12/08/2026
IO E PHAYA KRUT ( Dialogo immaginario)
Il Volo oltre il Cielo
La notte era immobile.
Non vi era luna.
Non vi era alcun rumore.
Persino il vento sembrava trattenere il respiro.
Seduto davanti al larario di casa mia, riflettendo sulle immagini di Hanuman e Phaya Krut, entrai lentamente nella meditazione.
Inspirai.
Espirai.
Ancora.
E ancora.
Fino a quando non rimase più alcuna differenza tra il mio respiro e il silenzio.
Fu allora che accadde.
La fiamma di una candela si allungò verso l'alto.
L'incenso smise di salire in linea retta e cominciò a ruotare come una spirale.
Le pareti di casa, la mia libreria, svanirono.
La terra, il pavimento sotto di me scomparve.
Il cielo si dissolse.
E mi ritrovai sospeso nello spazio infinito.
Davanti a me si apriva l'Oceano Cosmico descritto dagli antichi poemi.
Montagne di smeraldo emergevano dalle acque.
I continenti brillavano come gioielli.
Milioni di stelle ruotavano lentamente attorno al Monte Meru.
Poi udii un grido.
Non era il verso di un animale.
Non era il suono di una tempesta.
Era qualcosa di più antico.
Più potente.
Più primordiale.
L'urlo della Libertà.
Il firmamento si squarciò.
Una figura immensa emerse dalle costellazioni.
Le sue ali coprivano l'orizzonte.
Le sue piume brillavano come oro fuso.
I suoi occhi contenevano il fuoco della creazione.
Ogni battito delle sue ali faceva tremare i mondi.
Phaya Krut era giunto.
Il Re degli Uccelli Celesti.
Il Distruttore dei Serpenti Cosmici.
Il Portatore del Dharma.
Il Signore del Vento.
Mi inginocchiai.
"Maestro..."
Phaya Krut mi fissò.
Per lunghi istanti non parlò.
Poi la sua voce risuonò come un tuono che attraversa i tre mondi.
"Valerio...
perché desideri conoscere il cuore segreto delle arti marziali?"
Risposi:
"Perché ho studiato tecniche.
Ho studiato strategie.
Ho studiato le armi.
Ma sento che oltre tutto questo esiste qualcosa, un orizzonte che ancora non conosco."
Le immense ali si dispiegarono.
"Allora ascolta.
Io non ti parlerò come un dio.
Ti parlerò come un guerriero."
Immediatamente lo spazio attorno a noi cambiò.
Mi trovai sopra un campo di battaglia.
L'aria odorava di tempesta.
Il cielo era nero.
Sotto di noi si agitavano migliaia di Naga.
Le loro scaglie scintillavano come armature.
I loro occhi erano colmi di veleno e superbia.
"Li riconosci?"
chiese Phaya Krut.
"I Naga."
"E sai perché li combattei?"
"Per liberare tua madre."
Phaya Krut annuì.
"Molti ricordano soltanto la guerra.
Pochi comprendono il suo significato.
I Naga avevano reso schiava mia madre Vinata.
Ma ascolta bene ciò che sto per dirti.
Ogni uomo porta dentro di sé gli stessi Naga."
Le sue parole riecheggiarono nel cielo.
"I Naga sono la paura che ti paralizza.
Sono l'orgoglio che ti acceca.
Sono l'avidità che non conosce sazietà.
Sono l'ira che divora il cuore.
Quando affrontai i Naga non stavo soltanto combattendo creature esterne.
Stavo affrontando le forze che cercano di rendere schiava ogni anima."
Mentre parlava vidi Phaya Krut lanciarsi nella battaglia.
Le sue ali squarciavano le tempeste.
I suoi artigli spezzavano le montagne.
I Naga si avvolgevano attorno al suo corpo cercando di trascinarlo negli abissi.
Eppure continuava ad avanzare, Signore supremo della distruzione.
Sempre. Inesorabilmente.
"Vedi, Valerio...
il coraggio non è assenza di paura.
Il coraggio è avanzare anche quando la paura ti stringe la gola."
La visione svanì.
Ne apparve un'altra.
Questa volta vidi Phaya Krut ascendere verso le sfere divine.
Attraversò i cieli.
Superò le dimore degli dèi.
Raggiunse regioni dove il fuoco stesso sembrava inchinarsi.
"Ero giovane.
Ero potente.
Ero fiero.
Pensavo che nulla potesse fermarmi."
La sua voce divenne più lenta.
"Fu allora che osai sfidare potenze davanti alle quali gli stessi dèi abbassavano lo sguardo.
Compresi qualcosa che nessuna battaglia mi aveva insegnato."
"Cosa?" domandai.
"L'umiltà."
Per un istante tutto tacque.
"La montagna più alta può essere spezzata.
L'oceano più vasto può prosciugarsi.
Perfino gli dèi sono soggetti alla legge dell'impermanenza.
Come potrebbe dunque l'uomo aggrapparsi al proprio ego?"
Sentii quelle parole colpirmi più profondamente di qualunque spada.
Phaya Krut continuò.
"Molti praticano le arti marziali per sentirsi superiori.
Costoro non hanno compreso nulla.
L'arte marziale autentica distrugge la superbia. Non la alimenta."
Abbassai lo sguardo.
Egli proseguì.
"Vuoi conoscere il segreto del Muay Thai Boran?"
"Sì."
"Ogni colpo rappresenta una verità."
Sollevò un artiglio.
"Il pugno insegna la determinazione."
Un altro.
"Il gomito insegna il coraggio."
Un altro ancora.
"Il ginocchio insegna la volontà."
Infine aprì le ali.
"E il calcio insegna la libertà."
"Ma allora perché combattere?"
domandai.
Phaya Krut sorrise.
"Per imparare a non combattere."
Rimasi senza parole.
"Quando l'uomo è dominato dalla paura combatte.
Quando è dominato dall'odio combatte.
Quando è dominato dall'orgoglio combatte.
Ma quando comprende la propria natura...
non ha più bisogno di dimostrare nulla."
Poi la sua figura iniziò a splendere.
Sempre di più.
Sempre di più.
Finché sembrò diventare un sole.
"Il Buddha insegnò che ogni sofferenza nasce dall'attaccamento.
Anche nel combattimento è così.
Ti attacchi alla vittoria.
Soffri.
Ti attacchi alla sconfitta.
Soffri.
Ti attacchi all'immagine che hai di te stesso.
Soffri.
Lascia andare.
E diventerai invincibile."
"In che modo?"
chiesi.
"Perché nessuno può sconfiggere chi non ha nulla da perdere."
Quelle parole penetrarono nel mio cuore come una lama di luce.
Poi Phaya Krut si avvicinò.
Posò una delle sue immense ali sulle mie spalle.
Immediatamente vidi tutte le mie battaglie.
Le vittorie.
Le sconfitte.
I sacrifici.
I viaggi.
Gli allenamenti.
I dolori.
Gli allievi.
Le persone incontrate lungo il cammino.
Compresi che tutto era stato necessario.
Nulla era stato inutile.
Nulla era stato un errore.
Tutto aveva contribuito a forgiare quello che ero diventato.
Le lacrime mi riempirono gli occhi.
"Grazie, Maestro."
Phaya Krut mi osservò con infinita benevolenza.
"No, Valerio.
Non ringraziare me.
Ringrazia il cammino, la Via."
In quel momento un'altra presenza apparve accanto a lui.
Una figura agile.
Possente.
Colma di gioia.
Hanuman!
Il grande eroe del Ramakien.
Le due entità si affiancarono.
L'Aquila e la Scimmia.
Il Cielo e la Terra.
La Potenza e la Devozione.
La Libertà e il Servizio.
Compresi allora perché da sempre essi erano i custodi spirituali della Scuola Taran Devak.
Hanuman insegna come combattere.
Phaya Krut insegna perché combattere.
Hanuman insegna la forza.
Phaya Krut insegna la saggezza.
Hanuman insegna il movimento.
Phaya Krut insegna la visione.
Mi inginocchiai profondamente.
Portando le mani in Wai dissi:
"Finché esisterà la Scuola Taran Devak, il vostro ricordo sarà custodito.
Le vostre immagini veglieranno sui miei allievi. Le vostre storie illumineranno il nostro cammino.
E il vostro spirito vivrà in ogni colpo sferrato con coraggio, in ogni gesto compiuto con compassione e in ogni battaglia affrontata con onore."
Phaya Krut e Hanuman sorrisero.
Poi svanirono nella luce.
Quando riaprii gli occhi ero nuovamente davanti all'altare in casa mia.
Le candele ardevano ancora.
L'incenso saliva lentamente verso il cielo.
Ma nel profondo del cuore sapevo che nulla sarebbe stato più come prima.
Perché avevo finalmente compreso il più grande segreto delle arti marziali.
La vera vittoria non consiste nel dominare gli altri.
Consiste nel liberare se stessi.
(Kru Yai Valerio Zadra)
N.B.
testo tailandese presente nell'immagine è il seguente:
พญาครุฑ
ผู้ทรงธรรม
ผู้ทำลายอุปสรรค
ผู้ปกป้องผู้ปฏิบัติธรรม
Traduzione:
Phaya Krut (Garuda)
Colui che custodisce il Dharma
Colui che distrugge gli ostacoli
Colui che protegge coloro che praticano il Dharma
ผู้ชนะผู้อื่น
คือผู้มีชัยชนะชั่วคราว
Traduzione:
Chi vince gli altri
ottiene una vittoria temporanea.
ผู้ชนะตนเอง
คือผู้มีชัยชนะนิรันดร์
Traduzione:
Chi vince se stesso
ottiene una vittoria eterna.
ศิลปะการต่อสู้
คือหนทางแห่งการตื่นรู้
Traduzione:
L'arte del combattimento
è il sentiero del risveglio.
หมัด คือ ความแน่วแน่
Traduzione:
Il pugno è determinazione.
ศอก คือ ความกล้าหาญ
Traduzione:
Il gomito è coraggio.
เข่า คือ ความมุ่งมั่น
Traduzione:
Il ginocchio è volontà e perseveranza.
เท้า คือ อิสรภาพ
Traduzione:
Il piede è libertà.
อย่าต่อสู้เพราะชนะ
จงต่อสู้เพื่อเข้าใจ
Traduzione:
Non combattere per vincere.
Combatti per comprendere.
อย่ายึดติดในผล
จงยึดมั่นในธรรม
Traduzione:
Non attaccarti ai risultati.
Mantieniti saldo nel Dharma.
วางอัตตา
สละความกลัว
Traduzione:
Abbandona l'ego.
Lascia andare la paura.
และเจ้าจะโบยบิน
ดุจพญาครุฑเหนือพันธนาการทั้งปวง
Traduzione:
E allora volerai
come Phaya Krut al di sopra di ogni catena e di ogni schiavitù.
Il tema centrale è che la vera arte marziale non consiste nel vincere gli altri, ma nel liberarsi dall'ego, dalla paura e dagli attaccamenti, proprio come Garuda si libera dai Naga e vola oltre ogni vincolo.