza parla di sacrifici, sogni e un talento che non si ferma mai: da Palazzago a Bergamo fino ai podi mondiali, rappresenta l'orgoglio del ciclismo femminile italiano.

𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗢𝗹𝗺𝗼: 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗲Il 22 novembre 1911 a Celle Ligure nasceva Giuseppe Olmo, soprannominato "Gepin", uno d...
13/06/2026

𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗢𝗹𝗺𝗼: 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗲

Il 22 novembre 1911 a Celle Ligure nasceva Giuseppe Olmo, soprannominato "Gepin", uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi. Campione versatile e passista-velocista, Olmo vinse la medaglia d'oro a squadre alle Olimpiadi di Los Angeles 1932 e si distinse con 20 vittorie di tappa al Giro d'Italia, due successi alla Milano-Sanremo (1935 e 1938) e il titolo di campione italiano su strada nel 1936. Nel 1935 stabilì inoltre il record dell'ora con 45,090 km, superando per la prima volta la barriera dei 45 km/h.

Dopo il ritiro dalle corse, fondò l'azienda di biciclette Olmo, diventando un imprenditore di successo e una leggenda del ciclismo, simbolo della dedizione e del talento tutto italiano. Oggi ricordiamo un campione che ha lasciato un segno indelebile nello sport e nella storia delle due ruote.

𝗜𝘀𝗮𝗮𝗰 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗹𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗺𝗯𝗶𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲Isaac del Toro ha fatto...
13/06/2026

𝗜𝘀𝗮𝗮𝗰 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗹𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗺𝗯𝗶𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲

Isaac del Toro ha fatto quello che sa fare meglio: aspettare il momento giusto, partire quando gli altri sono già al limite e non lasciarsi più raggiungere. Il 22enne messicano della UAE Team Emirates XRG ha vinto la settima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, disputata il 13 giugno da La Bridoire al Grand Colombier su un percorso di 133 chilometri, con la salita finale di 8,5 chilometri al 10% di pendenza media come giudice supremo. Juan Ayuso della Lidl-Trek, che era scattato per primo nella parte più dura dell'ascesa isolandosi dagli inseguitori, ha chiuso secondo con 24 secondi di ritardo. Tobias Halland Johannessen dell'Uno-X Mobility ha completato il podio a 38 secondi, mentre Paul Seixas, ancora segnato dalla caduta patita in mattinata e dal lungo inseguimento che ne era seguito, ha concluso settimo a 1 minuto e 21 secondi.

La tappa si era già complicata prima dell'arrivo in salita. La discesa della Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens era stata neutralizzata per motivi di sicurezza, e al momento della ripartenza Seixas era finito a terra perdendo circa quattro minuti dal gruppo prima di rientrare in una lunga e logorante caccia. Sull'ascesa del Grand Colombier la Lidl-Trek ha impresso un ritmo selettivo fino a quando Ayuso ha alzato ulteriormente il passo, e dietro di lui è stato Matteo Jorgenson della Visma-Lease a Bike a fare il lavoro pesante prima che del Toro piazzasse il suo attacco. Il messicano ha rimontato Ayuso e lo ha staccato con un'accelerazione seduto in sella che ha fatto sembrare quella salita quasi docile.

È il sesto successo del 2026 per del Toro, in una stagione che lo ha già visto trionfare nell'UAE Tour e alla Tirreno-Adriatico, confermando il suo status di corridore più in forma e più temuto del momento nel panorama mondiale. Nato il 27 novembre 2003 a Ensenada, in Baja California, aveva già dimostrato il suo spessore con il secondo posto al Giro d'Italia 2025 e con una cascata di vittorie nelle classiche italiane. Luke Tuckwell della Red Bull-BORA-Hansgrohe ha mantenuto la maglia gialla alla vigilia dell'ultima tappa, ma il nome che il ciclismo porterà a casa da questa corsa è già scritto.

𝗙𝗮𝗯𝗶𝗼 𝗕𝗮𝗹𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗲 𝟱𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶: 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗹𝗼𝗰𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗟𝗼𝗻𝗶𝗴𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘃𝗶𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗘𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗲 𝗵𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝘂𝗯𝗮𝗶𝘅Fa...
13/06/2026

𝗙𝗮𝗯𝗶𝗼 𝗕𝗮𝗹𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗲 𝟱𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶: 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗹𝗼𝗰𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗟𝗼𝗻𝗶𝗴𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘃𝗶𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗘𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗲 𝗵𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝘂𝗯𝗮𝗶𝘅

Fabio Baldato nasce il 13 giugno 1968 a Lonigo, in provincia di Vicenza, e si avvicina alla bicicletta a tredici anni seguendo la passione del padre. Velocista puro con una tecnica di guida sopraffina, cresce tra pista e strada nelle categorie giovanili fino a partecipare alle Olimpiadi di Seul del 1988 nell'inseguimento a squadre. Nel 1991 passa professionista con la Del Tongo, e da quel momento costruisce una carriera lunga diciassette anni, lottando ogni settimana con i migliori del mondo. Quando appende la bici al chiodo nel 2008, ha 42 vittorie all'attivo e un posto fisso nella storia del ciclismo italiano.

Il suo palmares racconta la storia di un velocista completo, capace di vincere sia nelle volate di gruppo sia su percorsi mossi che scoraggiavano i puri pistards. Quattro tappe al Giro d'Italia, due al Tour de France con l'apoteosi sui Campi Elisi di Parigi nel 1996 e due alla Vuelta a España compongono il nucleo centrale della sua collezione nei grandi giri. Ma sono i piazzamenti nelle classiche a tracciare il profilo di un corridore di razza: secondo alla Parigi-Roubaix nel 1994 battuto di un soffio da Andrei Tchmil, secondo al Giro delle Fiandre per due anni consecutivi nel 1995 e nel 1996 e ancora secondo alla Milano-Sanremo nel 2000. Vittorie che bruciano ancora, ma che parlano di un corridore che arrivava sempre tra i migliori del mondo.

Dopo un grave infortunio che per anni ne aveva spento lo smalto migliore, Baldato trovò la forza di tornare sul palcoscenico che amava: nel 2003, al Giro d'Italia, vinse la tappa di Matera dimostrando che certe qualità non si cancellano con il tempo. Chiuse la carriera agonistica nel 2008 dopo una pesante caduta all'Eneco Tour e si convertì immediatamente alla carriera di direttore sportivo, guidando squadre come la Lampre, la BMC Racing Team e poi l'UAE Team Emirates, dove ancora oggi mette a disposizione dei corridori la sua esperienza e la sua visione. Oggi Fabio Baldato compie 58 anni, e la sua storia resta uno dei capitoli più ricchi e appassionanti del ciclismo veneto. Buon compleanno, Fabio.

𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗣𝗮𝘂𝗹 𝗦𝗲𝗶𝘅𝗮𝘀 𝗮𝗹 𝗧𝗼𝘂𝗿 𝗔𝘂𝘃𝗲𝗿𝗴𝗻𝗲, 𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝟭𝟵𝗲𝗻𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗹𝘇𝗮 𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲: 𝗶𝗹 𝗧𝗼𝘂𝗿 𝗱𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮La settima ta...
13/06/2026

𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗣𝗮𝘂𝗹 𝗦𝗲𝗶𝘅𝗮𝘀 𝗮𝗹 𝗧𝗼𝘂𝗿 𝗔𝘂𝘃𝗲𝗿𝗴𝗻𝗲, 𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝟭𝟵𝗲𝗻𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗹𝘇𝗮 𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲: 𝗶𝗹 𝗧𝗼𝘂𝗿 𝗱𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮

La settima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, da La Bridoire al Grand Colombier su un percorso di 133 chilometri, doveva essere uno dei momenti chiave per Paul Seixas. Invece è diventata il teatro di un episodio che il corridore lionese avrebbe volentieri evitato: pochi chilometri dopo la ripartenza della corsa, neutralizzata in discesa per via della ghiaia presente sulla Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens, il 19enne è finito a terra in modo violento. Ginocchia e gomito sanguinanti, maglia strappata, una smorfia di dolore sul viso che le immagini diffuse dall'organizzazione hanno reso visibile a tutti.

Dopo alcuni minuti di incertezza, Seixas ha rimontato in sella e ha cominciato un inseguimento lungo e logorante insieme ai suoi compagni della Decathlon CMA CGM, con un distacco che nel momento peggiore ha sfiorato i quattro minuti. Ha pedalato per circa 70 chilometri prima di riuscire a rientrare nel gruppo dei migliori a 36 km dal traguardo, una rimonta che racconta tanto sul suo carattere oltre che sulle sue gambe. Il corridore sembra in grado di completare la corsa, ma le condizioni fisiche reali andranno valutate con la massima attenzione nelle prossime ore.

Il problema non è tanto la corsa attuale, quanto il calendario che viene dopo. Seixas parteciperà al suo primo Tour de France dal 4 al 26 luglio, e sarà il corridore più giovane a prendere il via alla Grande Boucle negli ultimi 89 anni, dall'edizione del 1937. Il 2026 sembrava costruito per lui: vittoria alla Faun-Ardèche Classic, tre tappe e titolo al Tour del Paese Basco, successo alla Freccia Vallone, secondo posto sia alla Strade Bianche che alla Liegi-Bastogne-Liegi, sempre alle spalle di Tadej Pogacar. Una caduta del genere, a poche settimane dall'appuntamento più atteso della sua giovane carriera, è esattamente l'ultima cosa di cui aveva bisogno.

Credit foto 📷 X/Tour Auvergne

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