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10/06/2026

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E' così che dovrebbe essere, sia prima che durante e dopo ogni Derby, è solo uno Sport e come tale, vanno bene gli sfottò, ma alla fine tutti in amicizia...., è troppo ?? Fate Vobis !

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05/06/2026

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05/06/2026

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05/06/2026

144 gol in 212 partite. E tutto è cominciato a La Spezia.

Quando uno mette insieme quei numeri, non sta solo parlando di un attaccante bravo.
Sta parlando di uno che, con il pallone, sapeva farsi ricordare.
E Gino Rossetti, nato alla Spezia nel 1904, è proprio uno di quei nomi che nel calcio italiano non fanno rumore tutti i giorni, ma quando li guardi bene capisci che hanno lasciato un segno grosso.

La storia parte in modo semplice.
Figlio di un fornaio, comincia a giocare da ragazzo.
Non con il vestito buono, non con i riflettori addosso.
Con la fame di chi vuole arrivare.
Prima la Virtus, poi lo Spezia.
Nel 1921 entra nella squadra della sua città e lì inizia a farsi vedere davvero.
In cinque anni, con lo Spezia, mette insieme 103 presenze e 35 gol.
Per uno che oggi viene ricordato soprattutto per il Torino, è già una bella firma.

Poi arriva il salto.
E lì il racconto cambia ritmo.
Rossetti va al Torino e diventa uno di quelli che fanno stare sereni i tifosi e nervosi i difensori.
Nel 1928-29 è capocannoniere con 36 gol in 30 partite.
Leggilo bene.
Trenta partite, trentasei gol.
Cioè più di un gol a gara.
Non una stagione buona.
Una stagione che ti sistema il nome in testa alla gente.

Con il Torino, alla fine, i numeri parlano chiaro: 144 gol in 212 partite.
E ancora oggi quella cifra lo tiene lì, tra i grandi marcatori granata, al terzo posto della storia del club.
Dietro soltanto ad altri due nomi che i tifosi non hanno mai smesso di pronunciare con rispetto.
E per capire quanto pesi quel dato, basta fermarsi un secondo.
144 gol non sono un colpo fortunato.
Sono continuità.
Sono annate intere in cui il bomber si presenta e fa il suo lavoro.
Uno dopo l’altro.

Nel 1933 lascia Torino e passa al Napoli.
Anche lì lascia il segno: 120 presenze e 27 gol.
Poi torna al Toro, quasi come se certi posti ti richiamassero sempre indietro.
Alla fine rientra allo Spezia, in Serie B, e fa anche l’allenatore.
Più avanti, tra il 1939 e il 1941, ricopre lo stesso ruolo a Macerata, in Serie C.

Insomma, Rossetti non è solo una faccia vecchia del calcio.
È una storia di strada, di provincia, di fame vera.
Uno che parte dalla Spezia e arriva a stare tra i numeri più pesanti del Torino.
E quando un gol non passa di moda per così tanto tempo, vuol dire che non era un gol qualsiasi.
Era il suo mestiere.

04/06/2026

Post Muto....

Il giorno in cui il Grande Torino fece sembrare piccolo il campionato intero.Ci sono partite che vinci e partite che str...
02/06/2026

Il giorno in cui il Grande Torino fece sembrare piccolo il campionato intero.
Ci sono partite che vinci e partite che stravinci.
E poi ci sono partite che lasci lì, appese, come un cartello enorme davanti alla storia: da qui in poi, guardate pure, ma fate piano.
Quel 2 maggio 1948, al Filadelfia, il Torino non si limitò a ba***re l’Alessandria.
La spazzò via.
10-0.
L'arbitro gli annullò anche l'11 a 0, ma non importò.
Un risultato che oggi fa ancora girare la testa, perché non parla solo di un punteggio largo.
Parla di una superiorità così netta da sembrare quasi fuori posto dentro una normale domenica di campionato.
Eppure era la Serie A.
Quella vera.
Quella dura.
Quella dove un 3-0 già ti sembrava una giornata perfetta e un 4-0 faceva discutere per una settimana.
Lì, invece, il Grande Torino arrivò a dieci, più una annullata.
Dieci reti tutte insieme.
Dieci botte una dietro l’altra.
Dieci segnali mandati al resto D’Italia : in quel momento, quei ragazzi stavano giocando un altro sport dentro lo stesso campo.
Il punto è questo.
Quel 10-0 non è rimasto famoso solo perché è una goleada pesante.
È rimasto lì perché nessuno, da allora, ha fatto peggio all’avversario in una partita di Serie A a girone unico.
Peggio, in questo caso, vuol dire più largo.
Più netto.
Più impossibile da dimenticare.
È ancora la vittoria più larga di sempre nella storia di quel formato di campionato.
E in più c’è un dettaglio che pesa ancora di più: è l’unica partita di Serie A in cui una squadra ha segnato almeno 10 gol.
Una volta sola.
Basta quella.
Quando una squadra entra nei libri con un record così, non sta solo parlando di calcio.
Sta parlando di identità.
Di forza.
Di un’epoca in cui Torino era una macchina da guerra sportiva, ma pure una specie di orgoglio collettivo.
Chi c’era, quel giorno, non ha visto soltanto una squadra in giornata di grazia.
Ha visto un pezzo di città andare oltre il calcio normale.
Ha visto un gruppo che aveva il passo delle grandi squadre, quelle che non si accontentano di vincere e basta.
Vogliono lasciare il segno.
E quel segno, stavolta, è rimasto inciso forte.
Il bello — o il crudele, dipende da come lo guardi — è che certi record non invecchiano.
Diventano più pesanti.
Perché passano gli anni, cambiano i campionati, cambiano i giocatori, cambiano i ritmi.
Ma quel numero resta lì.
10-0.
Secco, netto.
Senza scuse.
Senza rivali all’altezza.
Un punteggio che sembra inventato e invece è vero.
Ed è proprio questo il punto che fa male agli avversari e sorride ai tifosi : alcune imprese non si ricordano perché sono belle.
Si ricordano perché sono troppo grandi per essere normali.
Quella del Grande Torino è una di quelle.
Non serve aggiungere molto.
Dieci gol bastano già da soli a raccontare tutto.
E forse è per questo che, ancora oggi, quando si parla di quel 2 maggio 1948, non si sta parlando solo di una partita.
Si sta parlando di un limite che non è mai stato superato.
Di un record che resiste.
E di una squadra che, per una sera, fece sembrare il calcio una cosa decisamente più piccola di lei.
👉 2 maggio 1948
👉 10-0 del Grande Torino all’Alessandria.
👉 Vittoria più larga di sempre in Serie A a girone unico.
👉 Unica partita di Serie A con una squadra a 10 gol segnati.
👉 Campo : Filadelfia.
👉 Campionato 1947-48.
Uno dei tanti Record del Grande Torino ancora oggi IMBATTUTO, come anche tanti altri !!

Quando scappa....scappa....Juve M***a !!
31/05/2026

Quando scappa....scappa....Juve M***a !!

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