25/02/2025
Non amo la parola coach. Coach era una carrozza inglese in uso nel 1500.
Da qui il trasportare, il portare verso qualcosa. Trovo questo concetto ingiustamente sbilanciato.
Personalmente non credo di portare qualcuno, piuttosto corriamo affiancati, perché il coach non vi carica sulle spalle, eh no, le gambe le mettete voi, questo è il punto cruciale secondo me. Il coach non è quello che ti dice segui le tabelle.
Se cerchi una tabella hai bisogno di un mouse, non di un coach. Io credo che il buon risultato non è nella tabella, ma nella perfetta sinergia preparatore/atleta e allora ecco che diventano insieme costruttori di un puzzle dal disegno incerto, ma indubbiamente bellissimo, uno consiglia dove mettere le tessere, l'altro le incastra al suo meglio ed è proprio qui che diventa fondamentale la sinergia. Perché le tessere non sono tutte uguali ci sono giornate in cui pesano come macigni, altre in cui entrano facilmente, giorni si, giorni no, fatica, lavoro, famiglia, c'è tutto in quelle tessere, è un disegno complesso.
Ci si, consulta, ci si confronta, si viaggia insieme. Questo è consigliare un atleta, aiutarlo, accompagnarlo insieme all' obiettivo. Insieme. Non coach, supporto semmai, perché se non è insieme, se non si adatta, se non è flessibile, allora basta un mouse.
Complimenti Vito !!!!