31/05/2026
Io ho ancora "I HAVE A DREAM"che la Giustizia civile e sportiva faccia il suo dovere e magari,paradossalmente l'uomo in foto si ritroverebbe a partire da vincente! 😱🤗😉
Un anno fa, di questi tempi, l’atmosfera era completamente diversa.
Festeggiavamo lo scudetto, parlavamo di futuro e immaginavamo l’inizio di un ciclo.
La conferma della guida tecnica, il mercato, i primi nomi importanti accostati al Napoli alimentavano entusiasmo e fiducia.
Poi è arrivata una stagione diversa da come l’avevamo immaginata.
Non abbiamo vinto uno scudetto che molti sognavano e che, viste le premesse, sembrava tutt’altro che impossibile.
Tra mille difficoltà siamo arrivati alla fine della stagione con sensazioni molto diverse rispetto a dodici mesi fa, nonostante un secondo posto e una Supercoppa.
C’è chi si è detto deluso dal gioco espresso, chi dalla mancata valorizzazione del mercato.
Personalmente sono convinta che la delusione abbia un’origine molto più semplice e che, alla fine, accomuni un po’ tutti: non aver vinto.
Perché, parliamoci chiaro, dopo due scudetti la fame non cala, aumenta.
Ed è questo il punto.
Se ci fossimo cuciti un altro tricolore sul petto, molte polemiche sarebbero rimaste sullo sfondo.
Ma tra ciò che poteva essere e ciò che non è stato, il calcio inesorabilmente va avanti e il Napoli si trova davanti a un nuovo inizio con una nuova guida tecnica.
C’est la vie.
Per ironia della sorte, se una delle maggiori critiche a Conte riguardava il suo gioco, il profilo scelto dalla società non è associato a un calcio spettacolare.
Non lo dico come critica, ma come semplice constatazione.
Devo essere onesta: Allegri non è un nome che mi entusiasma.
Appartiene a una memoria calcistica da tifosa del Napoli non proprio felice. Il dominio della Juventus, la pallonata del Pocho, e la ferita del Napoli di Sarri che nel 2018 sfiorò un’impresa senza riuscire a completarla.
Inoltre viene da alcune esperienze recenti non esaltanti.
Eppure, arrivati qui, una cosa mi è chiara.
Non è più il momento dei giudizi sul passato, né delle sensazioni legate a ciò che è stato. È il momento di capire cosa farà da adesso in avanti.
Sono orgogliosamente una risultatista.
Ciò che mi renderebbe infelice sarebbe dover aspettare altri trentatré anni per uno scudetto o restare fuori dall’Europa che conta anche solo per una stagione.
Per questo non mi interessa un calcio spettacolare, né mi scandalizza una vittoria “di corto muso”.
Mi interessa però una squadra competitiva, stabile ai vertici e continua nei risultati.
Se Allegri riuscirà a dare questo, per me avrà già fatto la parte più importante.
Voglio un Napoli stabilmente in Champions e più maturo in Europa rispetto all’ultima stagione.
Una squadra solida, credibile, difficile da ba***re, pronta a giocarsela con chiunque.
Poi se arriverà anche il bel gioco, meglio. Ma la priorità resta una sola: vedere una squadra che lotta per vincere.
Per questo metto da parte tutto il resto, ricordi e antipatie comprese.
Da oggi Allegri è la guida del Napoli e avrà il mio sostegno.
Il resto lo diranno campo, tempo e soprattutto ciò che conta davvero: i risultati.
Come sempre.
Forza Napoli.
Tiz