SENZA QUARTIERE è un torneo di calcio strada (calcio a 5) organizzato dall'UISP Torino, che si svolge a Torino nei playground (campi da gioco) di Via Artom - Via Isonzo - V° Padiglione Parco del ValentinoVedi il volantino per l'iscrizione Si gioca in strada nei quartieri di San Salvario, San Paolo e Mirafiori Sud e si può partecipare singolarmente o in gruppo con una squadra già costituita. Le i
scrizioni sono aperte a ragazzi e ragazze dai 14 ai 20 anni. Per iscriversi e ottenere informazioni è sufficiente mettersi in contatto con l’UISP Torino (telefono 011.677.115). Il torneo “Senza Quartiere” è organizzato in due fasi di gioco: una prima fase con gironi cosiddetti “all’italiana”, cioè tutte le squadre iscritte si affrontano tra di loro all’interno dello stesso quartiere, la seconda fase ad “eliminazione diretta” che si gioca tra tutte le squadre dei diversi quartieri. Il Torneo si concluderà in tarda primavera e designa i vincitori assoluti ed una squadra vincitrice per ogni giornata di gioco; con premi per la squadra più “mista” di genere e di persone di provenienza diversa e per la squadra che si è maggiormente distinta nel fair play e nella capacità di gestire e far vincere il gioco. Molti premi quindi quelli assegnati dal torneo, tutti rigorosamente in moneta sportiva, perché il gioco continui ogni giorno: palloni, magliette, cappellini. Il torneo, a partire dal titolo, vuole giocare a promuovere ciò che in realtà non ha bisogno di pubblicità, perché i ragazzi lo fanno da sempre: giocare in strada, senza arbitro, con i maglioni o le giacche al posto delle porte. Giocare per divertirsi, per conoscersi e passare il tempo con coloro che forse diventeranno i "migliori amici".
“Senza Quartiere” è un’iniziativa promossa dall’UISP con la collaborazione dell’Oratorio San Luigi, di Asai e Gruppo Abele e con il sostegno delle Circoscrizioni 3, 8 e 10. L’iniziativa è strettamente collegata al lavoro che l’Uisp svolge con i ragazzi in strada insieme al lavoro delle altre Agenzie Educative. Tanti giovani si incontrano e passano molto del loro tempo in strada, ecco che la strada, lo spazio pubblico, il modo in cui trascorrono il tempo, diventa un’occasione preziosa per conoscerli e aiutarli. Il gioco e in questo caso il calcio, diventano un pretesto per stare insieme e per sperimentare occasioni di crescita. Valorizzare lo spazio pubblico come luogo di incontro e non di scontro; lo spazio pubblico come luogo proprio e degli altri, da proteggere e conservare. Giocare insieme per far vincere il piacere di giocare insieme. Giocare insieme senza essere avversari. Non delegare all’arbitro la buona riuscita di una partita, ma mettercela tutta perché il fair play vinca. Tutti questi buoni propositi vengono perseguiti grazie ad una attenta formazione e preparazione degli operatori che sosterranno e accompagneranno tutte le fasi di gioco. Ci sarà un regolamento semplice con poche regole ma imprescindibili. Non ci sarà l’arbitro, ma saranno i capitani delle due squadre che dovranno accordarsi sulla soluzione dei conflitti che si dovessero verificare in campo. Ci sarà un tutor esterno che avrà il compito di supervisore del buon gioco. In ciascuna partita si introdurranno piccole abitudini che abbiamo chiamato di “terzo tempo”, ma che per noi sono solo la semplice buona educazione, che richiede ad esempio che ciascun giocatore si presenti ai giocatori dell’altra squadra prima di ogni partita